“Non ero giusto. Non ero bello, non ero alto”. Ma è diventato un vero titano: torna Riccardo Cocciante

Anche il grande musicista ha vissuto la discriminazione sulla propria pelle: "Agli inizi era richiesta la prestanza per esistere come artista. Io sono sempre stato il contrario. Ma non mi sono lasciato scoraggiare". E ora torna in tour, per il XX anniversario "Notre Dame de Paris"

“La difficoltà per un artista agli inizi fa la differenza. Deve cercare di conquistare tutti, malgrado tutto, nonostante quello che la gente del mestiere dice. Se prendo il mio caso, all’inizio mi rifiutavano perché dicevano che non sapevo cantare, che gridavo troppo, che ero sempre arrabbiato. E poi soprattutto fisicamente non ero giusto. Non ero bello, non ero alto. All’epoca ci voleva la prestanza per esistere come artista. Io sono sempre stato il contrario. Ma non mi sono lasciato scoraggiare. Anzi andavo per la mia strada: all’inizio chiudevo gli occhi, cantavo e non guardavo nessuno e questo scandalizzava tutti”.

Lo ha svelato Riccardo Cocciante durante la presentazione della nuova edizione di Notre Dame de Paris, che per il XX anniversario torna a proporsi dal vivo. Con questo racconto il cantautore e compositore nato a Saigon nel 1946 ha sottolineato lo scetticismo che agli inizi sottolineava le performance di un uomo minuscolo o comunque non certo aitante che, secondo alcuni, urlava a più non posso. In realtà si trattava di grande, grandissima intensità, espressiva e creativa che, col tempo, ha messo in ombra, la fisicità di un genio che negli anni ha saputo dominare il pop, la canzone d’autore e l’opera popolare.

Riccardo Cocciante (75 anni)

Riccardo Cocciante (75 anni): “All’inizio mi rifiutavano, fisicamente non ero giusto”

Una lezione che Cocciante ha deciso di tramandare anche ai cantanti di questo spettacolo senza tempo.

Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris è estremamente difficile da cantare perché quando scrivo, anche per la mia produzione, per le mie canzoni, lo faccio con una grande estensione – spiega Riccardo Cocciante -. Bisogna scegliere artisti che vocalmente la possibilità di farlo, di cantare queste note con intemporaneità. Tutto è basato su questo: il testo non è registico moderno o antico, ma entrambi. La musica spazia fra una parte rinascimentale e il rock, ma tutto evitando di essere troppo contemporanei, Niente batteria, ma percussioni, che forse sono state il primo strumento del mondo. Anche i gli abiti di scena sono stati scelti dal presente e dal passato, così la messa in scena, i balletti”.

Riccardo Cocciante (75 anni): "All'inizio mi rifiutavano, Fisicamente non ero giusto"

Riccardo Cocciante (75 anni): “All’inizio mi rifiutavano, Fisicamente non ero giusto”

Il tour

Torna in tour, per il XX anniversario Notre Dame de Paris, che sarà in scena al Mandela Forum di Firenze dal 6 all’8 maggio 2022. La tournée, prodotta da David e Clemente Zard, con la collaborazione con Enzo Product Ltd, è interamente curata e distribuita da Vivo Concerti e partirà il 3 marzo 2022 da Milano al Teatro degli Arcimboldi 3, dove rimarrà fino al 27 marzo 2022. L’opera popolare moderna più famosa al mondo, che si ispira all’omonimo romanzo di Victor Hugo, la cui versione italiana, applaudita da più di quattro milioni di persone, è stata curata da Pasquale Pannella con le musiche di Riccardo Cocciante torna a nuova vita con l’intero cast originale del debutto, Al fianco di Lola Ponce nei panni di Esmeralda ci saranno Giò Di Tonno – Quasimodo, Vittorio Matteucci – Frollo, Leonardo Di Minno – Clopin, Matteo Setti – Gringoire, Graziano Galatone – Febo, Tania Tuccinardi – Fiordaliso.

Riccardo Cocciante, 75 anni, torna in tour, per il XX anniversario di "Notre Dame de Paris"

Riccardo Cocciante, 75 anni, torna in tour, per il XX anniversario di “Notre Dame de Paris”

Per l’occasione, special guest d’eccezione di alcune delle date speciali del tour saranno Claudia D’Ottavi e Marco Guerzoni rispettivamente nelle vesti di Fiordaliso e Clopin, di cui sono stati i primi interpreti. C’è molto fervore e molto entusiasmo nella ripresa di questa opera moderna prodotta da Clemente Zard (figlio di David) a cui le musiche di Riccardo Cocciante infondono un carattere europeo e tuttora attuale.