“Pari è meglio”: il progetto di un’impresa di Bologna che offre gli assorbenti alle proprie dipendenti

"Ci siamo accorti che nel quotidiano persistono elementi di disuguaglianza tra uomini e donne. Speriamo che in futuro altre imprese ci imitino". Dimostrando attenzione anche alla sostenibilità i prodotti femminili acquistati dalla MEP saranno a basso impatto ambientale

Sugli assorbenti in Italia qualcosa finalmente si sta muovendo. La sensibilizzazione verso il problema circa i costi eccessivamente elevati dei prodotti femminili considerati ancora come beni di lusso, con l’iva al 22%, sta prendendo piede anche nei luoghi di lavoro. A Firenze, ad esempio, le farmacie pubbliche hanno abolito la tampon tax fino a al 31 marzo 2022, mentre il gruppo Lloyds farmacie ha tolto l’imposta dai prodotti per il ciclo mestruale in tutti i suoi punti vendita. A promuovere la parità di genere e fare campagna per l’abolizione dell’onerosa tassa sugli assorbenti è ora scesa in campo anche un’agenzia di comunicazione di San Lazzaro (Bologna) che ha infatti deciso di sostenere le proprie dipendenti acquistandoli per loro.

La MEP, azienda di marketing e comunicazione locale, ha dato vita al progetto “Pari è meglio”. L’impresa ha nove dipendenti, cinque collaboratori esterni e un fatturato di 270 mila euro nell’ultimo anno. Si tratta di un’iniziativa che ha in primis valore simbolico dato che, nell’agenzia, le dipendenti che usufruiranno degli assorbenti gratuiti sono tre più una collaboratrice e dunque i costi non saranno certamente elevati.

“Teniamo particolarmente a questa iniziativa e siamo entusiasti che tutti, donne e uomini di MEP, l’abbiano accolta positivamente”, ha fatto sapere Lorenzo Visci, fondatore della società. “Ancora oggi persistono elementi di disuguaglianza quotidiana e questo è uno dei modi concreti con cui vogliamo supportare la causa femminile. Cerchiamo di fare la nostra parte per migliorare condizioni che riteniamo lontane dai nostri valori. Anche per una realtà piccola come la nostra il progetto risulta economicamente sostenibile“. “Ci auguriamo che in futuro questa disparità possa essere presa in carico dalle istituzioni – ha aggiunto Visci –  Nel frattempo auspichiamo che altre realtà aziendali possano supportare questa iniziativa”.

A partire dal 30 giugno una referente dell’azienda raccoglierà, tramite un questionario anonimo, le adesioni e le preferenze sulle tipologie di prodotto e poi procederà a effettuare gli acquisti a cadenza periodica. L’impresa è anche particolarmente attenta alla questione ecologica e ha fatto sapere che, in linea con le esigenze personali delle dipendenti, saranno acquistati esclusivamente prodotti a basso impatto ambientale. Si spera che questi primi piccoli passi da parte di singole aziende provochino una reazione a catena e portino così anche le imprese più grandi ad impegnarsi su questo argomento per un futuro sempre più “rosa”.