Operata al cuore, Amanda Lear sta bene e saluta: quando l’ambiguità è la chiave del successo

Il sesso della cantante e artista ha rappresentato per decenni un segreto in un'epoca in cui, erano gli anni anni ’60 e ’70, quelli di fluidità sessuale, identità di genere e comunità LGBT+ erano concetti ed espressioni sconosciuti

“Felice di averlo fatto! Chirurgia cardiaca. Il mio cuore ora è riparato e amerà ancora di più i miei fan”. Lo scrive su Instagram la cantante Amanda Lear, dopo essersi sottoposta a un intervento al cuore, all’età di 82 anni.

L’operazione è avvenuta in una clinica a Zurigo, in Svizzera, come si deduce dalla geolocalizzazione su Instagram.
Non è stato specificato quale sia la patologia e il problema di salute che ha costretto l’attrice e cantante, molto amata in Italia, all’operazione ma lo scatto pubblicato sui social tranquillizza tutti coloro che la seguono.

Amanda Lear ha pubblicato un post dal suo letto d'ospedale in Svizzera

Amanda Lear, 82 anni, ha pubblicato un post dal suo letto d’ospedale in Svizzera

Uomo o donna? Quante volte si sarà sentita ripetere questa domanda… La vita leggendaria di Amanda Tapp in arte Lear come il re di Shakespeare, pare sia iniziata il 18 novembre 1939, a Hong Kong: ma come sulla vera data di nascita, così anche sull’identità e sulla nazionalità dei genitori, e poi sull’ infanzia (trascorsa forse a Nizza, con la madre separata) e la più tenera giovinezza (a Parigi?), Amanda ha sempre mantenuto il più stretto riserbo. O se preferiamo, il “mistero”. È come se fosse nata ragazza, negli anni ’60, quando ha esordito da modella.

Tramontata l’era del prototipo Bardot e iniziata quella delle Françoise Hardy, la bellezza androgina di Amanda, quel suo savoir faire ironico da cittadina del mondo, la impongono subito sulle passerelle di Rabanne e Saint Laurent, e davanti all’obiettivo di Helmut Newton. Voluta da Mary Quant, diventa principessa della Swinging London (e flirta con Brian Jones); si stufa di posare e si mette a fare la giornalista di gossip; conosce Salvador Dalí e ne diviene musa (lei descrive il loro rapporto di 16 anni un “matrimonio spirituale: io ero innamorata cotta, a lui piaceva il mio osso del bacino ma era impotente“). È lui, settantenne, che la inizia all’arte pittorica e la spinge a fare l’attrice, è lei che continua a frequentare il jet set musicale: posa con una pantera nera al guinzaglio per la copertina dell’album dei Roxy Music For Your Pleasure (1973), si fidanza per un po’ con David Bowie (“l’uomo più truccato con cui sono andata a letto”) che le consiglia di fare la cantante.

La carriera

Ed eccoci al 1977: discomusic, titolo dell’Lp I am a Photograph, singolo Tomorrow.

Il sesso di Amanda Lear ha rappresentato per decenni un segreto ben custodito

Il sesso di Amanda Lear ha rappresentato per decenni un segreto ben custodito

Spunta con quella canzone, in tuta tigrata aderentissima anche sui piccoli schermi italiani, una domenica pomeriggio: il pubblico tv resta a bocca aperta. I lunghi capelli biondi, la sensualità dirompente, la grazia femminilissima di quel corpo esile, e su tutto la voce bassa, “da uomo”, che sussurra Voulez-vous un rendez-vous Tomorrow? disintegrano in un attimo le più radicate italiche certezze su chi è legittimato dalla maschia possanza a portare la canottiera in tinello (o a esercitare il patrio machismo). Chi è mai quell’ alieno così ambiguo ma così sexy? È Amanda, un trionfo che dura fino a oggi e si rinnova. “Ho fatto tutto io – rivelò in seguito la Lear – . Non sapevo cantare, mi serviva pubblicità. Con la mia voce particolare si poteva credere che fossi un uomo e ci ho giocato. Ha funzionato”.

