“No all’equiparazione di genere degli Lgbt+” Minacce a deputata labour femminista

Rose Duffield diserta il congresso del partito per motivi di sicurezza: la polizia l'ha messa in guardia dopo le minacce ricevute da attivisti transgender radicali del suo stesso partito. Che ora è lacerato da un conflitto in più

Rose Duffield

Imbarazzo per il Labour britannico dopo la decisione di Rose Duffield, deputata del partito di Keir Starmer,  di disertare il congresso (o Annual Conference) in calendario a Brighton a fine settimana. Duffield è stata costretta a rinunciare dopo che la polizia l’aveva allertata su potenziali minacce alla sua sicurezza da parte di attivisti transgender radicali – pure rappresentati all’interno del movimento laburista – con i quali la parlamentare era entrata in conflitto. A scatenarlo, le posizioni femministe sostenute dalla deputata, contraria a una totale equiparazione di genere. Duffield ha ricevuto la solidarietà di diversi colleghi ed esponenti di primo piano del partito, come il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che ha definito “inaccettabile” qualunque minaccia, in particolare contro ‘una donna’, invocando al contempo un dialogo ‘civile’ anche su temi particolarmente sensibili per la comunità Lgbt.

I vertici del gruppo ‘Lgbt+ Labour’, pur critici verso “le posizioni sostenute da Rosie”, hanno fatto sapere da parte loro di “condannare totalmente gli insulti e le minacce fisiche“.

Duffield chiede tuttavia un faccia a faccia chiarificatore con il leader del partito Starmer, finora sfuggente su una vicenda che rischia di approfondire le divisioni fra le varie anime di un movimento già alle prese con le denunce di “epurazione” avanzate da settori dell’ala sinistra legata all’ex leader Jeremy Corbyn, tuttora popolare fra i giovani come nella base militante.