Paralimpiadi a porte chiuse: sugli spalti a Tokyo niente pubblico esterno, ma 130mila bambini delle scuole giapponesi

Dopo le Olimpiadi svolte a porte chiuse, il Comitato organizzativo delle Paralimpiadi vuole portare nei palazzetti di Tokyo2020 fino a 130 mila ragazzi da scuole giapponesi: "Vogliamo realizzare una società inclusiva"

Manca solo l’ufficialità, ma ormai l’annuncio sembra davvero ad un passo: dopo le Olimpiadi a porte chiuse, per le Paralimpiadi si intravede un fantastico bagliore di speranza perché degli spettatori possano tifare questi super-atleti. E non saranno degli spettatori qualsiasi. Infatti, a riempire i palazzetti di Tokyo saranno 130mila bambini delle scuole giapponesi.

Il portavoce di Tokyo2020, Masa Takaya, lo ha rivelato in conferenza stampa facendo trasparire un grande entusiasmo:

“Gli organizzatori non vedono l’ora di ospitare gli studenti negli stadi per farli assistere alle competizioni. Siamo assolutamente pronti ad accoglierli in un ambiente che sia il più sicuro possibile. È molto chiaro, fin dall’inizio, il significato per i ragazzi di assistere dal vivo a queste gare dagli spali. Siamo desiderosi di trasmettere i valori dei Giochi paralimpici a queste generazioni, che sono il futuro della nostra società. Vogliamo realizzare una società inclusiva“.

Sullo stesso tema è intervenuto anche Craig Spence, responsabile della comunicazione dell’International Paralympic Committee (IPC):

“La proposta è stata presentata all’IPC dalle autorità giapponesi la scorsa settimana, abbiamo chiesto se si sarebbe potuta mettere in campo in modo sicuro e ci hanno detto di sì. Non appoggeremmo questa idea se non potrà essere fatta in sicurezza, e lo stesso vale per le Paralimpiadi stesse. Non saremmo seduti qui oggi se non credessimo di poter celebrare i Giochi in maniera sicura“.

In merito al significato e all’importanza che i bambini delle scuole assistano dal vivo a queste gare, Spence ha sottolineato che:

“Una delle più grandi eredità dei Giochi di Sydney, nel 2000, è stato proprio il programma nelle scuole. Centinaia di migliaia di bambini assistettero ai Giochi, e ora quegli stessi ragazzi lavorano e ricoprono posizioni di potere in Australia: questo è il motivo per cui la stessa Australia è uno dei Paesi più inclusivi del mondo per quanto riguarda le persone con disabilità”. Per questo, ha concluso l’esponente dell’IPC, “è molto importante portare i ragazzi ai Giochi. Poi, se la situazione dovesse cambiare drasticamente, abbiamo sempre la possibilità di incontrarci e discutere di nuovo sul da farsi”.

Il riferimento di Spence alla situazione sanitaria in Giappone non è casuale. I contagi nella terra del Sol Levante continuano a crescere, ma gli organizzatori fanno trasparire fiducia: gli atleti in gara in queste Paralimpiadi saranno spinti da un pubblico di ragazzi. Solo così la diversità può diventare normalità.