Ornella Muti, dalla cannabis al discorso sugli uomini: polemiche al Festival di Sanremo

Dopo la conferenza stampa sull'uso delle droghe leggere a fini terapeutici, l'attrice romana viene criticata per le sue parole sul palco dirette a soli uomini. Selvaggia Lucarelli attacca

La polemica divampa al Festival di Sanremo. E la protagonista è ancora una volta lei: Ornella Muti. Dopo il dibattito sull’uso della cannabis che l’attrice romana difende per scopi terapeutici, adesso sono gli uomini di Ornella Muti a far parlare (anche grazie a un tweet di Selvaggia Lucarelli). Sul palco dell’Ariston, la prima co-conduttrice di Amadeus si è lanciata a fine serata in un discorso, in cui l’attrice romana ha ripercorso le tappe fondamentali della sua vita, al fianco di… uomini, uomini e uomini. Da Ugo Tognazzi, che “sapeva che ero timida, spaventata, mi ha fatto da fratello maggiore; era molto ironico, generoso, divertente, cucinava per tutta la troupe”; ad Alberto Sordi “allegro, simpatico, ironico, stare con lui era come stare con uno di noi”; da Paolo Villaggio “favoloso, molto intelligente, spiritoso, anche molto cinico”; a Massimo Troisi, che “aveva fame di vita, era come se avesse un tempo, che sapeva di poter scadere da un momento all’altro”. E poi ancora: Francesco Nuti, “un ragazzo molto semplice, legato alle sue radici, lo saluto con tanto amore”. E ancora: Tony Musante “sospettoso”, Alain Delon “bello”, Gerard Depardieu “un vortice”, Sylvester Stallone “unico”.

Insomma, quello di Ornella Muti più che un discorso sulla sua vita è una carrellata degli attori e dei registi con cui l’attrice romana ha lavorato. Tanti aggettivi e belle parole. E qualcuno sui social se n’è accorto, anche con tono decisamente aspro e polemico. Come quello usato da Selvaggia Lucarelli. La scrittrice e giornalista 47enne ha infatti scritto un tweet in cui attacca: “Dunque Ornella Muti tace fino alle 23:30, poi è autorizzata a parlare per raccontarci la grandezza degli uomini“. Il commento di Selvaggia Lucarelli non è passato inosservato sui social. Tante le reazioni al tweet. Da coloro che convengono con la giornalista a chi difende invece Ornella Muti. La polemica divampa.

La polemica sulla cannabis di Ornella Muti: “Credono che io vada a dare canne in giro”

Ma non è la prima volta che una polemica si abbatte su Ornella Muti in questo Festival di Sanremo. Il dibattito principe che ha coinvolto l’attrice romana è stato quello sulla cannabis. “Sostengo l’aspetto terapeutico della cannabis: addirittura pensano che io giri per il backstage donando canne, è triste, mi rendo conto che il cambiamento è difficile”, ha dichiarato Ornella Muti, che ricorda: “Mia mamma ha avuto anni difficili prima di morire e non sono riuscita a darle la cannabis, ho dovuto rimpinzarla di psicofarmaci che annebbiano la coscienza”. E quindi l’attrice rivendica la libertà di scelta: “Ognuno deve fare quello che si sente, io mi sento bene così, mi spiace che venga confuso, tutto qua”.

Salvini attacca: “La droga è morte”

Critico nei confronti del pensiero di Ornella Muti è stato il leader della Lega Matteo Salvini: “La droga è morte, e sempre e comunque la combatterò. Onore ai ragazzi e alle ragazze che, a San Patrignano e in tutta Italia, lottano per la vita e per la libertà dalle dipendenze”. Da Forza Italia Maurizio Gasparri considera le parole dell’attrice “autentiche sciocchezze” e ne chiede “l’esclusione immediata dal festival”. E l’ex senatore Carlo Giovanardi, intervistato da MOW, ha dichiarato: “Monitorerò con attenzione la serata e sono pronto a fare un esposto per segnalare l’evidente violazione. Lo farei per i minori”.

 

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L’associazione sulla cannabis fondata da Ornella Muti e la figlia Naike Rivelli

Ornella Muti ha fondato a luglio 2021 un’associazione per la produzione e coltivazione di cannabis da somministrare dietro prescrizione medica a fini terapeutici. L’associazione, con sede a Nardò in provincia di Lecce, si chiama Ornella Muti Hemp Center ed è stata fondata dall’attrice romana insieme alla figlia Naike Rivelli. L’obiettivo dell’associazione – così si legge sul loro sito – è quello di fornire tra l’altro supporto ai malati, aiutandoli nel reperire la cannabis prescritta, mettere in contatto i medici con i malati tramite il Cannabis Medical Center e creare eventi che promuovano la cannabis terapeutica. “Ci sono sei milioni di consumatori di cannabis che ogni anno sono costretti a rivolgersi alle mafie. Vogliamo dare voce a tutte quelle persone che i politici proibizionisti vorrebbero sbattere in galera. Da oggi ci siamo anche noi!”. Con questo messaggio, nel luglio del 2021, Ornella Muti e la figlia Naike annunciavano l’apertura della loro associazione.