Perché le calze a rete di Emma sono body shaming e la canottiera di Giovanni Truppi no?

La polemica sulle "gambe importanti" della cantante fiorentina ha smosso un polverone enorme. Nessuno invece ha detto nulla sulle battute e le risate per l'abbigliamento dell'artista napoletano. Perché?

Perché le calze a rete di Emma fanno notizia e la canottiera di Giovanni Truppi no? Anzi, perché dire a una donna “hai le gambe importanti” è body shaming, mentre deridere un uomo per il suo abbigliamento non lo è? Ma riavvolgiamo un attimo il nastro e torniamo sul palco del Festival di Sanremo 2022 per ricordarci cos’è successo.

Giovanni Truppi – in pochi lo conoscevano – sale sul palco del Festival. Tutti, difficilmente negabile, la prima cosa che notiamo è la sua canottiera. E pensiamo: “Ma si è messo la canottiera a Sanremo?“. Passa la prima serata. La seconda. La terza. Ogni giorno Giovanni Truppi si mette una canottiera. Arriva la serata della finale. Amadeus non ne può più, deve chiedergli qualcosa, deve chiedergli perché si mette sempre la canotta. E così glielo chiede:

Premessa frettolosa di Amadeus: “Ognuno si veste come vuole”. Andiamo avanti. Arriva la domanda: “La scelta di non ind… (di non cosa, di non indossare qualcosa di elegante?, ndr), la scelta di venire con la canotta è dovuto a che cosa?”. Il pubblico ride, a casa ridiamo. Giovanni risponde, sa che prima o poi avrebbe dovuto parlarne, sa che dal primo giorno del festival tutti si ricordano di lui per quella canottiera. Giovanni risponde: “Io mi esibisco con la canotta da quando sono ragazzo”. Altra domanda di Amadeus: “E perché cambiare adesso?”. Giovanni conferma: “E perché cambiare adesso!”. Il pubblico applaude. E il cantante spiega, si giustifica davanti alla commissione d’inchiesta: “Era molto importante per me non mancare di rispetto all’Ariston. Abbiamo fatto fare delle canotte da un’artigiana”. Riprende la parola il conduttore: “Io sono d’accordo con te perché la canotta è elegantissima“. Giovanni coglie la battuta, o forse no. Perché risponde anche lui con una battuta, con una frecciatina (la sua espressione in volto è tutt’altro che divertita): “Se vuoi te la posso prestare”.

Parte la canzone “Tuo padre, mia madre, Lucia” e tutto finisce lì. Nessuna polemica. Solo tante risate per quella canottiera e per quella scelta dell’artista di presentarsi così al Festival di Sanremo. Poco importa se è sempre stato il suo look, se c’è una motivazione un po’ più profonda, magari legata alla stessa vita dell’artista. Poco importa. Non conosciamo Giovanni Truppi. È quello della canottiera. Ridiamo. E Giovanni lo sa.

Amadeus e Giovanni Truppi al Festival di Sanremo 2022

Allora apriamo Twitter, dobbiamo scrivere per forza qualcosa su quella canottiera. Ma qualcuno ci ha già preceduti. “Dicono tutti ‘ti amo’ ma mai ‘tu sei per me quello che le canottiere sono per Giovanni Truppi”. Ahahaha, ridiamo. “Giovanni Truppi portato di peso sul palco mentre lui voleva solo continuare il tressette ignorante con rutto e bestemmie libere al circolo”. Ahahaha, ridiamo. “Giovanni Truppi ha appena finito di fare la grigliata”. Ahahaha, ridiamo. Fermiamoci qui, ma basta scrivere “Giovanni Truppi” su Twitter e cliccare sui tweet più popolari per vedere che tra i cinguettii più condivisi sul cantante in gara al festival c’è sempre e solo la canottiera.

E dunque, ora viene da chiedersi: qual è la differenza tra Giovanni Truppi e Emma? Emma ha ricevuto un insulto diretto da Davide Maggio. Le sue parole sono un chiaro insulto: “Se hai una gamba importante eviti di mettere le calze a rete”. Una duplice offesa: sia per il suo aspetto fisico (la gamba importante) sia per il suggerimento di vestirsi in un altro modo (eviti di mettere le calze a rete). Ma se ci pensiamo bene anche Truppi è stato deriso per questo: perché si sarebbe dovuto vestire in un altro modo e perché non era abbastanza ‘bello e elegante’ per Sanremo. Però è stato deriso e basta. Non c’è stato un insulto diretto, come con Emma. Comunque, viene lo stesso da domandarsi: siamo sicuri che a Giovanni Truppi non abbiano dato un po’ noia tutti questi commenti sulla sua canottiera? Che non gli abbia dato un po’ noia essere giudicato per l’abbigliamento e l’aspetto fisico più che per la sua esibizione? Siamo sicuri che tutto questo non sia body shaming?

Concludiamo lasciando un post pubblicato su Instagram da Giovanni Truppi, una sua riflessione sul compito di un artista:

 

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