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Home » Politica » I giovani e i vaccini, la scuola, il lavoro, la droga, lo sport, il servizio civile. La ministra Dadone: “Il Pnrr è dedicato a loro”

I giovani e i vaccini, la scuola, il lavoro, la droga, lo sport, il servizio civile. La ministra Dadone: “Il Pnrr è dedicato a loro”

Fabiana Dadone, responsabile delle politiche giovanili, rivela a Luce! i progetti per le nuove generazioni: riforma degli istituti tecnici, servizio civile su ambiente e digitale. Dialogo su Tik Tok per le vaccinazioni. "Presto la conferenza nazionale sulle droghe: non è dignitoso defilarsi dai temi divisivi". E il governo? "Deve rilanciare l'Italia, non piegarsi agli umori dei ministri"

Ettore Maria Colombo
21 Settembre 2021
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Fabiana Dadone

Chi è la ministra dei 5Stelle Fabiana Dadone

 

Fabiana Dadone (classe 1984, di Cuneo, due figli, il secondo nato mentre era ministra, appassionata di musica ‘metal’, look giovanile), esponente del M5s, da febbraio del 2021 è ministro per le Politiche giovanili nel governo Draghi, ma già nel governo Conte II (2019-2021) aveva ricoperto l’incarico di ministro alla Pubblica amministrazione. In pratica, a 35 anni era già ministro e, a 37, lo è ancora. Nei Paesi Ue, sarebbe una cosa ‘normale’, in Italia è un record.

 

Attiva, sin da giovanissima, nel volontariato come nell’attivismo politico del Movimento, già nel 2013, alla sua prima legislatura, risulta tra le parlamentari più giovani elette, specie donne. Impegnata sui temi dei diritti civili, delle donne, dell’antimafia, ma anche convinta ‘no Tav’, nel 2014 diventa capogruppo del M5s alla Camera.

 

Rieletta nella XVII legislatura, quella in corso, dopo aver rivinto le ‘parlamentarie’ nei 5Stelle, dove afferra subito diverse posizioni di vertice, nel 2019 diventa, appunto, ministro nel Conte II, alla Pa, dove incentiva molto lo smart working, come la digitalizzazione della Pa, viene riconfermata ministro nel 2021 nel governo Draghi, ma al ministro delle Politiche giovanili.

 

Detto anche ministero ‘senza portafoglio’, cioè privo di autonomia di spesa, ha la delega alle “funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di politiche giovanili e servizio civile universale, politiche antidroga, nonché in materia di anniversari nazionali”. Saranno anche ‘senza portafoglio’, le deleghe della Dadone, ma sono tutte di peso.

“Luce!” l’ha intervistata sui temi dell’attualità più scottante.

 

 

Attiviste per il referendum sulla liberalizazione della cannabis

Ministro, la Camera dei Deputati ha approvato, ma solo in commissione Giustizia, il testo base cannabis sulla depenalizzazione della cannabis per uso personale, oltre che terapeutico. Ne sono seguite molte polemiche, sollevate soprattutto da parte del centrodestra. Intanto, è boom di firme sul referendum sulla materia. Quale è la sua posizione in merito?

 

“La mia posizione personale conta poco. In questa fase mi trovo ad organizzare la conferenza nazionale sulle droghe e sto puntando l’attenzione sul confronto nel merito, nei numeri e nella scienza. La politica usa l’argomento per radicalizzare il confronto e buttare tutto alle ortiche. Penso sia civile garantire ai malati le sostanze utili ad alleviare il dolore. Sempre. Allo stesso tempo ritengo il Parlamento sovrano quindi mi aspetto serietà e non giochetti che puntino al rinvio infinito piuttosto che al coraggio di affrontare nel merito i problemi degli italiani”.

 

 

Dopo decenni di inerzia, lei sta per riconvocare la Conferenza nazionale sulle droghe che si terrà a Genova. Può darci qualche anticipazione sulle linee che intende seguire e come sarà strutturata?

