Paralimpiadi, Bertagnolli d’argento nel Super G con la guida Andrea Ravelli. “Ci siamo tolti un peso dal cuore e dalla testa”

Il presidente del Cip Luca Pancalli a margine della grande giornata degli azzurri: "Da parte nostra vogliamo innescare un meccanismo virtuoso e avvicinare il maggior numero di ragazze e ragazzi alla pratica sportiva, ispirare nuove generazioni di atleti"

Il 23enne trentino Giacomo Bertagnolli è il primo azzurro a vincere una medaglia alle Paralimpiadi di Pechino 2022. Nel secondo giorno di gare l’alfiere azzurro conquista, insieme alla guida Andrea Ravelli, uno strepitoso argento nel Super G di categoria vision impaired maschile, con il tempo di 1:09.31, secondo solo alla coppia britannica di Neil Simpson e Andrew Simpson (1:08.91). Bronzo agli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann (1:09.74).

Giacomo Bertagnolli e la guida Andrea Ravelli, argento nel Super G di categoria vision impaired maschile (Foto Mauro Ujetto / Comitato Paralimpico Italiano)

“Oggi è una grande giornata: l’emozione provata durante la gara è incredibile e soprattutto quando poi arrivi in fondo e vedi che hai anche portato il risultato è tanta roba”, ha dichiarato il giovane campione della Val di Fiemme, che sabato 5 marzo all’esordio sulle piste cinesi nella categoria vision impaired maschile della discesa libera non era andato oltre il sesto posto. Un vero e proprio riscatto: “Questa medaglia ci serviva innanzitutto per prendere molta più confidenza per i prossimi tre giorni e le prossime tre gare e poi è un peso che ci togliamo sia che Andrea dalla testa e dal cuore perché sai tipo ieri siamo arrivati sesti però questa medaglia ci ricorda che siamo lì e che se vogliamo ce le giochiamo”.

Una coppia vincente… anzi due

Giacomo Bertagnolli, che ha iniziato a sciare fin da piccolissimo, nonostante la disabilità, e già da adolescente si è imposto come degli atleti più rappresentativi a livello mondiale nello sci alpino, tanto da diventare campione paralimpico all’esordio, nel 2018 a Pyongyang, ai Giochi.  La medaglia di oggi, tanto sognata, cercata, sudata arriva la dedica va alla persona che in questi anni gl’è stata accanto fuori e dentro le piste, la fidanzata Pamela Croce: “Volevo dedicare questa medaglia alla mia ragazza, che oggi compie gli anni”. La gioia, incontenibile, all’arrivo, Bertagnolli la condivide però in primis con la sua guida, Andrea Ravelli, che da due anni lo accompagna nella sua passione: “Il livello si è alzato incredibilmente oggi rispetto a quattro anni fa. Quindi io son contento e anche Andrea immagino”.

Giacomo Bertagnolli e la guida Andrea Ravelli (Mauro Ujetto / Comitato Paralimpico Italiano)

“Contentissimo. Ci voleva, la sentivamo, serviva questa medaglia, serviva per ripagare i sacrifici fatti innanzitutto” risponde Ravelli. “Sapevo che in Super G Giacomo va più forte che in Discesa libera – ha spiegato Andrea ai microfoni della Rai – oggi, rispetto a ieri, è sceso con il giusto mood. Io gli ho detto solo di godersela e di sciare all’altezza dello sciatore che è. La medaglia l’abbiamo costruita nel percorso centrale e nel muro, dove ha recuperato parecchio. Nel piano finale ha lasciato qualcosa ma la pista è così e siamo noi che dobbiamo adattarci”.

Ora è tempo di festeggiare, ma non troppo, perché ci sono altre gare da affrontare per il duo vincente: lunedì 7 marzo li aspetta la Super combi, “che a PyeongChang non era andata benissimo, e questo è un ulteriore motivo di riscatto”, spiega il portabandiera italiano. E poi altri due giorni di competizioni, ad inseguire il sogno delle medaglie. Ma non solo, anche quello di far conoscere un mondo, quello dello sport paralimpico (invernale e non) che ancora oggi rimane silente tra le pieghe della società, e che invece parla di storie straordinarie di rinascita attraverso l’attività anche non agonistica, di resilienza, di valori come la condivisione, l’inclusione e soprattutto l’armonia di tante diversità che vanno a comporre l’umanità intera. Lo aveva detto, alla consegna del Tricolore in Quirinale: “La cosa più importante, secondo me, sarà proprio il fatto che ogni atleta, compreso me, ha dei valori, una storia dietro che vuole raccontare e tramite lo sport, tramite le gare, riusciamo a raccontare una storia che a molti, ancora oggi, sfugge

