Nella cucina più ambita d’Italia con la sindrome di Asperger: la sfida di Christian a MasterChef

Il 18 febbraio è la Giornata mondiale della sindrome di Asperger: dai volti più noti, come Greta Thunberg, Mark Zuckerberg ed Elon Musk, alle storie di persone comuni, ecco cosa vuol dire avere un disturbo dello spettro autistico

Christian Passeri, concorrente MasterChef con la sindrome di Asperger

Vent’anni, due passioni e una… compagna di vita un po’ atipica. Si potrebbe riassumere così il profilo di Christian Passeri, concorrente dell’undicesima edizione del talent culinario più amato d’Italia, MasterChef. Lo studente universitario piemontese di Bosconero, infatti, è “iscritto al corso di Ingegneria Chimica Alimentare di Torino, un connubio perfetto tra le mie due passioni: la chimica e la cucina“. Viene da una famiglia numerosa, mamma Elena e papà Dorino, i piccoli di casa, Miryam e Gioele, un cane, una tartaruga e un drago barbuto, il suo Safir. Ma tra i familiari del ventenne c’è anche qualcun altro. O meglio, altra. Christian ha la Sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico (ASD) considerato di tipo “altamente funzionale”.

La sindrome e la sfida di MasterChef

Il piccolo Christian da piccolo ha fatto parte degli Scout

Quando aveva 8 anni, i genitori dell’aspirante chef lo hanno iscritto agli scout, per aiutarlo a socializzare: “A quel tempo avevo una grande difficoltà a relazionarmi con i miei coetanei e non. Questa mia difficoltà è causata principalmente dalla mia Sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico che crea una certa difficoltà a parlare con estranei oppure do l’impressione di non saper leggere al situazione o esprimere emozioni“, racconta Christian. Parlare con sconosciuti, anche bambini come lui, descrivere ciò che prova, le emozioni, i sentimenti, positivi o negativi che siano, per lui sono attività difficilissime, vere e proprie sfide. Che però ha sempre affrontato con coraggio, come dimostra la scelta di partecipare al talent cooking e mettersi in gioco nella cucina più famosa d’Italia. Anche solo la partecipazione del 20enne di Bosconero a MasterChef è una vittoria non solo per lui – che punta a diventare l’11esimo campione – ma per tutta la società italiana, che attraverso la sua storia, può scoprire qualcosa in più sulla Sindrome di Asperger.

Christian è entrato a MasterChef grazie al coraggio di sfidare i limiti imposti dalla sua condizione

Mamma Elena, la sua più grande sostenitrice, gli ha trasmesso l’amore per la cucina: “è incominciato quando ero piccolo. Osservando mia madre cucinare ovviamente la mia passione per la mia passione per la cucina è cresciuta. La persona che mi incoraggia di più, infatti, è proprio mia madre”, spiega il 20enne. Da lì a mettere letteralmente le mani in pasta il passo è stato breve. Oggi la cucina per lui rappresenta una vera costante, un modo per esprimere la sua essenza e la sua libertà. “In cucina mi ritengo una persona curiosa e anche coraggiosa, mi piace sperimentare cose che nessun altro ha mai fatto, cose che magari vanno addirittura contro la logica per alcuni”. Sperimentare andando anche contro le logiche gastronomiche. L’esperimento è una parola che non fa parte, di solito, del vocabolario degli Asperger, ma che Passeri dimostra di aver fatto sua in modo incredibile. Basti pensare che fino all’ultimo, non era sicuro di inviare la sua candidatura. Poi ha inviato un video, ma, spiega, “non avrei mai immaginato che da quello sarei potuto arrivare fino a qua”. Il coraggio di provarci è nato pensando a tutte le persone che, come lui, ogni giorno lottano contro i propri limiti. “Non è una mia colpa se sono nato così e di sicuro non è una cosa di cui vergognarsi”, ha detto davanti agli chef Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli.

