Porpora Marcasciano a capo della Commissione pari opportunità di Bologna, tra polemiche e esultanze

L'ex presidentessa del MIT è stata scelta per presiedere l'importante commissione del Comune di Bologna, nonostante l'astensione del centrodestra. "Grazie per chi mi ha votato e anche a coloro che non mi hanno votato. Declinerò le pari opportunità affinché tutte e tutti possano essere inclusi nell'alveo dei diritti umani e sociali"

È il volto storico del movimento transessuale del Mit – Movimento Identità Trans, di cui ora lascia la presidenza (a Nicole De Leo, eletta per sostituirla) per ricoprire l’incarico di consigliera e presidentessa della Commissione pari opportunità del Comune di Bologna. Porpora Marcasciano è stata eletta alle ultime elezioni amministrative nella lista “Coalizione Civica”, a sostegno del nuovo sindaco Matteo Lepore. Giovedì 11 novembre, durante la riunione del Consiglio, è stata scelta per presiedere l’importante commissione, carica che ha accolto con grande gioia. Una notizia di grande rilievo, anche per tutta la comunità lgbtq+ di cui lei stessa diventa, ancor più, una portavoce importantissima.

Porpora Marcasciano

Grazie per chi mi ha votato (la maggioranza) e anche a coloro che non mi hanno votato (l’opposizione di destra), li ringrazio perché faccio parte di una categorie abituata a non essere riconosciuta ma questo, di solito, mi fa impegnare il doppio. Mi impegnerò per essere all’altezza della responsabilità che mi è stata affidata e riconosciuta”, ha detto Marcasciano durante il discorso di insediamento. Perché come lei stessa ha sottolineato, non tutti i consiglieri erano d’accordo sulla scelta, a differenza delle altre nomine e delle proposte presentate durante la seduta, tutte approvate all’unanimità. Tranne una, quella riguardante Porpora Marcasciano. Il centrodestra ha deciso infatti di non votare in commissione a suo favore, dopo che Manuela Zuntini (Fratelli d’Italia) aveva espresso delle perplessità sulla conformità della designazione in base allo statuto comunale. All’articolo 22 comma 3 del testo si legge che la presidenza della commissione Pari opportunità va assegnata al “genere meno rappresentato in Consiglio”, in questo caso a una donna secondo Zuntini. Il suo partito, seguito da Lega, Forza Italia e dai civici, ha quindi deciso di non partecipare al voto, nonostante la risposta arrivata dalla segreteria generale del Comune che diceva: “La designazione spetta alla commissione, che è autonoma nel fare le sue valutazioni”.

Il gruppo del Pd ha definito quello dei partiti di opposizione un gesto “grave e inaccettabile”, un “vero paradosso compiere un gesto discriminatorio proprio all’insediamento della commissione ‘Pari opportunità’, seppur nascosto dietro a strumentali questioni procedurali”. Duro anche il sindaco Lepore: “Disertare il voto alla presidenza della commissione di Porpora Marcasciano è un gesto grave e dimostra come, anche in una città progressista e democratica come Bologna, ci sia molto lavoro da fare per contrastare e superare le discriminazioni. Credo che la destra cittadina abbia compiuto oggi uno strappo, istituzionale ma soprattutto umano, sul quale dovrebbe molto riflettere”.

Marcasciano, dal canto suo, ha risposto direttamente in aula, con il suo discorso “Mi impegnerò per creare le condizioni, gli equilibri e la giusta sintonia con la Città di Bologna – ha dichiarato – dove le “Pari Opportunità” in termini di diritti, accesso, inclusione, hanno sempre trovato terreno fertile. Declinerò le pari opportunità per genere, età, classe, provenienza, cultura, appartenenza politica e religiosa“. E ha concluso: “Affinché tutte e tutti possano essere inclusi nell’alveo dei diritti umani e sociali. Per l’accesso alla FELICITÀ“.