Offese razziste in campo: baby calciatore si riabiliterà arbitrando le partite dei bambini

"Siete una squadra di zingari", ha detto un sedicenne durante la rissa a fine partita. Il giudice sportivo lo ha fermato per 10 giornate, il club non fa ricorso e lo rieduca mandandolo a dirigere le gare dei più piccoli

“Siete una squadra di zingari“, aveva detto il calciatore all’indirizzo degli avversari al termine di una partita del campionato Allievi che aveva avuto come strascico una rissa fra giocatori del Poggio a Caiano (Prato) padrone di casa e del Pistoia Nord. Mentre un giocatore del Poggio colpito da calci e pugni finiva in ospedale (dimesso dopo i primi acecrtamenti) un suo compagno di squadra pronunciava la sciagurata frase che l’arbitro ha riportato a referto e il giudice sportivo ha letto come grave violazione dei regolamenti e del viver civile: la sanzione è di dieci giornale di squalifica. Nel buio di risse, aggressioni, colpi senza palla in gioco, corse in ospedale per una gara fra ragazzini, si accende una luce che fa sperare. Arriva da un adulto, il presidente del Poggio a Caiano  Bruno Ballerini che non ha accampato scuse: la società non solo non farà  nulla per alleviare la sanzione inflitta al ragazzo, ma opererà affinché questi rifletta su ciò che ha commesso. “Purtroppo la frase l’ha detta, c’è poco da fare – ha spiegato il presidente – E’ giusto quindi che il ragazzo paghi. Sono certo non avesse intenti razzisti, ma purtroppo ha sbagliato e ne pagherà le conseguenze”.

Conseguenze che non si limitano a restare fuori campo per dieci giornate, perché il Poggio a Caiano non presenterà ricorso. La società chiamerà il ragazzo a un ruolo di responsabilità educativa: il giocatore che si è macchiato del grave fallo verbale, arbitrerà le partite dei bimbi della scuola calcio. “Così capirà quanto sia complicata la gestione di una partita – spiegano i dirigenti – e quanto è importante trasmettere i valori fondamentali dello sport: rispetto, educazione e aggregazione”.

Il ragazzo “verbalmente incontinente” si esprimerà col fischietto e avrà modo di riflettere sul suo comportamento. Aprendo, involontariamente, la strada al progetto che l’Aia, Associazione Italiana Arbitri sta lanciando proprio in questi  giorni: il doppio tesseramento calciatori-arbitri, per portare nel mondo dei direttori di gara la cultura del  calcio praticato e, viceversa, far conoscere meglio le regole a chi il calcio lo gioca. Nel caso del ragazzo del Poggio l’ambizione è che rifletta e impari a tenere la lingua a freno nel caso in cui capitino certi pensieri. Imparando, col tempo, a non produrne affatto, di pensieri che comportino discrimimazione.