Palermo: coppia gay derisa e picchiata dal un branco perché i due si tenevano per mano

Colpiti con pugni, calci e una bottiglia di vetro dritta in faccia. Parla una delle vittime: “Ora voglio solo rilassarmi e dimenticare quanto accaduto”

Sono episodi ormai all’ordine del giorno. Parlano di violenza, di odio, di discriminazione verso chi è considerato ‘diverso’. E dimostrano quanto sia urgente il cambiamento. Nel modo di pensare, prima che di agire. Nelle leggi, nell’agire quotidiano. L’omofobia ed il disprezzo per il diverso sono diventati una cultura, o per meglio dire anticultura, dilagante e dilaniante nella nostra società. I fatti avvenuti la sera del 30 maggio nel centro di Palermo ne sono l’ennesimo esempio. Nonostante la strada fosse piena di persone, data la ripresa della movida grazie all’allentamento delle norme anti covid, nessuno è intervenuto quando due ragazzi sono stati prima insultati e derisi perché si tenevano per mano, e successivamente circondati e pestati. Le due vittime sono state aiutate solo da una coppia di amici con loro in vacanza.

“Stavamo camminando in via Maqueda, in mezzo a una folla di gente, quando all’improvviso un gruppo di giovanissimi ci ha raggiunti e ha iniziato a insultarci, soprattutto il mio amico Stefano, che camminava accanto al suo ragazzo in modo affettuoso. È stato terribile. Ci siamo molto spaventati. Ma Palermo non è questa, ci piace. Siamo andati verso il mare e vogliamo dimenticare quanto accaduto”. A parlare è Renato, un attivista lgbt di Bologna, che ieri sera ha assistito all’aggressione omofoba nei confronti della coppia gay di Torino, suoi amici.

“Sono stato preso a calci e pugni per lunghissimi minuti. Ho avuto molta paura. Tanti erano intorno e nessuno è intervenuto per fermare il branco” ha raccontato proprio Stefano, uno dei due ragazzi aggrediti che è stato colpito anche dalle schegge di una bottiglia rotta ed ha riportato traumi al volto, una frattura al naso e varie lesioni. Il giovane è stato dimesso dall’ospedale questa mattina con una prognosi di 25 giorni. Parlando degli aggressori, palermitani tra i diciassette e diciotto anni, afferma che “erano insieme ad altri giovani e c’erano anche delle ragazze. Si sono staccati dal gruppo e hanno iniziato a fare i bulli e insultarci. Poi sono passati alle mani dopo averci lanciato delle bottiglie”.

“Adesso siamo al mare. Andremo a Favignana – aggiunge – voglio solo rilassarmi dopo un’esperienza orribile. Già durante il pomeriggio più volte siamo stati insultati. Non pensavo che a Palermo ci fossero tanti pregiudizi nei confronti dei gay. Avevo l’idea di una città più aperta all’integrazione. Invece… Cercavamo un B&B e abbiamo trovato calci e pugni. Siamo stati offesi senza un preciso motivo”. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha subito fatto sentire la propria vicinanza: “L’aggressione rappresenta un atto vile che nulla ha a che vedere con il cambiamento culturale di una città che promuove, giorno dopo giorno, i diritti della persona. Questo episodio criminale ribadisce inoltre l’importanza e l’urgenza dell’approvazione del ddl Zan. La politica non può più perdere tempo”, ha detto il primo cittadino.

Adesso si attendono gli esiti delle indagini dopo la denuncia presentata alla polizia. Gli agenti della squadra mobile sono già al lavoro da ieri sera per risalire agli aggressori. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza della strada. La zona, una delle vie della movida palermitana, è piena di locali e ci sono diverse telecamere che potrebbero aver inquadrato e ripreso gli adolescenti.