Il live cooking e l’ingresso nella Masterclass

Christian Passeri nella Masterclass

Ai Live Cooking, primo step selettivo del talent, Passeri ha presentato il suo piatto “Tradizione e Panico“, con il quale è riuscito a convincere due giudici su tre (l’unico no è quello dello chef Locatelli) e ad accedere alle Sfide di Abilità, dove passione, talento e un pizzico di fortuna hanno giocato in suo favore: conquistato il grembiule bianco con il suo nome, è entrato di diritto nella Masterclass e ancora oggi è in corsa per diventare l’undicesimo MasterChef italiano. Un trionfo personale, un’opportunità per fare dei sui limiti la sua più grande forza. Quello che, piano piano, puntata dopo puntata, prova dopo prova il giovane sta costruendo dentro il programma è il proprio percorso di vita: quelle barriere date dalla sua condizione, che all’inizio sembravano insuperabili si sono trasformate in mattoncini per costruire, passo dopo passo, la sua strada di successo. La mancanza di fiducia in se stesso, la difficoltà a stabilire un rapporto con gli altri, a gestire il tempo, la poca dimestichezza nell’affrontare situazioni sconosciute così come le proprie emozioni, turbolente sono ancora parte di lui. Ma invece di fermarlo, gli danno la forza per andare avanti. E, per il pubblico a casa, impossibile non appassionarsi a quel giovanissimo ragazzo che ha scelto di dimostrare che, anche con la sindrome di Asperger, nulla è impossibile.

La sindrome di Asperger: casi e numeri

Elon Musk

Nonostante la difficoltà nel dare anche un nome ad una condizione pressoché invisibile, questo disturbo dello spettro autistico è ben presente nel tessuto sociale. Da un rapporto del 2015 finanziato dalla Bill and Melinda Gates Foundation sarebbero almeno 37,2 milioni di persone in tutto il mondo. Nel nostro Paese sono 1,5 milioni gli italiani che soffrono della sindrome di Asperger e dell’Adhd, il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Ma solo 300mila casi vengono diagnosticati e curati: uno ogni cinque.
Pensiamo ai tanti nomi famosi che sono notoriamente associati a questa sindrome: dalla giovane ambientalista Greta Thunberg al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, fino al visionario CEO di Tesla Elon Musk. Scavando nei libri di storia si scopre però che ne soffriva il padre della teoria evoluzionistica Charles Darwin, ma anche il pittore olandese Vincent van Gogh, l’inventore del computer Alan Turing e la due volte premio Nobel per la Fisica Marie Curie. Insomma, geni di oggi e di ieri, e c’è chi, quelli con disturbi dello spettro acustico, li chiama pazzi… Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo raccontato alcune straordinarie storie di persone affette da sindrome di Asperger, come quella della coach professionista Eleonora Pizzutti. La 45enne ha usato parole di grande ispirazione per descriversi: “Ho sfidato i miei limiti e i miei stessi pregiudizi, immaginando e realizzando nuovi scenari per una ragazzina che prima di ricevere la diagnosi e unire tutti i puntini si è sempre sentita sbagliata“. E noi non possiamo che ammirarla.

Il fondatore e CEO di Facebook Mark Zuckerberg

Considerata in precedenza una condizione a sé, nel 2013 l’ultima edizione del libro standard che gli esperti di salute mentale utilizzano, The Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5), ha cambiato il modo in cui è classificata. Oggi, infatti, la sindrome di Asperger non è tecnicamente più una diagnosi singolare, ma fa parte di una categoria più ampia chiamata appunto disturbo dello spettro autistico (ASD). Il termine che dà il nome alla sindrome e alla giornata internazionale, che si festeggia ogni anno il 18 febbraio, prende il nome da un importante pediatra austriaco chiamato Hans Asperger, che scrisse di bambini che mostravano segni su questa specifica condizione già nel 1944. Spesso considerata una forma ad alto funzionamento di autismo, in genere può causare ritardo nella maturità sociale e nel ragionamento nei bambini: le persone con l’Asperger possono avere un’intelligenza e abilità verbali superiori alla media ma, allo stesso tempo, trovare difficile esprimersi (anche le emozioni), avere difficoltà nel capire i segnali sociali e verbali o ad attenersi ad una routine rigida, possono avere un’attenzione ossessiva su un argomento o tendere eseguire sempre gli stessi gesti e a ripetere comportamenti.