Orso bruno marsicano a rischio estinzione: in Italia ne sono rimasti 50 esemplari

L'appello del WWF: "La sopravvivenza della specie è in serio pericolo. Dobbiamo raddoppiarne la popolazione entro il 2050"

Tra i cinquanta e i sessanta individui relegati oramai in una ristretta porzione dell’Appennino centrale, compresa quasi del tutto all’interno dei confini di due parchi nazionali: Parco Nazionale d’ Abruzzo, Lazio e Molise e Parco Nazionale della Maiella. A ‘tanto’ ammonta la popolazione dell’Orso Marsicano, il più raro d’Europa.  Una condizione di estrema fragilità che, come è evidente, mette a serio rischio la sopravvivenza della specie.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Massimo Milo (@massimomilo_photography)

Per questo l’Ursus arctos marsicanus, che tra poche settimane uscirà dal letargo, o meglio, da quel riposo prolungato inframezzato da brevi escursioni per cercare cibo cui si abbandona durante la stagione invernale,  è la specie scelta dal WWF per dare il via alla campagna ReNature 2022, che punta a tutelare e rigenerare il nostro capitale naturale, a beneficio delle generazioni attuali e future.

Orso bruno marsicano, l’obiettivo: raddoppiarne la popolazione entro il 2050

Il progetto si chiama 2×50 ed ha come obiettivo quello di raddoppiare la popolazione dell’orso bruno marsicano entro il 2050, attraverso interventi diretti di tutela e il restauro degli habitat degradati, a partire dalle aree prioritarie a maggior frammentazione. “Abbiamo meno di 30 anni per creare una cintura di sicurezza intorno alla core area dell’orso marsicano, creare cioè le condizioni affinché il plantigrado possa espandersi  in maniera naturale nel territorio” fanno sapere dall’associazione ambientalista.

I rischi per questi animali sono tantissimi infatti, a partire dai più banali. “Strade, nuclei abitativi, allevamenti, spezzano la naturalità del suo habitat e rappresentano pericoli costanti. Il rischio di incidenti lungo le strade sono tra le principali cause di mortalità: 6 esemplari negli ultimi anni hanno perso la vita per l’impatto con autoveicoli”, chiarisce Isabella Pratesi, direttore conservazione del WWF Italia. L’ultimo caso è del  2021, protagonista sfortunato un esemplare maschio investito in Abruzzo lungo l’autostrada A25. “Anche un solo esemplare morto per una popolazione che a malapena supera i 50 animali rappresenta una perdita enorme” sottolinea Pratesi.

La speranza è nei cuccioli: i dati più recenti riguardanti la natalità si riferiscono al 2018, con 11 cuccioli e al 2019 con 16 nuovi cuccioli. Nel 2020 e 2021 la pandemia ha bloccato i censimenti ma si spera di poterli riprendere presto. Ogni nuovo cucciolo è una speranza per la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano. Ovviamente perché possano crescere e moltiplicarsi, anche gli orsetti, per quanto siano resistenti, hanno bisogno di condizioni ambientali quantomeno non ostili. “Negli ultimi decenni  le attività umane hanno eroso il nostro prezioso capitale naturale e alterato in modo significativo i tre quarti degli ecosistemi terrestri e i due terzi degli oceani, distruggendo gli habitat, sovrasfruttando le risorse ed emettendo gas climalteranti e altri inquinanti – ha dichiarato Gianluca Catullo, responsabile specie e habitat di WWF e a capo della Campagna ReNature – . Oltre ad aver provocato una drammatica perdita di biodiversità, questa condizione sta peggiorando i già pericolosi livelli di riscaldamento globale in atto e mettendo a rischio la stessa salute umana”.

Le soluzioni? Ripristinare decine di sottopassi stradali abbandonati e impraticabili per gli animali, distribuire nuove recinzioni a tutela degli allevamenti, installare dissuasori acustici e ottici che scoraggino gli orsi ad attraversare le strade più pericolose, rimuovere le risorse trofiche che attraggono gli orsi nelle aree urbane sostituendo, ad esempio, i cassonetti attuali con modelli a prova di orso, favorire la convivenza con le popolazioni locali superando pregiudizi e diffidenza. “Nessuna istituzione da sola può fare la differenza. Serve una collaborazione sinergica tra il Ministero della Transizione Ecologica, i Presidenti delle Regioni ricadenti all’interno dell’areale dell’Orso, prime fra tutte Abruzzo, Lazio e Molise, i tanti sindaci che amministrano questi territori, i responsabili delle aree protette, gli operatori delle forze di polizia, i magistrati e tutti i cittadini che vivono e lavorano in questi territori. Serve l’aiuto e il sostegno di tutti coloro che hanno a cuore il destino di una delle specie più rare e preziose del continente europeo. Il WWF ha avviato anche una Campagna di raccolta fondi per finanziare le azioni urgenti da mettere in campo. Ognuno può partecipare andando sulla pagina web wwf.it/orsomarsicano” sottolinea il WWF.