 

 

“Nei prossimi giorni chiamerò i relatori che lavoreranno ai tavoli tecnici. Li presenteremo e daremo tutte le informazioni. Per ora mi limito a dire era doveroso convocare la conferenza. Chi si carica della responsabilità di fare politica non può scappare dai temi divisivi, non è dignitoso”.

 

 

Cosa ha fatto e cosa fa il suo ministero per aiutare i giovani a combattere la pandemia e, soprattutto, a invitarli a vaccinarsi?

 

 

“Quando si vuole parlare ai giovani non c’è altro modo che farlo nella loro zona di comfort. Per questo motivo ho voluto realizzare su Tik-tok la campagna social #mivaccinoperché in cui content creator molto seguiti dai giovanissimi hanno spiegato i motivi dell’importanza di vaccinarsi per poter tornare a vivere tutte quelle piccole esperienze che la pandemia ci ha tolto. Il risultato è stato di oltre cinque milioni di visualizzazioni di video fatti da ragazze e ragazzi che sono serviti a darsi coraggio reciproco”.

 

 

Cosa prevedono i fondi del Pnrr per i giovani italiani e come intende sfruttarli?

 

 

“I fondi del Pnrr sono rivolti alle politiche attive del lavoro, in particolare sul sistema duale dell’apprendistato. C’è un corposo capitolo di spesa dedicato alle scuole, sia per l’edilizia scolastica che nella formazione per i formatori.

È prevista una riforma degli istituti tecnici per colmare il gap rispetto alle offerte di lavoro. Diciamo, poi, che tutto il piano nazionale di Ripresa e Resilienza è dedicato alle future generazioni, sia direttamente che indirettamente, perché punta sull’ammodernamento delle connessioni internet, sulla digitalizzazione, sull’interconnessione, sulla transizione ecologica e non solo. Tutto questo produrrà moltissimi posti di lavoro e le premesse per il rilancio del Paese”.

 

 

Referendum sull’eutanasia

Alla Camera fa timidi passi avanti il ddl sull’eutanasia. Intanto incombe un referendum che ha già raccolto 850 mila firme. Chi arriverà prima e qual è la sua posizione?

 

 

“Sono assolutamente favorevole. È giusto che si possa avere il diritto di scegliere. Anche questo è un tema molto strumentalizzato ideologicamente, ma la Consulta si è espressa chiaramente e il Parlamento dovrebbe iniziare la discussione la prossima settimana. Mi aspetto un lavoro celere. Non è credibile contrapporsi sulle libertà individuali, il Paese si aspetta un passo spedito”,

 

 

Il ddl Zan, invece, si è arenato al Senato. Cosa si può fare per aiutare i diritti delle persone lgbt+? Serve davvero una legge per difenderli?

 

 

“Se la tolleranza fosse un valore diffuso in questo Paese non ci sarebbe bisogno di una legge. In attesa che la lenta, ma inarrestabile, rivoluzione culturale diventi sempre più concreta, bisogna proteggere tutte quelle persone che hanno solo la colpa di provare sentimenti d’amore che altri, pur non essendo coinvolti, non condividono. Si, serve una legge ma anche politici sensibili”.

 

 

La ministra Dadone alla scrivania con le scarpe rosse

Donne e femminicidi. Sembra che la legge anti-stalker e quella sul ‘codice rosso’ non bastino a fermare le violenze sulle donne. Cosa ne pensa? La sua fotografia con la felpa dei Nirvana e le scarpe rosse poggiate sulla scrivania dell’ufficio ha fatto epoca…

 

 

“Quella foto la rifarei mille volte proprio perché ha mostrato il disprezzo di molti uomini che ogni volta enfatizzano la loro volgarità quando si sentono aggrediti. Una donna forte li terrorizza. La legge ha avuto un primo effetto ma deve continuare il percorso collettivo intrapreso. Bisogna stigmatizzare chi minimizza e chi cerca alibi, bisogna dire chiaramente che la vittima non ha colpe, non se l’è cercata. È la vittima”.

