Leader gay contro i diritti Lgbt: perché essere omosessuali e di destra è ancora una contraddizione?

Risponde lo scrittore del libro "A destra di Sodoma" Marco Fraquelli: "La contraddizione nasce dai valori e la destra storicamente l'ha sempre "risolta" con delle supercazzole"

Alice Weidel, leader del partito dell’estrema destra tedesco Alternative für Deutschland e Michael Kühnen leader del neonazismo tedesco

In uno dei suoi slogan più celebri “We are everywhere” il Pride lo ricorda: le persone Lgbtqia+ sono ovunque. Eppure: “Essere gay e di destra crea ancora una contraddizione, nonostante le due condizioni siano spesso coincise”. Autore nel 2007 del libro Omossessuali a destra, lo studioso Marco Fraquelli nel suo nuovo A destra di Sodoma, in libreria da agosto per OAKS con l’introduzione di Franco Grillini, ribadisce che “curiosamente, a parità di omofobia fino a qualche decennio fa, la destra è molto più omofila della sinistra: ha infatti molte più icone gay”. E l’autore le presenta. Accanto alle figure più note, come il braccio destro di Hitler, Ernst Röhm, vittima gay del nazismo, a figure più recenti come Alice Weidel, lesbica dichiarata, leader del partito dell’estrema destra tedesco Alternative für Deutschland “che il giorno in cui la Germania ha varato la legge dei matrimoni gay ha pubblicato sul sito del partito un annuncio mortuario”, Fraquelli nel suo libro propone altre figure meno note, come quella del negazionista Michel Caignet, leader neofascista francese, editore di riviste gay e quella di Michael Kühnen, incontrastato leader del neonazismo tedesco tra gli anni settata e ottanta del Novecento, morto di Aids alle soglie degli anni novanta.

La senatrice di Forza Italia Barbara Masini (a destra) insieme alla compagna con cui vive da 12 anni

Di recente in Italia, a portare l’attenzione sull’omosessualità a destra è stata la senatrice di Forza Italia Barbara Masini, che ha fatto outing di fronte agli italiani in difesa del Ddl Zan:  “Quando capì di me,  mia madre disse ho paura per te”, ha confidato commossa nel suo intervento a cuore aperto del 16 luglio in Senato. “Tutti i genitori hanno paura per i loro figli, ma non tutti sono costretti ad avere paura per una società immatura che ritiene che tuo figlio o tua figlia possa o debba essere un soggetto più vulnerabile per quello che è”. Inoltre, riguardo alla rappresentatività di  genere, la destra italiana ed europea ha dimostrato di essere più attenta alla parità della sinistra: solo in Italia, a ricoprire la seconda carica dello stato da presidente del Senato, c’è la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati e l’unica donna leader in Italia è Giorgia Meloni. Niente rispetto alla rappresentatività Lgbtq+: “non si contano le personalità storiche e le icone gay appartenenti al mondo della destra ancora oggi venerate un po’ ovunque”.

L’intervista all’autore del libro A destra di Sodoma

Marco Fraquelli autore del libro A destra di Sodoma (2021) e Omosessuali a destra (2007)

Dottor Fraquelli, perché essere gay e di destra crea una contraddizione?

“Perché l’omosessualità sconvolge l’impianto valoriale e ideale su cui poggia la destra, che si basa sul patriarcato e sul concetto di famiglia tradizionale, caratterizzato dalla figura del pater familias e da una rigida divisione dei ruoli familiari e sessuali”.

Dall’epopea nazional socialista fino ai nostri giorni, i valori della destra sono cambiati?

“No, sono rimasti sostanzialmente gli stessi, ma nel tempo c’è stata una maggiore attenzione da parte della destra all’omosessualità e soprattutto è sorta una volontà di sfruttare la questione per ottenere maggiore consenso elettorale”.

In che senso?

“Pensiamo al fenomeno del cosiddetto omonazionalismo: alcune formazioni della destra estrema, come in Francia il Front National, oggi Rassemblement National, di Marie Le Pen o in Germania l’Alternative für Deutschland (AfD) cercano di stringere un ‘patto’ con la comunità Lgbt, offrendo una sorta di protezione nei confronti dell’Islam, nemico della destra da un punto di vista ideologico e identitario, ma anche della comunità Lgbt, in quanto omofobo. Negli Stati Uniti, però, a differenza di quanto accade in Germania e Francia, questa tendenza non ha un riscontro perché la comunità Lgbt mantiene una caratterizzazione fortemente “antagonista”, di sinistra”.

In Italia invece ci sono delle associazioni che hanno rivendicato l’essere di destra e gay?

Enrico Oliari fondatore di Gaylib

“Nel nostro Paese c’è un precedente importante, Gaylib, una sorta di laboratorio dei gay di destra, creato nel 1997 da Enrico Oliari, giovane esponente di Alleanza Nazionale, oggi vicino a Fratelli d’Italia e fautore della convivenza tra la condizione omosessuale e la destra. Fu proprio lui, insieme ad altre due coppie gay, ad aver accelerato l’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili, facendo un esposto alla Corte di Strasburgo per farsi riconoscere la pubblicazione in Comune del matrimonio. Oppure, come esempio più recente, il gruppo ‘Omosessuali di destra’ creato da un giovane rappresentante di Fratelli d’Italia, Umberto La Morgia”.

Il braccio destro di Hitler Ernst Röhm, vittima gay del nazismo

Storicamente la destra come ha gestito la contraddizione?

“L’ha gestita con delle tesi ‘giustificazioniste’, io direi meglio delle ‘supercazzole’, attingendo per esempio al presunto valore pedagogico della pederastia nella Grecia antica o, sempre rimanendo in quel contesto, enfatizzando i rapporti omoerotici come espressione del cameratismo tra i guerrieri greci. La destra si è creata un sacco di alibi, arrivando addirittura a distinguere nel rapporto omosessuale la sessualità attiva e passiva, per cui l’uomo virile, maschile, il guerriero può essere di destra e gay, ma l’effemminato no”.

Negli altri paesi europei è stato spesso determinante il voto della destra liberale per i diritti Lgbtqia+. Perché questo non accade in Italia?

“Noi scontiamo il fatto che una destra liberale o liberal-democratica nel senso più compiuto ha fatto molta fatica a emergere e a imporsi: siamo passati dal fascismo all’integralismo cattolico democristiano, avendo praticamente ‘in casa’ il Vaticano, e quindi la presenza incombente di una chiesa cattolica un po’ oppressiva”.

Pier Paolo Pasolini

L’omofobia è stato un problema storico anche del Pci..

“Ne sa qualcosa Pasolini, che è stato cacciato per indegnità morale dal partito e poi, in qualche modo, riabilitato. Ma la tesi principale che emerge dal mio libro è che, curiosamente, nonostante fino a qualche decennio l’omofobia fosse alla pari, la destra è molto più omofila della sinistra. Non si contano le personalità storiche e le icone gay appartenenti al mondo della destra ancora oggi venerate un po’ ovunque”.