Onda solidale sui social: “Nessuno mi ha chiesto che problema ha mio figlio, tutti ci hanno aiutato”

Il figlio sedicenne di Claire Rowan soffre di gravi allergie alimentari e problemi di salute. Quando la Food and Drug Administration ha ritirato alcuni lotti dell'unica sostanza con cui il ragazzo si nutre la madre ha lanciato un disperato appello su Facebook

Claire Rowan e suo figlio Will, 16 anni

Cosa fareste se vostro figlio dipendesse da una sostanza (un particolare latte in polvere) come unica fonte di nutrimento e questa venisse improvvisamente ritirata dal mercato? È quello che è accaduto a Claire Rowan, una 45enne della Virginia, Stati Uniti, che pochi giorni fa si è svegliata con un messaggio spaventoso sul suo telefono: la Food and Drug Administration ha ritirato tre famose formule di latte in polvere per neonati, una delle quali è quella da cui dipende suo figlio, il 16enne Will, come sua unica fonte di nutrimento a causa di gravissime allergie alimentari. “È fondamentalmente allergico a tutti gli alimenti“, ha detto Rowan, 45 anni, aggiungendo che il ragazzo ha un tubo di alimentazione permanente e consuma circa 10 tazze di latte artificiale ogni giorno. “Questo è il suo unico mezzo di sostentamento”, ha aggiunto disperata.

Così ha deciso di condividere il grave problema in cui si trovava la sua famiglia su Facebook e ha pubblicato un appello nel gruppo della sua città, nella remota possibilità che un vicino potesse avere una lattina di latte in polvere in più. Quello che non si aspettava è che non solo tantissimi sconosciuti iniziassero a perlustrare i supermercati locali alla ricerca di lattine non ritirate, ma anche che diverse persone, leggendo il post, chiamassero la Abbott Nutrition – la società che produce quella particolare formula – così come altri produttori di latte artificiale per informarsi sulle alternative per il giovane Will.

Will soffre di gravi allergie alimentari e di alcune patologie che gli consentono di nutrirsi solo con un sondino

Qualche giorno fa la FDA ha avvertito i consumatori di smettere di usare tre tipologie di latte in polvere prodotte dalla Abbott Nutrition a Sturgis, Michigan, dopo che gli investigatori hanno scoperto che i composti erano collegati a casi di infezione. Nell’ambito dell’indagine l’industria ha avviato un richiamo volontario dei prodotti interessati, che includevano le formule Similac, Alimentum ed EleCare.
Tuttavia, come ha recentemente spiegato su Facebook Claire Rowan, un’insegnante della James Madison High School in Virginia, suo figlio Will, 16 anni, si nutre “esclusivamente con la formula EleCare Jr” e ne ha estremo bisogno. “La FDA ha appena richiamato tonnellate di latte artificiale a causa di un batterio pericoloso”, ha scritto in un post su Facebook il 18 febbraio.
“Ho appena controllato e tutte le 62 lattine che abbiamo sono state richiamate. A partire da questo momento, quindi, non ha cibo. Niente”. La madre, disperata, ha anche scritto che la famiglia è disposta a pagare chiunque abbia “anche solo una lattina o due” che potrebbero acquistare, e che sono disposti a recarsi ovunque. “Sto cercando di procurarmi nuove provviste, ma lo stanno facendo anche tutti in America”, ha continuato. “Le nostre scelte sono due: o niente cibo o probabile anafilassi, quindi stiamo chiedendo alla nostra comunità tutto l’aiuto possibile”.

In un’intervista al Washington Post, Rowan ha spiegato che suo figlio Will, che ha diversi problemi di salute tra cui la malattia di Crohn, l’esofagite eosinofila e la gastroenterite, è “fondamentalmente allergico a tutti gli alimenti” e che si affida a un tubo di alimentazione permanente per consumare circa 10 tazze di formula ipoallergenica agli aminoacidi ogni giorno. Sui social l’appello della donna è stato accolto da un’ondata di sostegno da parte dei membri della comunità, che hanno iniziato a offrire alla famiglia le loro scorte di latte in polvere e a condividere il post in altri gruppi sulla piattaforma.

Claire Rowan ha detto che era “sopraffatta” da questo sostegno, aggiungendo di essere ” più che grata” per tutti coloro che l’hanno contattata. “Piangere al lavoro di solito è scortese… ma sono molto commossa“, ha scritto, prima di chiarire che la famiglia è alla ricerca di “100 per cento ipoallergenico EleCare Jr” e che “purtroppo nessun’altra formula funziona”. “A questo punto, con l’aiuto della comunità, abbiamo recuperato quattro lattine – ha scritto in aggiornamento – Stiamo ancora aspettando di capire dal dottore se possiamo provare qualcos’altro. E intanto una mamma dello Utah che ha anche lei il sondino dell’alimentazione ci sta inviando sei confezioni!”.

Le lattine di latte in polvere EleCareJr che sono state ritirate dal mercato ma che sono necessarie a molte famiglie come quella di Claire e Will

La 45enne ha anche provato a contattare la Abbott, che le ha assicurato di stare lavorando per produrre più formule. “La nostra assicurazione, i medici e gli addetti alle forniture sanitarie stanno lavorando per approvare un’alternativa, quindi siamo sulla strada giusta”, ha spiegato l’azienda alla mamma, ancora preoccupata per le sorti del figlio Will. Intanto il giovane sta sperimentando una nuova formula ipoallergenica a base di aminoacidi. Ma la cosa più bella è stata l’ondata di solidarietà che si è creata su Facebook a partire dall’appello di Rowan.

Mentre le persone continuavano ad offrirle suggerimenti, la sezione commenti del post si è trasformata in un’ancora di salvezza per altri genitori che avevano bisogno di altri prodotti difficili da trovare. “Se trovate ancora qualche EleCare per favore contattatemi”, ha scritto l’insegnate in risposta a una persona che ha rivelato di essere in un altro gruppo Facebook che aveva localizzato la soluzione in polvere. “Stiamo spedendo a famiglie bisognose in tutto il Paese. Grazie mille”. Ripensando sull’assistenza ricevuta, Claire ha detto al Washington Post che non poteva “credere a come fosse passata dall’essere preoccupata all’essere sopraffatta dagli aiuti”. “Nessuno ha chiesto cosa c’è di sbagliato in mio figlio. Hanno solo chiesto: ‘Cosa possiamo fare?’ per aiutarlo?“.