Poliamore, in Francia due bambini hanno quattro genitori: riconosciuta la potestà genitoriale di due coppie omosessuali

Un figlio è nato dal rapporto di uno dei due uomini con una delle due donne, e il secondo dall'unione dell'altro uomo con l'altra donna. Per il Tribunale di Parigi tutti e quattro sono responsabili dei due piccoli

“Mamma, mi presti 50 euro?”. “Non li ho, chiedi all’altra mamma”. “Papà, andiamo a fare un giro in bici?”. “Non ho tanta voglia, chiedi all’altro papà”. Fantascienza? No, tutto vero. In Francia infatti esiste una famiglia specialedue bambini hanno quattro genitori, due mamme e due papà. Per la prima volta nella storia del Paese, infatti, è stata riconosciuta la potestà genitoriale a due coppie omosessuali che, insieme in questa storia di poliamore, hanno dato alla luce due bambini. Un figlio è nato dal rapporto di uno dei due uomini con una delle due donne, e il secondo figlio dall’unione dell’altro uomo con l’altra donna.

Il tweet con cui l’avvocatessa dei quattro genitori, Caroline Mécary, ha reso pubblica la sentenza del Tribunale di Parigi

Ma partiamo con ordine. Il 7 gennaio 2022 il Tribunale di Parigi emette la sentenza. Alle due mamme e ai due papà viene riconosciuta la potestà genitoriale dei due bambini. “Si tratta di una coppia di donne e una coppia di uomini, amici tra di loro – spiega l’avvocatessa che ha seguito la vicenda, Caroline Mécary -. I due avevano deciso di avere due figli insieme. Quando sono nati i due bambini, è andato tutto bene. Ma i genitori non biologici non potevano esercitare la potestà genitoriale (sui figli non biologici, ndr). Per questo motivo hanno fatto richiesta per avere una delega di condivisione della potestà genitoriale“, ha fatto sapere Caroline Mécary al magazine francese Têtu.

La richiesta delle due coppie è stata accettata a inizio anno e dopo la sentenza del Tribunale di Parigi i quattro sono diventati effettivamente i genitori dei due bambini. Attenzione però, c’è da fare una precisazione. Il Tribunale ha dato via libera alla potestà genitoriale condivisa, ma non alla filiazione, ossia all’esistenza di quattro genitori biologici. Comunque, cambia poco. Perché in seguito alla sentenza tutti e quattro i genitori sono diventati responsabili dei due bambini. E quindi tutti dovranno crescerli, educarli, proteggerli, prendere decisioni sulla loro salute e istruzione, e ogni altro compito che spetta a un genitore. “È un riconoscimento – ha concluso la legale Caroline Mécary – della realtà di questa configurazione famigliare. Una configurazione che la legge non ignora più”.

In Francia una donna transgender è stata riconosciuta come madre del suo bambino

Un’altra notizia in Francia è stata accolta con grande entusiasmo dalla comunità Lgbt+. Pochi giorni fa, infatti, una donna transgender è stata riconosciuta come madre del suo bambino. Dopo otto anni di battaglie legali, la Corte d’Appello di Tolosa ha infatti dato il via libera alla donna che aveva concepito il suo bambino prima di cambiare sesso: ora potrà figurare come madre sul certificato di nascita della figlia. La battaglia della donna era iniziata nel 1999. All’epoca sposato e con due bambini, non si riconosceva più nel suo genere maschile e inizia il suo percorso di transizione per diventare donna. Nel 2011 viene riconosciuto il suo cambio di stato civile. Tre anni dopo nasce dalla stessa coppia un altro figlio. La donna, quando è nato il bambino, risultava ancora essere il padre biologico. Per questo motivo ha deciso che voleva essere riconosciuta a tutti gli effetti come “madre” del piccolo. Nella sentenza con cui dopo otto anni la Corte d’Appello di Tolosa ha riconosciuto il status di “madre” della donna si legge che: “Il marito di una coppia eterosessuale, che ha già partorito due figli, ha cambiato sesso, pur mantenendo il suo sistema riproduttivo maschile. Alla coppia è nato un nuovo figlio, dopo il cambio di stato civile da marito a moglie”. Davanti alla Corte d’Appello la donna spiegò, confidando ai giudici di essere “stanca” di dover spiegare sempre ciò che per lei era ovvio: “Sono sua madre da quando è nato. Sono la prima ad averlo preso tra le mie braccia e lui mi chiama mamma”.