 

 

Giovani e sport. Dopo i successi dei campioni olimpionici a Tokio e, anche, delle Paralimpiadi, cosa si può fare ancora?

 

 

“Questi ragazzi hanno reso onore al nostro Paese. Non tutti gli sport sono accessibili alla stessa maniera e renderli più vicini ai giovani, indipendentemente dalle possibilità economiche, resta un obiettivo. Quando vedi un ragazzo di vent’anni, che vive nelle periferie, vincere un oro e diventare l’idolo di tutto il Paese, allora capisci che devi insistere”.

 

 

Il servizio civile, da quando è diventato solo volontario, sembra ‘scomparso’ dai radar…

 

“Il servizio civile è aumentato molto negli ultimi anni, le domande sono molto più alte dei posti a disposizione. Resta una grande opportunità in termini esperienziali che abbiamo declinato in due ulteriori ramificazioni: digitale e ambientale”.

 

 

Fabiana Dadone con Mario Draghi

Ministra, una domanda ‘politica’. Quanto deve durare il governo Draghi? Sarà davvero un governo che arriverà a fine legislatura. E la ‘coabitazione’ con gli ‘alleati’ (Lega) come va?

 

“Il governo Draghi deve mettere in pratica i piani del Pnrr, nessun ministro deve pensare alla sopravvivenza politica, ma tutti dobbiamo spenderci per ottenere il massimo da questi fondi. L’obiettivo è il rilancio dell’Italia ed è più importante degli umori dei singoli ministri o della loro capacità di coabitare o meno”.

 

 

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🗣 Non è una diminutio?

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🗣 Dall’alto delle sue tre stelle Michelin, cosa consiglia agli aspiranti chef?

L
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@lewiscapaldi ha presentato il suo nuovo singolo “Wish You The Best” con uno show ad alta quota, servendo snack e bevande. 

#lucenews #lewiscapaldi #wishyouthebest
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All’Eurocamera è stato infatti approvato un emendamento al testo della Risoluzione sullo Stato di diritto che condanna la circolare perché porterebbe “alla discriminazione non solo delle coppie dello stesso sesso, ma anche e soprattutto dei loro figli”, e invita anche Roma "a revocare immediatamente la decisione”. Un invito che il governo non ha intenzione di seguire, e che è stato criticato dal centrodestra e salutato positivamente dalle opposizioni, unite questa volta sia in Italia che a Bruxelles. 

✍ Ma com’è la legislazione attuale in Italia su questi temi?

