Paternità alla tedesca: il marito della ministra degli Esteri va in congedo per fare il papà

Il consorte di Annalena Bearbock ha lasciato il suo lavoro per dedicarsi alla cura delle figlie di 6 e 11 anni, mentre la moglie porta avanti la sua carriera politica

Il padre mette da parte la sua professione per dedicarsi alla cura delle figlie, mentre la madre porta avanti una carriera di successo. Una storia non così comune oggi, specie nel mondo della politica, così ancora manifestamente a maggioranza maschile, ma è ciò che è successo ad Annalena Baerbock, ministra degli Esteri tedesca, e a suo marito Daniel Holefleisch, che già a luglio ha lasciato il suo lavoro presso la Deutsche Post Dhl, il principale gruppo di poste in Germania.
L’uomo, 48 anni, ha preso la decisione al fine di favorire la carriera politica della moglie, neoministra nel governo del socialista Olaf Scholz e co-leader del partito dei Verdi. Baerbock ha infatti corso come candidata alla Cancelleria federale la scorsa estate, prima di entrare a far parte del gabinetto di Scholz come capo della diplomazia tedesca. Lei è la prima donna cui viene affidato tale incarico.

Germania, la ministra degli Esteri Annalena Bearbock

Germania, la ministra degli Esteri Annalena Bearbock

Holefleisch ha sempre espresso pieno sostegno alla moglie, con cui è sposato dal 2007, e ora si occuperà a tempo pieno delle due figlie di 6 e 11 anni. La più piccola ha appena iniziato le scuole elementari.
Lo scorso giugno Baerbock, 41 anni da poco compiuti, aveva già dichiarato in un’intervista al giornale tedesco Bild che la sua scelta di candidarsi alla Cancelleria era stata concordata in famiglia. La leader dei Verdi aveva affermato: “Se assumerò un posto di governo, è chiaro che mio marito non continuerà il suo lavoro in questo modo. Le mie figlie sanno dove sono il mio cuore e la mia casa, ma naturalmente questo non funziona senza una divisione dei compiti: mio marito si assume la piena responsabilità e il lavoro a casa”.

Questo episodio è particolarmente positivo poiché segna che la scelta degli uomini di occuparsi delle questioni domestiche e dei figli cresce di pari passo con quella delle donne di affermarsi professionalmente (nonostante tutte le difficoltà del caso), andando nella direzione di una maggiore parità ed equità tra i generi. Purtroppo, esempi di questo tipo sono ancora molto rari. Nel 2019 l’ex leader spagnolo di Podemos, Pablo Iglesias, aveva deciso di usufruire del congedo parentale dopo la nascita dei due gemelli (nati prematuramente) avuti con la moglie Irene Montero, deputata e membro del suo stesso partito. Iglesias, ex ministro per i Diritti Sociali, aveva lasciato per un periodo la guida del partito alla compagna, già capogruppo in Parlamento e deputata dal 2016, per occuparsi dei figli dopo lo svezzamento.

Annalena Bearbock, ministra degli Esteri tedesca, e suo marito Daniel Holefleisch

Annalena Bearbock, ministra degli Esteri tedesca, e suo marito Daniel Holefleisch

Non è facile immaginare casi analoghi in Italia, dove ancora si usano termini come “mammo” per indicare un padre che accudisce la prole e fa le faccende di casa, anche se qualcosa sembra cambiare col passare del tempo. Ad oggi la gestione di figli piccoli è un impegno molto gravoso per una famiglia, anche dal punto di vista economico. Impegno che sarebbe difficile portare avanti senza il supporto dei nonni. La presenza di asili nido sul territorio e di indennità come il congedo parentale (per entrambi i genitori), sono entrambe misure da potenziare per favorire una sempre maggiore equità. Ad esempio in Italia il congedo papà per l’anno solare 2021 ha ulteriormente aumentato a dieci il numero dei giorni di congedo obbligatorio ed ha ampliato la tutela del congedo stesso, prevedendone la fruizione anche nel caso di morte perinatale del figlio.