Non erano streghe, erano donne. Dopo 300 anni la Catalogna “ripara” la storia

"Furono vittime di persecuzione misogina". Approvata in Spagna una risoluzione per nobilitare e rivendicare le donne ingiustamente condannate e giustiziate per stregoneria

Non erano streghe, erano donne vittime di misoginia: il Parlamento regionale della Catalogna ha approvato una risoluzione per “riparare” la “memoria storica delle donne ingiustamente condannate, giustiziate e represse nel corso della storia per stregoneria”, in modo tale da “nobilitarle e rivendicarle”, dichiarandole “vittime di persecuzione misogina”. Un testo a favore del quale hanno votato a favore sia i partiti della maggioranza indipendentista (Esquerra Repubblicana, Junts Per Catalunya e Cup) sia le formazioni di centrosinistra Partito Socialista ed En Comú Podem. Contrario invece il centrodestra.

Con la risoluzione, la regione spagnola della Catalogna — dove la ‘caccia alle streghe‘ è stata particolarmente esercitata, soprattutto tra il secolo XV e il secolo XVIII, secondo la rivista storica catalana Sàpiens — adotta così la stessa linea di iniziative sorte in altri Paesi: tra cui Scozia, Svizzera, Norvegia e la regione spagnola della Navarra.

Persecuzione vera e propria fino alla morte, frutto di superstizioni e ignoranza e soprattutto della convinzione, tramandata di padre in figlio e nelle istituzioni, che l’uomo potesse comandare e decidere, che i generi non esistessero se non per i matrimoni, che i diritti non fossero minimamente contemplati da una cultura che escludeva e condannava. A morte.

“La caccia alle streghe”, un dipinto del 1685 attribuito a J. Luyken

In Catalogna oltre 400 donne impiccate per stregoneria

“Si stima che più di 400 persone, la stragrande maggioranza delle quali donne, siano state giustiziate con l’accusa di stregoneria in Catalogna – ha scritto recentemente il giornale spagnolo El Pais – dove, secondo gli studiosi, la persecuzione fu molto più violenta che in altre parti della Spagna; non furono bruciate, ma impiccate, perché furono i tribunali e la giustizia secolare a perseguitarle e punirle come criminali comuni. Le esecuzioni avvenivano nella piazza del paese o sulla forca installata in diversi luoghi visibili”.

La mobilitazione per la riabilitazione, per riscrivere la storia e per tramandare una memoria veritiera e sana porterà anche a segni tangibili come l’intitolazione di strade e piazze. Così si potrebbe vivere, ad esempio, in Calle de la Maria Joaneta, Calle Antònia Rosquellas o Calle Margarida Puig alias Cassadora (tre delle 14 donne, tra cui una ragazzina di 12 anni, impiccata dalle streghe nella cittadina di Viladrau, a Girona).

“L’iniziativa parlamentare fa parte della campagna che con lo slogan ‘Non erano streghe, erano donne’ vuole far conoscere cosa fosse la caccia alle streghe in Catalogna e allo stesso tempo presentare i risultati delle indagini che abbiamo svolto negli ultimi dieci anni”, spiega sempre a El Pais lo storico dell’Università di Barcellona Pau Castell, che elogia il fatto che si compia ‘un atto di riparazione‘ a favore delle presunte maghe assassinate.

“Il sabba delle streghe” di Francisco de Goya (1797-1798)

Anche la Scozia riabilita le 4000 donne bruciate sul rogo

Anche la Scozia si è mobilitata. A tre secoli dopo l’abrogazione del Witchcraft Act, la legge che tra il XVI e il XVIII secolo ha dato il via alla caccia alle streghe, è stato definito e portato a termine il percorso per la loro riabilitazione. Quasi 4000 le persone uccise e bruciate sul rogo dopo processi sommari. Oltre l’80 per cento delle vittime in Scozia sono state donne.

Toldina, l’ultima italiana uccisa per stregoneria

In Italia uno degli ultimi roghi avvenne a Brentonico in Trentino, dove nel 1715 fu uccisa una contadina, Maria Bertoletti detta Toldina, accusata di sacrilegi, sodomia, apostasia e persino di avere ucciso e cucinato alcuni bambini. Nel 2016 il Comune ha riaperto il caso ed ha acceso i riflettori sulla vicenda. La verità? La donna era stata vittima di dicerie, accuse infondate, falsità frutto di una faida per una eredità familiare. Dagli atti del processo presenti su un documento latino del Settecento si legge di come la Toldina, secondo il dettagliato capo d’accusa, sia stata iniziata dalla zia al culto di un demone e secondo un terribile patto si sarebbe impegnata a stregare un bambino ogni mese. Tutto inventato, la verità dopo secoli.