L
Fabiana Dadone
Chi è la ministra dei 5Stelle Fabiana Dadone   Fabiana Dadone (classe 1984, di Cuneo, due figli, il secondo nato mentre era ministra, appassionata di musica ‘metal’, look giovanile), esponente del M5s, da febbraio del 2021 è ministro per le Politiche giovanili nel governo Draghi, ma già nel governo Conte II (2019-2021) aveva ricoperto l’incarico di ministro alla Pubblica amministrazione. In pratica, a 35 anni era già ministro e, a 37, lo è ancora. Nei Paesi Ue, sarebbe una cosa ‘normale’, in Italia è un record.   Attiva, sin da giovanissima, nel volontariato come nell’attivismo politico del Movimento, già nel 2013, alla sua prima legislatura, risulta tra le parlamentari più giovani elette, specie donne. Impegnata sui temi dei diritti civili, delle donne, dell’antimafia, ma anche convinta ‘no Tav’, nel 2014 diventa capogruppo del M5s alla Camera.   Rieletta nella XVII legislatura, quella in corso, dopo aver rivinto le ‘parlamentarie’ nei 5Stelle, dove afferra subito diverse posizioni di vertice, nel 2019 diventa, appunto, ministro nel Conte II, alla Pa, dove incentiva molto lo smart working, come la digitalizzazione della Pa, viene riconfermata ministro nel 2021 nel governo Draghi, ma al ministro delle Politiche giovanili.   Detto anche ministero ‘senza portafoglio’, cioè privo di autonomia di spesa, ha la delega alle “funzioni del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di politiche giovanili e servizio civile universale, politiche antidroga, nonché in materia di anniversari nazionali”. Saranno anche ‘senza portafoglio’, le deleghe della Dadone, ma sono tutte di peso. “Luce!” l’ha intervistata sui temi dell’attualità più scottante.    
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Referendum sull'eutanasia
Alla Camera fa timidi passi avanti il ddl sull’eutanasia. Intanto incombe un referendum che ha già raccolto 850 mila firme. Chi arriverà prima e qual è la sua posizione?     “Sono assolutamente favorevole. È giusto che si possa avere il diritto di scegliere. Anche questo è un tema molto strumentalizzato ideologicamente, ma la Consulta si è espressa chiaramente e il Parlamento dovrebbe iniziare la discussione la prossima settimana. Mi aspetto un lavoro celere. Non è credibile contrapporsi sulle libertà individuali, il Paese si aspetta un passo spedito”,     Il ddl Zan, invece, si è arenato al Senato. Cosa si può fare per aiutare i diritti delle persone lgbt+? Serve davvero una legge per difenderli?     “Se la tolleranza fosse un valore diffuso in questo Paese non ci sarebbe bisogno di una legge. In attesa che la lenta, ma inarrestabile, rivoluzione culturale diventi sempre più concreta, bisogna proteggere tutte quelle persone che hanno solo la colpa di provare sentimenti d'amore che altri, pur non essendo coinvolti, non condividono. Si, serve una legge ma anche politici sensibili”.    
La ministra Dadone alla scrivania con le scarpe rosse
Donne e femminicidi. Sembra che la legge anti-stalker e quella sul ‘codice rosso’ non bastino a fermare le violenze sulle donne. Cosa ne pensa? La sua fotografia con la felpa dei Nirvana e le scarpe rosse poggiate sulla scrivania dell’ufficio ha fatto epoca…     “Quella foto la rifarei mille volte proprio perché ha mostrato il disprezzo di molti uomini che ogni volta enfatizzano la loro volgarità quando si sentono aggrediti. Una donna forte li terrorizza. La legge ha avuto un primo effetto ma deve continuare il percorso collettivo intrapreso. Bisogna stigmatizzare chi minimizza e chi cerca alibi, bisogna dire chiaramente che la vittima non ha colpe, non se l'è cercata. È la vittima”.     Giovani e sport. Dopo i successi dei campioni olimpionici a Tokio e, anche, delle Paralimpiadi, cosa si può fare ancora?     “Questi ragazzi hanno reso onore al nostro Paese. Non tutti gli sport sono accessibili alla stessa maniera e renderli più vicini ai giovani, indipendentemente dalle possibilità economiche, resta un obiettivo. Quando vedi un ragazzo di vent’anni, che vive nelle periferie, vincere un oro e diventare l’idolo di tutto il Paese, allora capisci che devi insistere”.     Il servizio civile, da quando è diventato solo volontario, sembra ‘scomparso’ dai radar…   “Il servizio civile è aumentato molto negli ultimi anni, le domande sono molto più alte dei posti a disposizione. Resta una grande opportunità in termini esperienziali che abbiamo declinato in due ulteriori ramificazioni: digitale e ambientale”.    
Fabiana Dadone con Mario Draghi
Ministra, una domanda ‘politica’. Quanto deve durare il governo Draghi? Sarà davvero un governo che arriverà a fine legislatura. E la ‘coabitazione’ con gli ‘alleati’ (Lega) come va?   “Il governo Draghi deve mettere in pratica i piani del Pnrr, nessun ministro deve pensare alla sopravvivenza politica, ma tutti dobbiamo spenderci per ottenere il massimo da questi fondi. L'obiettivo è il rilancio dell’Italia ed è più importante degli umori dei singoli ministri o della loro capacità di coabitare o meno”.    
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