‘Possibile e Possibile’, l’impegno di Firenze per il riconoscimento delle identità Lgbti+

Anche in Palazzo Vecchio arriva un testo che impegna gli enti locali a fare passi concreti verso il rispetto delle persone Lgbti+ e il riconoscimento della carriera alias
Grazie alle proposte ricevute da Possibile e Possibile Lgbtqi+ anche in Palazzo Vecchio arriva un testo che impegna gli enti locali a fare passi concreti verso il rispetto delle persone e del riconoscimento delle loro identità

Grazie alle proposte ricevute da Possibile e Possibile Lgbtqi+ anche in Palazzo Vecchio arriva un testo che impegna gli enti locali a fare passi concreti verso il rispetto delle persone e del riconoscimento delle loro identità

Leggi discriminanti? Il Comune di Firenze si dota della consulta Lgbtqi+ (persone lesbiche, gay, bisessuali e trans gender) e si parla di istituire la ‘carriera alias’.
Nasceva a Firenze a novembre del 2021 la Consulta per il contrasto ad ogni tipo di discriminazione e per i diritti delle persone Lgbtqi+. Tra gli obiettivi, quello di ascoltare le associazioni sui temi dei diritti di genere, favorire l’inclusione e contrastare l’intolleranza. Associazioni, organizzazioni di volontariato, categorie professionali e economiche, organizzazioni sindacali, enti e istituzioni impegnate su questi temi, possono farne parte e far sentire la propria voce.

L’iniziativa

Il Comune di Firenze ha indetto infatti un avviso pubblico per partecipare alla Consulta per il contrasto ad ogni tipo di discriminazione e per i diritti delle persone Lgbtqi+ per il periodo 2022-2024, e c’’è tempo fino all’8 marzo per candidarsi. “È molto importante per l’Amministrazione – sottolinea il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – dotarsi di uno strumento di confronto e di ascolto con tutte quelle realtà attive con proprie caratteristiche per valorizzare l’univocità dell’individuo, l’integrazione, la promozione dei diritti delle persone che si riconoscono nella comunità Lgbtqi+. perché purtroppo dobbiamo prendere atto che, ancora oggi, sono frequenti atteggiamenti di contrasto, di avversione e perfino di odio”.

Grazie alle proposte ricevute da Possibile e Possibile Lgbtqi+ anche in Palazzo Vecchio arriva un testo che impegna gli enti locali a fare passi concreti verso il rispetto delle persone e del riconoscimento delle loro identità

“Grazie alle proposte ricevute da Possibile e Possibile Lgbtqi+ anche in Palazzo Vecchio arriva un testo che impegna gli enti locali a fare passi concreti verso il rispetto delle persone e del riconoscimento delle loro identità” dichiarano Antonella Bundu e Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e Firenze Possibile.

 Possibile e Possibile Lgbtqi+

“Il Comune di Firenze può e deve essere anche uno spazio istituzionale attento ai bisogni delle persone e al riconoscimento delle loro identità. In questa consiliatura abbiamo registrato passi in avanti importanti, come il patrocinio e la presenza del gonfalone ai Toscana Pride, dopo le lotte della sinistra di opposizione negli anni passati. Però ancora molto deve essere fatto. Per questo riteniamo importante la proposta elaborata da Possibile e Possibile Lgbtqi+ che a livello nazionale sta promuovendo negli enti locali un atto che impegni le amministrazioni a istituire la cosiddetta ‘carriera alias’. Vuol dire riconoscere la possibilità di identificare il personale del Comune di Firenze, che abbia intrapreso un percorso di transizione di genere o meno, con il nome e l’identità desiderati, sia nei rapporti all’interno dei luoghi di lavoro, sia nei confronti dell’utenza. Ovviamente prestando la massima attenzione alla tutela delle informazioni e dando centralità alla volontà di chi è interessato a questa possibilità”.

Il simbolo transgender e quello della parità tra tutti i generi

Un simbolo di parità e di uguaglianza tra i generi, perché i diritti sessuali sono metafora della questione sociale.

“Anche se non lo abbiamo inserito nella mozione – aggiungono – diamo per scontato che il Consiglio comunale ‘consegni’ l’atto, una volta discusso ed eventualmente approvato (anche emendato), alla Consulta per il contrasto dell’omofobia e per i diritti delle persone Lgbtqi+ prima di essere trasformato in azione di governo. I tempi per arrivare al risultato entro la fine della consiliatura ci sono e sappiamo di trovare nella maggioranza di centrosinistra attenzione al tema, quindi attendiamo la discussione con fiducia”.