Paralimpiadi Beijing, Pancalli: “Dallo sport messaggio di pace”. Bertagnolli: “Tramettiamo i nostri valori”

Da sabato 5 marzo a Pechino prendono il via le gare dei 13° Giochi Paralimpici invernali, a cui non prenderanno parte Russia e Bielorussia. Tra le punte di diamante della nazionale italiana, composta da 32 atleti, il 23enne alfiere azzurro: "Daremo il mille per mile"

Questa bandiera non rappresenta solo me, come atleta, ma anche tutto il mondo paralimpico e tutti i miei amici atleti che insieme a me verranno a Beijing 2022“. Le parole di Giacomo Bertagnolli, trentino di 23 anni, risuonano quanto mai profetiche in queste ultime ore prima dell’avvio dei Giochi Paralimpici invernali di Pechino 2022. L’alfiere azzurro, che alla cerimonia di apertura di venerdì 4 marzo sventolerà il nostro Tricolore, quando ha pronunciato commosso queste parole qualche settimana fa in Quirinale, alla consegna della bandiera, non si sarebbe certo aspettato di vivere l’appuntamento più importante nella vita di un atleta in una situazione come questa. Con una guerra in corso nel cuore dell’Europa e alcune delegazioni, quelle degli Stati invasori, escluse dalle competizioni.
I colori della bandiera portati in alto e incisi sul cuore, nella divisa, l’onore di rappresentare il proprio Paese. Per gli atleti, un po’ come per i soldati che stanno combattendo ora sul fronte ucraino, quei colori e quell’onore sono sangue e muscoli e forza e ambizione. Sono vita. Lo sanno bene i russi, i bielorussi, lo sanno bene soprattutto gli ucraini.

Giacomo Bertagnolli

Giacomo Bertagnolli portabandiera Italiano

I Giochi Pararlimpici invernali di Pechino

Alle Paralimpiadi di Pechino, che si svolgeranno dal 4 al 13 marzo, sono previste sei discipline per 78 eventi da medaglia,

Da venerdì 4 marzo a domenica 13 la capitale cinese ospiterà la 13esima edizione delle Paralimpiadi, l’appuntamento clou del quadriennio olimpico per gran parte degli sportivi e un evento che, in questo momento storico, vuole simbolicamente richiamare all’unità di popoli, delle nazioni nel nome dello sport. La Cerimonia di Apertura, che si svolgerà allo Stadio Nazionale di Pechino, vedrà sfilare circa 650 atleti e atlete (dovevano essere oltre 700 ma l’esclusione degli 83 russi e bielorussi ha ridotto il numero dei partecipanti) che, dal giorno successivo, si sfideranno per conquistare il titolo di campione o campionessa olimpici. Tra questi 32 saranno italiani: una spedizione giovane e ‘agguerrita’, che vuol provare a regalare al nostro Paese un altro sogno come quello dell’estate – da record – del 2021. “Sarà una paralimpiade eccezionale credo, ognuno di noi darà il mille per mille per portare a casa i risultati”, sottolinea il portabandiera Bertagnolli.

Saranno sei le discipline che si disputeranno da sabato 5 marzo a Pechino: sci alpino, biathlon, sci di fondo, hockey su slittino, snowboard e curling in carrozzina. In ognuna di queste, ovviamente, ci saranno differenti specialità e diverse categorie a seconda della disabilità, per un totale di 78 eventi da medaglia, 39 per gli uomini, 35 per le donne e 4 eventi misti.

Il messaggio del presidente del Cip Pancalli

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Cip Luca Pancalli e l’alfiere azzurro Giacomo Bertagnolli

Mai avrei immaginato di dovermi trovare, a pochi giorni dall’inizio di una Paralimpiade, a parlare di guerra in un meeting del governing board IPC. I Giochi Paralimpici hanno sempre rappresentato una festa dell’umanità, l’occasione per celebrare i valori universali di questo movimento, come la resilienza, la solidarietà, la ricchezza della diversità. La speranza è che dallo sport paralimpico possa ancora una volta, e nonostante tutto, arrivare un forte messaggio di pace e di condanna di tutte le guerre. Non esiste controversia che non possa risolversi con il confronto e il dialogo fra i popoli“. Lo scrive su Instagram il presidente del Comitato Paralimpico Italiano, Luca Pancalli, a margine delle riunioni del IPC dove è stato deciso di non far gareggiare gli atleti russi e bielorussi.