I risultati degli azzurri

Renè De Silvestro (Foto Mauro Ujetto / Comitato Paralimpico Italiano) 

Oltre a Giacomo Bertagnolli, domenica 6 marzo sono scesi in pista anche altri atleti e atlete italiani, che pur non avendo raggiunto il podio hanno dato il massimo per onorare la maglia azzurra. Tra le ragazze ancora una caduta, dopo quella in discesa libera di sabato, per Martina Vozza, guidata in pista da Ylenia Sabidussi, fuori dopo circa venti secondi. Doveva essere la sua gara ma purtroppo non è andata come sperava. Amareggiata, la sciatrice friulana ha dichiarato: “Mi si è staccato uno sci mentre affrontavo una porta. Sto male perché è la gara alla quale tenevo di più. Fino a pochi giorni fa non avevo pressione, oggi la sentivo di più perché questa è la mia gara. In questo momento sono giù ma cercherò di risollevarmi in vista degli impegni di domani”.

Diciottesimo e ventiduesimo posto per Federico Pelizzari e Davide Bendotti nella standing maschile. “A livello di sciata e di sensazioni in gara sono contento della mia prova ma speravo in qualcosa di più, pensavo di poter arrivare tra i primi cinque”, ha detto il 21enne, mandellese, mentre il bergamasco Bendotti, che dice:  “Sono abbastanza contento di questa prima gara, mi è piaciuta la mentalità con cui l’ho affrontata. Ho commesso un errore nel muro nella parte centrale ma ho dato il massimo, per questo mi sento soddisfatto. Prendo quella di oggi come una prova per la Super combi di domani”.

Nella sitting maschile Renè De Silvestro arriva ad un passo dal bronzo in una grande prova chiusa al quarto posto con il crono di 1:11.54. “Pensavo di aver fatto una gara da podio ma non è stato così: ho sbagliato nella parte centrale ma ho fatto bene nella parte bassa e finale – commenta l’azzurro -. Ho rotto il ghiaccio e ho preso qualche rischio che potevo non prendere. Le mie sensazioni per questa Paralimpiade sono molto buone. Posso dire la mia in Super combinata perché in slalom sono migliorato tanto ma anche in Gigante”.

Zhangjiakou, Giuseppe Romele (© Ph by Luca Pagliaricci/CIP)

Nella sede di gara di Zhangjiakou si ferma al quinto posto in classifica la corsa di Giuseppe Romele nella 18 km di categoria sitting di sci nordico. Il lombardo, all’esordio a una Paralimpiade, racconta le difficoltà incontrate durante la prova: “È stata dura da morire, ho avuto un po’ di problemi nei primi due giri per un dolore alla milza ma per essere la mia prima Paralimpiade credo di aver fatto una bella gara”. Nella stessa categoria, ventunesimo posto per Michele Biglione anche lui alla prima partecipazione ai Giochi.

Esordio domenicale anche per gli azzurri dello snowboard: Jacopo Luchini, Mirko Moro e Riccardo Cardani hanno affrontato le qualifiche di cross di categoria upper limb, staccando tutti e tre il pass per le finali.

Il commento del presidente Pancalli

Dopo la seconda giornata di gare il presidente del Comitato Paralimpico italiano Luca Pancalli, a Pechino insieme agli atleti, ha voluto commentare le imprese azzurre: “Abbiamo rotto il ghiaccio, con Giacomo che ha confermato il suo ottimo stato di forma. Vorrei anche sottolineare il buon quarto posto di Renè De Silvestro. Un po’ di rammarico, invece, per la quinta posizione di Giuseppe Romele nel nordico. Il movimento paralimpico nel nostro Paese è esploso, lo abbiamo visto ai Giochi di Tokyo – aggiunge, come in ogni occasione, ribadendo l’importanza delle Paralimpiadi -. Per quanto riguarda gli sport invernali è un momento di grande vitalità. Da parte nostra vogliamo innescare un meccanismo virtuoso e avvicinare il maggior numero di ragazze e ragazzi alla pratica sportiva, ispirare nuove generazioni di atleti”.