Il sesso di Amanda Lear ha rappresentato per decenni un segreto ben custodito.


Il sesso di Amanda Lear ha rappresentato per decenni un segreto ben custodito

Sì. Talmente bene che, mentre c’è chi ha creduto per anni alla storia dell’operazione di cambio di sesso, in tanti la ritengono un’eroina “libertaria”, distruttrice antetempo dei cliché di genere e anticipatrice delle attualissime e confortevoli gioie delle “drag” modello Ru Paul. Ottant’anni di ribellione continua, Amanda?
“Mi piaceva la mia vita di ragazza e mi piace quella di oggi. Libera“. E con il cuore rinnovato.

La rivelazione di Miguel Bosè

Nell’autunno scorso le cronache parlarono ancora di lei: “Non capisco perché Miguel abbia raccontato questa cosa privata, ma si vede che gli ho lasciato un bel ricordo», commentò il passaggio dell’autobiografia di Miguel Bosé, appena uscita in Spagna, in cui il cantante confessa di aver perso la verginità a 17 anni proprio con lei. La musa di Dalì racconta di quella fugace relazione e di come il rapporto con Bosé si sia sviluppato nel tempo. “Lui era il figlio del grande torero Dominguin, che era un grande conquistatore ed era preoccupato che Miguel fosse troppo delicato, dolce. Lui veniva spesso ospite da Salvador Dalì a Cadaqués e un’estate Dominguin me lo ha buttato tra le braccia. Io e Miguel siamo andati a fare una passeggiata ed è successo“, le parole di Amanda Lear.

Il rapporto con l’età

Parlare degli anni che passano non la spaventa, ma nemmeno le piace. “La mia età? – ironizzò in occasione del suo ottantersimo – Vi autorizzo a utilizzare il carbonio quando sarò morta per scoprire la mia vera età”.

Amanda Lear nei panni di conduttrice di "Cocktail d’Amore"

Amanda Lear nei panni di conduttrice di “Cocktail d’Amore”“L’età davvero non mi interessa. Ancora adesso i ragazzi mi dicono “quanto sei bella”: il complimento è lì – le sue parole – . E poi l’importante è che sono viva“, ha raccontato in una delle sue sempre più rare apparizioni alla tv italiana, lei che è stata a lungo conduttrice di trasmissioni Rai, da Ars Amanda a Cocktail d’amore.
Vedova dal 2000 dell’amatissimo marito Alain Philippe, stabilitasi definitivamente in Francia, tra la casa vicino ad Avignone e quella a Parigi, si era dichiarata rigorosamente “single” benché accompagnata dai suoi dodici gatti: “Ormai la boutique è chiusa: il prossimo uomo che mi vedrà nuda sarà il medico legale sul tavolo dell’obitorio“, ha fatto sapere la divina, sempre bellissima…
“Bellissima? Ma non è vero, non ci ho mai creduto. Anche perché in generale nella mia vita non ho mai creduto a quello che dicono gli altri. Me lo ha insegnato Salvador Dalí. L’importante è stare bene con sé stessi, e io con me sto benissimo. Il mio cuore ora è riparato e amerà ancora di più i miei fan”. Parola di Amanda Tapp in arte Lear.

Il sesso di Amanda Lear

Il sesso di Amanda Lear ha rappresentato per decenni un segreto ben custodito. È un uomo, una donna, un transessuale? Bisogna tenere presente che in quegli anni – gli anni ’60 e ’70 – fluidità sessuale, identità di genere e comunità LGBT+ erano concetti ed espressioni sconosciuti e di là da venire. La combinazione tra l’argomento – di per sé pruriginoso – e il fatto che lei avesse deciso di giocare la carta dell’ambiguità e del mistero aveva stimolato curiosità morbose e pruderie assortite.