Nel mondo esistono 9mila specie di alberi sconosciute: ecco dove si trovano

Il 14% di tutte le piante e gli arbusti presenti sulla Terra è ancora tutto da scoprire. Ma adesso grazie a un progetto di ricerca internazionale, è possibile sapere quanti sono gli alberi a noi sconosciuti e dove sono

Vi siete mai chiesti quanti siano le specie di alberi presenti sulla Terra? Ebbene, sono 73mila. A fornire la risposta è stato uno studio dal titolo “The number of tree species on Earth” pubblicato sulla rivista PNAS. La ricerca è frutto di un ampio progetto internazionale, durato tre anni, che rappresenta la prima stima mai realizzata della ricchezza di specie arboree a livello globale. Primo autore del paper è Roberto Cazzolla Galli, professore al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna.

Quante sono le specie di alberi ancora da scoprire (e dove sono nel mondo)

E non è tutto. Ben il 14% di questi, ovvero circa 9 mila sono del tutto sconosciute all’uomo. Rappresentano cioè un’incognita di cui non sappiamo praticamente nulla. Il 40% di queste si troverebbe in Sud America, in particolare nei due biomi di “praterie, savane e macchie” e di “foreste tropicali e subtropicali” dell’Amazzonia e delle Ande. E circa 3.000 di queste specie sconosciute sarebbero rare, endemiche a livello continentale e presenti in aree tropicali o sub-tropicali.

Incredibile, in un mondo che si crede assolutamente conosciuto e studiato fin nei più reconditi recessi. E invece a quanto pare potrebbero esserci quasi diecimila specie di alberi ancora da scoprire, di cui circa un terzo sarebbero specie rare, con una popolazione molto limitata e circoscritta in aree spesso anche molto molto piccole.

La Foresta Amazzonica è la più grande foresta pluviale della Terra

Mappatura degli alberi, un progetto realizzato da 150 scienziati

Non è stato facile arrivare a questo risultato. Anzi, si è trattato di un’impresa decisamente eccezionale considerando le difficoltà sia finanziarie che logistiche legate alla ricerca sul campo, oltre alle problematiche relative alla catalogazione delle diverse tassonomie. Per superare queste difficoltà, gli studiosi hanno prima di tutto realizzato una raccolta dei più grandi database esistenti di specie arboree forestali. Una mappatura che ha coinvolto 150 scienziati da tutto il mondo nell’ambito della Global Forest Biodiversity Initiative (GFBI), dalla quale è emerso un totale di circa 40 milioni di alberi appartenenti a 64.000 specie.

Da questo primo risultato, sono poi state realizzate ulteriori e complesse analisi statistiche utilizzando tecniche di intelligenza artificiale e super-computer del Forest Advanced Computing and Artificial Intelligence (FACAI) Laboratory della Purdue University in Indiana (Stati Uniti).

Il 40% delle specie ancora da scoprire si trova in Sud America

Biodiversità ed ecosistemi, un mondo di ricchezze da esplorare

Alla fine gli studiosi sono riusciti a stimare il numero di specie arboree non ancora conosciute alla scienza, identificando anche in quali aree del mondo saranno probabilmente scoperte. Risultati, questi, che ancora una volta mettono in luce l’estrema ricchezza degli ecosistemi e al tempo stesso la loro vulnerabilità ai cambiamenti prodotti dall’azione dell’uomo.

“Conoscere la diversità e la ricchezza in specie degli alberi è fondamentale per preservare la stabilità e la funzionalità degli ecosistemi”, spiega Roberto Cazzolla Gatti, professore al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna e primo autore dello studio. “Fino ad oggi però, per ampie aree del pianeta avevamo dati limitati, basati su osservazioni sul campo e liste di specie con coperture del territorio tra loro differenti: tutte limitazioni che impedivano di arrivare ad avere una prospettiva globale”.

“Per arrivare ad una stima attendibile della biodiversità, incluse le specie ancora da scoprire, è necessario prestare attenzione al numero di specie rare attualmente note: quelle che durante il campionamento sul campo sono state trovate solo una o due o tre volte”, spiega ancora Cazzolla Gatti. “Se infatti la maggior parte delle specie è comune e abbondante, poche saranno quelle che incontriamo raramente e quindi pochissime quelle sconosciute; se però ci sono molte specie incontrate solo poche volte, probabilmente saranno molte quelle specie così rare che non sono state ancora documentate”.