Ok dalla Corte suprema: Richmond abbatterà la statua del generale Lee, che praticò lo schiavismo

Rigettato il ricorso di alcun cittadini che si opponevano alla distruzione. Vari monumenti, numerose contee e un'autostrada sono intitolate al nome del militare che fu proprietario di schiavi

Verrà abbattuta mercoledì a Richmond, in Virginia, la statua del generale confederato Robert E. Lee, eretta oltre centotrent’anni fa anni fa e finita al centro di una disputa giudiziaria dopo che, nel giugno 2020, a seguito della morte di George Floyd, il governatore Ralph Northam aveva annunciato l’intenzione di abbatterla.

Nei giorni scorsi la Corte suprema dello Stato ha rigettato i ricorsi di alcuni residenti contrari alla rimozione e ora Northam ha dato comunicazione dell’imminente rimozione, spiegando che “il più grande monumento della Virginia all’insurrezione confederata verrà abbattuto questa settimana. Questo è un passo importante per mostrare chi siamo”.

La statua equestre di Lee, realizzata a Richmond dallo scultore francese Jean Antonin Mercié, eretta nel 1890 e inaugurata alla presenza di 100.000 persone  venne vandalizzata il 3 giugno 2020 durante le proteste del movimento Black lives matter per l’uccisione di George Floyd. Lo stesso giorno il governatore Northam ne annunciò l’abbattimento.

Robert Edward Lee

Proprietario di schiavi

L’abbattimento di monumenti dedicati al generale americano sono avvenuti in varie città degli Stati Uniti (fra le ultime, lo scorso mese di luglio a Charlottesville in Virginia, foto in alto, terra natale di Lee), in nome della “cancel culture” che porta alla rimozione di documenti e testimonianze, specie se sorti con intento elogiativo, riguardanti personaggi che in altre epoche storiche non hanno rispettato i canoni di lettura degli avvenimenti attualmente diffusi.

Al nome di Lee (1807-1870), che si distinse nella guerra civile e in quella di secessione americana e in numerose operazioni militari, un attivo ruolo nel campo della schiavitù. Fu proprietario di schiavi (se ne ebbe la certezza solo nel 1846 quando firmò la manifestazione di volontà dopo la sua morte, di affrancare una donna di nome Nancy e i suoi figli. Alla morte del suocero Lee ricevette la disponibilità di 63 schiavi fra uomini, donne e bambini e s’impegnò a liberarli entro cinque anni, suscitando le ire degli schiavi stessi che ritenevano di essere liberati direttamente.

Città e monumenti in suo nome

Negli stati Uniti siti geografici e monumenti sono intitolati al nome di Lee: diverse contee prendono il suo nome in Alabama, Arkansas, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Florida, Georgia, Illinois, Iowa, Kentucky, Mississippi, Texas, Virginia.  In Carolina del Sud esiste  Leesville (Batesburg-Leesville, in Virginia Fort Lee. A lui è perfino  intitolata l’autostrada (Lee Highway) che unisce New York e San Francisco (California) attraverso il Sud e il Sud-est del paese.
Un monumento in sua memoria è sorto ad Arlington House, anche nota come “Custis-Lee Mansion”. Il Virginia State Memorial sul campo di Gettysburg è sovrastato da una statua equestre di Lee realizzata da Frederick William Sievers.