Plastica, riciclarla costa dieci volte più di produrla vergine: sos del Wwf per fermare rifiuti in mare e cambiamento del clima

Solo un Trattato globale delle Nazioni Unite può mettere fine alla produzione indiscriminata e alla dispersione negli oceani. Con conseguenze sull'ecosistema marino e sul riscaldamento globale. Raccolta di firme per fermare l'immissione in natura entro il decennio

La plastica apparentemente è un materiale a buon mercato. Molto duttile, utilizzato in tantissimi settori merceologici, facile da conservare, deve innanzitutto alla propria economicità il successo strabiliante che ha accumulato nei decenni, a partire dalla sua comparsa sul mercato.
Tuttavia la plastica è solo apparentemente un buon affare. In realtà il nuovo rapporto di Dalberg, commissionato dal Wwf, calcola in 3.700 miliardi di dollari il costo per società, ambiente ed economia della plastica prodotta solo nel 2019, una cifra che supera il pil dell’India. Una cifra indiscutibilmente molto alta, ma che potrebbe essere anche solo della punta dell’iceberg. L’analisi mostra infatti come il costo della plastica per le società, l’ambiente e l’economia sia almeno 10 volte superiore al prezzo di mercato della plastica vergine. Questo perché i costi degli impatti  che l’inquinamento da plastica ha sulla salute umana e sugli ecosistemi terrestri, non sono stati quantificati o sono ancora complessi da calcolare, per cui il totale complessivo potrebbe aumentare.

E come se non bastasse, le comunità più fragili  sono quelle che stanno sostenendo in modo sproporzionato il costo della plastica e il cambiamento climatico, influenzato da tutto il ciclo di vita di questo materiale, che colpisce in maniera significativa proprio questi Paesi già svantaggiati.

Per questo il Wwf esorta tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite ad avviare i negoziati per un Trattato globale che affronti tutte le fasi del ciclo di vita della plastica, puntando a fermare la dispersione della plastica negli oceani entro il 2030. Secondo il Wwf “il rapporto dimostra infatti come anche i governi e i cittadini stiano consapevolmente e inconsapevolmente sovvenzionando un sistema basato sulla plastica, che produce innumerevoli impatti negativi sull’ambiente e sulle nostre vite”.

 

Oceani invasi e aumento del gas serra

 

 

“Il rapporto “Plastica: Il costo per la società, l’ambiente e l’economia” evidenzia come approcci normativi frammentati, incentivi perversi, nonché la mancanza di risorse tecniche coordinate, di finanziamenti dedicati e di dati efficaci e aggiornati sulla dispersione della plastica nel Pianeta, ci stiano letteralmente costando la Terra” denuncia l’associazione ambientalista; che addebita all’ incapacità di “comprendere e rimediare ai costi reali della plastica” il fatto che questi si aggraveranno ancora di più in futuro. “In uno scenario business as usual si stima che nel 2040 la produzione di plastica raddoppierà e la quantità di plastica dispersa negli oceani triplicherà arrivando a 29 milioni di tonnellate, portando la quantità totale di plastica accumulata negli oceani a 600 milioni di tonnellate. Le emissioni di gas serra (Ghg) connesse al ciclo di vita della plastica arriveranno a rappresentare fino al 20% dell’intero bilancio globale del carbonio, accelerando ulteriormente la crisi climatica e i suoi effetti devastanti” sottolinea il Wwf.

Insomma, senza interventi urgenti, i costi determinati dalla produzione e dal consumo delle materie plastiche sono destinati a raddoppiare e nel 2040 la plastica prodotta avrà impatti per un valore pari a 7.100 miliardi di dollari², somma equivalente all’85% della spesa globale per la sanità nel solo 2018 e addirittura superiore al pikl 2019 di Germania, Canada e Australia messi insieme.

 

 

La petizione #STOPPLASTICPOLLUTION

 

 

Marco Lambertini, direttore generale del Wwf International ha detto: “È la prima volta che abbiamo una valutazione così chiara di alcuni dei costi non contabilizzati che l’inquinamento da plastica impone alla società ed è un peso troppo alto da sopportare – sia per le persone sia per l’ambiente. Drammaticamente l’inquinamento da plastica non mostra segni di rallentamento, ma la consapevolezza che vada fermato  è oggi molto più diffusa di ieri. Abbiamo bisogno di un Trattato delle Nazioni Unite sull’inquinamento della plastica che aggreghi governi, aziende e consumatori intorno a obiettivi chiari di riduzione, raccolta, riciclo, individuando alternative sostenibili per fermare  la dispersione di plastica nell’ambiente entro il 2030″.

Per affrontare questa vera e propria crisi globale e per ridurre il costo che la plastica determina sulle società, il Wwf chiede ai governi di avviare la definizione di un Trattato globale legalmente vincolante sull’inquinamento della plastica marina alla Quinta Assemblea per l’Ambiente delle Nazioni Unite che si terrà a febbraio 2022.
Per dire basta alla plastica che soffoca i nostri oceani, l’invito del Wwf è anche a firmare la petizione #STOPPLASTICPOLLUTION per fermare l’ulteriore immissione di plastica in natura entro il 2030.