Niu Yu, 24 anni, brilla sulla passerella della Shanghai Fashion Week sfilando con la sua protesi

Quando aveva 11 anni le è stata amputata la gamba destra dopo che era rimasta 3 giorni sotto le macerie provocate dal terremoto di Wenchuan. Oggi la ragazza sfila in passerella e, con i video sulla sua vita, cerca di creare un ponte di inclusione tra il mondo e le persone disabili

È diventata la star indiscussa della settimana della moda di Shanghai per il suo atteggiamento sicuro e disinvolto mentre camminava sulla passerella con una protesi alla gamba destra. “È così cool e così carina” si sentiva mormorare tra il pubblico. Niu Yu, 24 anni, in appena un minuto sotto i riflettori, ha ottenuto migliaia di complimenti e di like sui social media, assestando un bel colpo ai pregiudizi contro le persone disabili.

La 24enne ha perso la gamba destra dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie per tre giorni durante il terremoto di Wenchuan del 2008. All’epoca aveva appena 11 anni, amava correre ed era un membro della squadra di atletica della sua scuola. Il 14 ottobre, quando è salita sul palco della Shanghai Fashion Week con la sua protesi per la sua prima sfilata sulla passerella, è apparsa calma e professionale agli occhi del pubblico, ma durante un’intervista al Global Times ha raccontato che la sera precedente non era riuscita a chiudere occhio tanto era il nervosismo per l’indomani. Tuttavia non è la prima volta che Niu si trova sotto i riflettori: la prima volta che si è sentito parlare di lei è stato tre anni fa, quando ha completato la maratona di Wenchuan, nella provincia del Sichuan della Cina sud-occidentale, in occasione delle commemorazioni per il decimo anniversario del devastante terremoto che le aveva portato via l’arto. Quel giorno, il 12 maggio 2018, era anche il suo 21esimo compleanno.

L’invito a sfilare alla Shanghai Fashion Week le è arrivato del marchio sportivo Pony. “Sono stata commossa da una cosa che hanno detto e mi sono trovata d’accordo. Hanno affermato che i punti di vista tradizionali hanno sempre collegato lo sport alle gambe sane, ma lo sport dovrebbe essere una sorta di spirito. Anche se non ho una gamba, amo ancora profondamente lo sport e lo farò per sempre”, ha spiegato la giovane. Nel viaggio è stata accompagnata da sua amica, che vedendola nervosa le ha ricordato un messaggio che aveva ricevuto nel 2020 da una ragazza di 19 anni, che aveva perso a sua volta l’arto inferiore destro. Nel messaggio questa diceva di voler diventare un giorno una modella e camminare sulla passerella durante una sfilata di moda.

Il ricordo di quelle parole, “Anche se non siamo perfette, siamo ancora belle“, ha rinnovato la fiducia di Yu ad affrontare l’insolita sfida. E se quando sono apparse le altre modelle il pubblico ha applaudito, quando è stato il suo turno, il locale è improvvisamente ammutolito. Niu, spaventata, ha ricordato che dopo quattro o cinque secondi, ha sentito chiaramente uno spettatore accanto al palco sospirare in ammirazione: “Che figata!”. È stata quell’affermazione a darle la forza per proseguire e videoclip della sfilata è diventato subito virale sul web. Pear, un critico d’arte con sede a Pechino, ha definito l’invito del marchio sportivo a Niu Yu un esempio per l’industria della moda, che fa capire alle persone che dovrebbero rispettare e tollerare coloro che hanno delle differenze e permettere loro di brillare. Questo, in effetti, è anche il messaggio che la 24enne vuole trasmettere al mondo.

Fotografa per professione, Niu carica spesso video clip sulla sua vita su piattaforme come Douyin, dove ha più di 850.000 follower. Condividere le sue esperienze, spiega, le serve per aiutare la società a capire meglio le persone disabili. “La Cina aveva 85 milioni di disabili con la patente nel 2020, e non abbiamo idea del numero di coloro che non hanno la patente. Tuttavia, è raro che i disabili siano visti per strada. Ho sempre pensato al perché, poi ho capito: perché si nascondono“. Quando lei esce di casa e cammina per strada con la sua protesi, molti passanti la guardano dall’alto in basso e alcuni si avvicinano per esaminare il suo arto artificiale. Per lei quello sguardo curioso non è un problema, ma si rende conto che non per tutti è così, ma anzi può dar fastidio, offendere, far stare male le persone.

“Sento di avere la responsabilità sociale di collegare i disabili con il mondo. Mostrare la mia vita al pubblico può far conoscere meglio la nostra condizione e può anche dire ad altre persone disabili che la società è più tollerante di quanto abbiano immaginato. [Dopo la maratona] molti disabili hanno cominciato a mandarmi messaggi sui social media, condividendo le loro storie. Mi sono improvvisamente reso conto che forse posso avere un’influenza benefica sulla vita degli altri”.