“Lo sport non deve rappresentare soltanto uno strumento agonistico – dichiara a poche ore dall’inizio dei Giochi –. È anche questo ma è soprattutto uno strumento di dialogo, di integrazione e di inclusione.

La delegazione italiana per Beijing 2022 è composta da 32 atleti, comprese le guide, che gareggeranno in 4 discipline: sci nordico, sci alpino, snowboard e hockey su ghiaccio

Una persona disabile recuperata ad una vita dignitosa, normale, anche attraverso lo sport, è un cittadino in più che noi recuperiamo nel sistema di comunità”. Secondo Pancalli, che prima di diventare presidente è stato per molti anni un pentatleta e poi nuotatore paralimpico, la vera forza della comunità paralimpica internazionale, è “la consapevolezza che la mission sia quella di riuscire a mostrare un’immagine della disabilità declinata in positivo, dimostrando che le persone disabili, nel momento in cui vengono messe nelle condizioni di esprimere le proprie potenzialità guardando a ciò che abbiamo e non a ciò che abbiamo perso, diventano cittadini a tutti gli effetti”.

Per quanto riguarda la squadra italiana a Pechino, il presidente del Cip, scaramanticamente, non si sbilancia: “Saremo presenti con una piccola delegazione di una grande Italia. È una delegazione molto giovane, la metà della quale è composta da atleti esordienti, quindi alla loro prima partecipazione a una paralimpiade ma è carica e speriamo di far bene. Sono ottimista. Auspichiamo di poter confermare il risultato italiano in quel di Pyeongchang, quattro anni fa, con un undicesimo posto nel medagliere che per noi è stato un risultato importante. Sappiamo che non sarà così semplice però siamo pronti a vivere con grande passione, i nostri atleti naturalmente in primis, questa grande avventura”.

Il valore delle Paralimpiadi

L’importanza delle Paralimpiadi è anche quella di permettere a tante persone con disabilità di raccontare i propri valori, la storia che hanno dietro

Le medaglie, il riconoscimento, perché no, anche i soldi della vittoria, la gloria… Certo, partecipare e vincere un’Olimpiade o una Paralimpiade è un sogno per chiunque faccia sport. Ma per questi straordinari atleti e atlete, che nella loro vita spesso hanno affrontato sfide ben più difficili e dolorose, l’obiettivo è anche un’altro. Far conoscere un mondo di cui si sente parlare troppo poco e spesso solo in grandi occasioni come queste. “La cosa più importante, secondo me, sarà proprio il fatto che ogni atleta, compreso me, ha dei valori, una storia dietro che vuole raccontare e tramite lo sport, tramite le gare, riusciamo a raccontare una storia che a molti, ancora oggi, sfugge“. Parola del campione Paralimpico e alfiere italiano Giacomo Bertagnolli. Che, parliamoci chiaro, non ha certo la fama di una Federica Pellegrini o di un Marcel Jacobs, pur avendo raggiunto risultati altrettanto importanti.

Ed è proprio questo il senso del suo discorso, che è un po’ anche il valore alla base delle Paralimpiadi stesse: permettere a persone con disabilità di raccontare la propria storia di resilienza, di rinascita a volte, ma non con pietismo bensì in positivo, perché il resto della gente capisca che sono uomini e donne straordinari e normali allo stesso tempo e li includa nel vivere comune come qualsiasi altro. Quando furono introdotte le Paralimpiadi, a partire da Roma 1960, gli atleti con disabilità che gareggiavano venivano definiti mutilati e invalidi. Poi, negli anni ‘80 si prese a parlare di ‘handicappati’, nei ‘90 si addolcì il termine con ‘portatori di handicap’, poi si è passati a ‘disabili’, a ‘diversamente abili’. Definizioni dalle quali era escluso il valore dell’essere umano. Occorreva rivalorizzare il concetto umanistico. Per questo oggi si parla di paralimpici, a cui la Treccani ha aggiunto un nuovo significato: “Ogni persona con disabilità che pratica sport”, non solo quindi gli atleti che partecipano alle Paralimpiadi. Questa apertura mette al centro la persona che fa sport, non solo le competizioni a loro riservate.

