Oms: nel mondo il 27% delle donne tra 15 e 49 anni ha subito violenza una volta nella vita

È stato preso in considerazione un campione molto ampio, che copra il 90% dell'universo femminile: 2 milioni di donne in 161 Paesi, tra 2000 e 2018

Un quadro agghiacciante, di quelli che gelano il sangue e fanno riflettere su quanto ancora, su determinate questioni, l’umanità non si sia evoluta di pari passo con il passare del tempo. Due milioni di donne in 161 Paesi nei primi 18 anni (2000-2018) del XXI secolo. Sono questi i dati di partenza di un importante studio comparativo condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a livello internazionale. Quella che emerge dal report Global, regional, and national prevalance estimates of physical or sexual, or both, intimate partner violence against women in 2018, pubblicato sulla rivista scientifica inglese The Lancet, è una panoramica a dir poco inquietante: nel mondo il 27% delle donne di età compresa tra i 15 e i 49 anni ha subito violenza fisica da parte del partner di sesso maschile e il 24% di loro raggiungeva appena i 19 anni.

Il 27% delle donne tra 15 e 49 anni ha subito violenza almeno una volta nella vita

La violenza nel mondo

Solo i 19 anni. Immaginatevi cosa voglia dire subire violenza quando si è poco più che adolescenti, quando il nostro corpo, spesso appena trasformatosi in quello di una donna, viene violato con la forza lasciando segni che non se ne andranno mai più. Pensateci. Ecco. È quello che è accaduto a milioni di ragazze. E poi si parla di evoluzione della specie… Nella ricerca si dà conto anche della distribuzione territoriale di questa piaga sociale: la prevalenza dei casi di violenza da parte degli uomini è stata riscontrata – sorprendentemente ma non troppo – in Oceania (49%), seguita poi dall’Africa subsahariana centrale (44%), dai paesi andini (38%), nell’Asia meridionale (35%;) e nell’Africa settentrionale e in Medio Oriente (31%). Fanalini di coda, in positivo, l’Europa occidentale (20%), l’Asia centrale (18%) e di nuovo la sezione centrale del vecchio continente (16%). Insomma volendola vedere come un’equazione, a maggior ricchezza corrisponde minore violenza.

Global Database on the Prevalence of Violence Against Women

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L’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite chiede ai governi di “Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine”

La ricerca dell’Oms si basa sulle fonti raccolte dall’istituto delle Nazioni Unite, che si occupa di raccogliere storie, numeri, dati sulla violenza di genere a livello internazionale. Il Global Database on the Prevalence of Violence Against Women, però, oltre a stilare una mappa della violenza, vuole offrire anche informazioni complete e più aggiornate possibili sulle misure intraprese dai vari governi mondiali per contrastarla, agevolando così scambi di esperienze e proposte efficaci. Infine l’obiettivo è quello di diffondere i dati per consentirne lo studio, con un campione rappresentativo del 90% dell’universo femminile, in modo da proporre a sua volta risposte concrete contro uno de fenomeni più radicati e terribili dei nostri giorni. Tanto che, le stesse Nazioni Unite, nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, all’obiettivo n. 5 chiedono di: “Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo”.

Una su tre fino al 2010

Secondo le stime che l’Oms aveva pubblicato nel 2013, fino al 2010 quasi una donna su tre ha subito violenza fisica e/o sessuale dal partner. Nel nuovo studio si parla di una su sette negli ultimi mesi del 2018. Numeri. Vite. Esistenze. Spezzate, visto che la prevalenza dei casi riguarda in particolare le adolescenti e le giovanissime, dai 15 ai 24 anni. Laddove, insomma, la ragazza diventa donna, si iniziano a costruire relazioni e a scoprire la propria femminilità, l’uomo interviene maggiormente a spezzare, con violenza e soprusi, quel fiore che sta sbocciando. La percentuale scende al 23% se invece si considerano le donne con più di 60 anni.

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Il report dell’Oms prende in considerazione 300 indagini in 18 anni

Numeri, vite, esistenze. Che vanno a comporre le oltre 300 indagini (effettuate nell’arco temporale 2000-2018) su 161 paesi e circa 2 milioni di donne dai 15 anni in su, prese in considerazione per il report. Alcune di esse, poche vista la difficoltà nel denunciare gli abusi, partono da testimonianze dirette. Per questo l’Organizzazione stessa teme che la percentuale di vittime, quella vera, possa essere molto più alta di quel 27%. Anche perché in questo contesto si affronta solo il maltrattamento fisico, mentre l’Oms sta lavorando per denunciare anche i comportamenti psicologici dannosi e altrettanto distruttivi.

La pandemia ha aggravato la situzione

In Italia secondo l’Istat il 31,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale

Tornando all’Agenda 2030, secondo una delle autrici della ricerca, Claudia García-Moreno, i governi mondiali sono ancora molto –troppo– lontani del proporre strategie concrete in linea con gli obiettivi. Anche se questo studio non riguarda il periodo della pandemia, aggiunge la funzionaria dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, moltissime altre ricerche hanno invece evidenziato quanto l’emergenza sanitaria abbia aggravato il fenomeno della violenza domestica, portando le donne all’isolamento, depressione, ansia e, soprattutto, all’impossibilità di rivolgersi ai servizi di supporto. Guardando all’Italia, nei due anni di Covid, più di 15 mila donne hanno avviato un percorso nei centri anti violenza. Questo a testimonianza di come, inevitabilmente, le restrizioni – necessarie – per contenere il virus, abbiano influito in negativo in un contesto già di per sé drammatico: nel nostro Paese almeno il 31,5% delle donne ha subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita (Istat). Più di una sua tre. Dato che, inutile girarci intorno, quando tra qualche anno verrà analizzato nel contesto – speriamo – della pandemia ormai terminata, sarà quasi sicuramente molto più alto.