Il padre viene catturato dai russi: l’ucraina Anastasiia Laletina si ritira dalle Paralimpiadi

La 19enne ha deciso di non partecipare alla gara del mezzofondo, "Era completamente sconvolta" racconta la portavoce del team ucraino

Sport e politica non sono mai stati così tanto legati, forse, come in questa edizione dei Giochi Paralimpici. Gli effetti della guerra in Ucraina, infatti, sono arrivati fino a Pechino e si ripercuotono soprattutto sugli atleti. Se russi e bielorussi sono stati esclusi dalle competizioni, come deciso dal Comitato Paralimpico internazionale, chi gareggia, come la nazionale Ucraina, lo fa con il cuore pesante e la mente rivolta al proprio Paese che sta subendo l’invasione delle truppe di Mosca. Ma c’è chi, questa pressione, la subisce più di altri: la biatleta Anastasiia Laletina, infatti, martedì 8 marzo si è ritirata dalla sua gara dopo aver appreso che il suo papà era stato catturato dalle truppe russe, secondo quanto diffuso dai rapporti ufficiali.

Anastasiia Laletina, 19enne biatleta ucraina, si è ritirata dalle Paralimpiadi dopo aver saputo che il padre è stato fatto prigioniero dalle truppe russe

“Suo padre è un soldato dell’esercito ucraino ed (è stato fatto) prigioniero dai soldati russi. Lo hanno picchiato – ha detto la portavoce della squadra a Beijing Natalia Harach –. Era molto sconvolta e non ha potuto prendere parte alla gara”. Difficile spiegare e comprendere le tante emozioni e timori che stava vivendo in quel momento la Laletina: la scelta, di certo non facile, del ritiro dai Giochi come conseguenza del dramma che sta vivendo la sua famiglia, la paura per le sorti del padre, la lontananza da casa. La 19enne ha abbandonato prima della partenza la gara di mezzofondo dopo aver ricevuto la notizia, ed è stata subito messa a riposo e supportata dal medico della squadra. Poi però, per rispetto della privacy di Anastasiia e della sua famiglia in queste ore delicatissime, non è stato reso noto altro del suo caso. La Harach però ha raccontato ai media internazionali che ad essere stato colpito da un grave evento in patria è anche un assistente allenatore ucraino, la cui casa a Kharkiv è stata recentemente bombardata. Stessa sorte anche per il biatleta Dmytro Suiarko, medaglia di bronzo nella mezzofondo del biathlon proprio il giorno dopo aver appreso che i russi avevano bombardato e distrutto la sua abitazione.

Anastasiia Laletina

Le Paralimpiadi di Pechino 2022, quindi, nonostante le attese e il sostegno dell’intero movimento internazionale, si fanno teatro di emozioni ed eventi ben lontani dallo spirito dello sport. Dopo una pandemia che ha compromesso e eroso spazi di progressiva crescita degli sport paralimpici, oggi il mondo delle gare si deve misurare con una guerra temuta quanto imprevista e imprevedibile. Gli atleti presenti stanno vivendo esperienze molto intense, legate non solo alle proprie prestazioni ma soprattutto all’aggravarsi della crisi internazionale e all’acuirsi dell’offensiva russa. A sentirne gli effetti sono ovviamente soprattutto gli sciatori del team ucraino, che affrontano giornate difficili, complicate dalla distanza e legate alle notizie che giungono loro dall’Ucraina. Nonostante ciò, è assolutamente ammirevole la forza d’animo che stanno mettendo in campo, sulle piste, che li ha portato ben diciannove volte a medaglia (di cui sei d’oro), tanto che la nazionale giallo azzurra è momentaneamente al terzo posto nel medagliere. La storia del Team Ucraino alle Paralimpiadi sarà ricordata indubbiamente come la vittoria più sofferta e più bella dello sport mondiale degli ultimi anni, perché arrivata in un momento tra i più difficili della loro vita.