Chi è Giacomo Bertagnolli

Giacomo Bertagnolli e la sua guida e amico Andrea Ravelli

Nato a Cavalese, in provincia di Trento, il 18 gennaio 1999, Giacomo Bertagnolli, alfiere della nazionale italiana paralimpica a Beijing 2022 è ipovedente sin dalla nascita a causa di un’atrofia del nervo ottico. Lo sport è entrato quasi subito nella sua vita, ha iniziato ad appena due anni, e nel 2012, a 13 anni, ha partecipato alle sue prime gare di sci alpino agonistico. Cresciuto in Val di Fiemme le montagne sono sempre state il suo mondo, “dove, fin da piccolo, ho potuto coltivare molte passioni sportive” scrive di sè nella sua biografia. La disabilità visiva, che ho fin dalla nascita, non lo ha mai fermato e i risultati parlano chiaro: 6 ori mondiali, 4 argenti e un bronzo, quattro medaglie paralimpiche di cui due d’oro. E questo ad appena 23 anni compiuti da poco più di un mese.

Bertagnolli gareggia nella categoria Visually Impaired/classificazione B3, preceduto da una guida. “Il Comitato Paralimpico Internazionale ha individuato tre tipologie di disabilità – ha spiegato il 23enne azzurro–: sciatori con disabilità fisiche in grado di reggersi almeno su una gamba; sciatori che gareggiano con il mono-sci a causa di paraplegia o amputazione; disabili visivi. Tra questi ultimi i ciechi totali e gli ipovedenti gravi e lievi. Io ho una ipovisione moderata, il che significa che ho una acuità visiva molto compromessa. La mia difficoltà sta nel vedere i dettagli, i particolari, nel mettere a fuoco una visione. Ho un campo visivo allargato ai lati, mi manca la visione del dettaglio e la tridimensionalità. Non posso gareggiare da solo, scio con la guida“. Che è una persona che scia davanti a lui, con cui è in costante comunicazione attraverso degli auricolari posti nel suo casco. Dal 2020 questo compito è affidato ad Andrea Ravelli, mentre prima si affidava a Fabrizio Casal, suo coetaneo e compagno di scuola.

Amore ad alta quota: Bertagnolli con la fidanzata Pamela Croce

Il debutto con la maglia azzurra arriva nel 2015, in Coppa del Mondo a St. Moritz, in Svizzera. Due anni dopo, Mondiali di Tarvisio, vince tre medaglie: oro nella combinata, argento nello slalom gigante e bronzo nel supergigante. A fine anno viene insignito del Collare d’oro al merito sportivo dal CONI. Ma la consacrazione arriva a Pyeongchang 2018: ai suoi primi Giochi Paralimpici riporta l’Italia sul podio delle Paralimpiadi invernali a 8 anni di distanza dall’ultima volta, dopo che a Soči 2014 gli azzurri avevano chiuso a quota zero. È oro nel gigante e nello slalom speciale, nel supergigante arriva al secondo posto e nella discesa libera è terzo. A gennaio 2022, reduce da un periodo di stop a causa del Covid, Giacomo e la sua guida Andrea hanno trionfato nel gigante ai Mondiali paralimpici di Lillehammer. “È pazzesco, sono super felice di questa vittoria odierna perché era inaspettata – aveva commentato lo sciatore trentino –. Fino a un paio di giorni fa ero a casa perché ho preso il Covid, poi per fortuna sono tornato negativo e siamo arrivati qui, ci siamo messi gli sci e ci siamo buttati giù. È fantastico, è la prima medaglia mondiale che vinco con Andrea e sono orgoglioso di questo”. Punta di diamante della nostra nazionale, Giacomo Bertagnolli si appresta a gareggiare a Pechino per difendere i titoli conquistati in Corea del Nord. Ma la vittoria più grande, come lui stesso ha voluto ribadire, è esserci, portare in alto i colori del proprio Paese, e raccontare una storia bellissima: la sua e quella di tutti i nostri .