Premio Nobel per la Pace a Maria Ressa e Dmitry Muratov, difensori della libertà di espressione

La reporter investigativa filippina e il giornalista russo direttore di Novaya Gazeta hanno ricevuto il riconoscimento per i loro sforzi nella difesa della libertà di espressione, definita dal comitato "condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura"

Maria Ressa e Dmitry Muratov hanno vinto il Premio Nobel per la Pace 2021. Il prestigioso riconoscimento, quest’anno, è stato assegnato a due giornalisti, impegnati da anni nella difesa della libertà di espressione e di stampa, definita dal Comitato del Nobel come “una condizione preliminare per la democrazia e una pace duratura”.

Il video dell’annuncio:

 

Maria Ressa – Ph: Epa/Justin Lane

Maria Ressa è una giornalista e autrice filippino-americana, co-fondatrice e CEO di “Rappler” (sito di giornalismo investigativo), che ha trascorso quasi due decenni come reporter nel sud-est asiatico per la CNN, e “usa la libertà di espressione per esporre l’abuso di potere, l’uso della violenza e il crescente autoritarismo” nel suo paese d’origine. Nel 2020, è stata condannata per un crimine informatico secondo una controversa legge filippina, una mossa ampiamente condannata dalle organizzazioni per i diritti e dai giornalisti come un attacco alla libertà di stampa. La giornalista ha commentato la notizia del Nobel: “Il premio uno shock. In due anni 10 mandati di arresto contro di me. Siamo sulle sabbie mobili, sempre a rischio di essere oscurati”.

Dmitry Muratov

Dmitry Muratov, invece, è un giornalista russo, tra i fondatori e direttore del giornale indipendente “Novaya Gazeta”, descritto dal Comitato per la protezione dei giornalisti come “l’unico giornale veramente critico con influenza nazionale nella Russia di oggi”. Nel 2007 ha vinto l’International Press Freedom Award per il suo coraggio nel difendere la libertà di stampa di fronte ad attacchi, minacce e arresti.

L’agenzia russa Tass riporta le parole di Muratov dopo l’annuncio. La dedica è andata al giornale da lui diretto e ai sei giornalisti della testata che sono stati uccisi: “Vi dirò questo: non è merito mio. È di Novaya Gazeta. Sono quelli che sono morti difendendo il diritto delle persone alla libertà di parola. Siccome loro non sono con noi, probabilmente hanno deciso che sia io a dirlo a tutti”.

Annunciando il premio, la presidente del comitato del Nobel, Berit Reiss-Andersen, ha detto: “Il giornalismo libero, indipendente e basato sui fatti serve a proteggere dall’abuso di potere, dalle bugie e dalla propaganda di guerra. Senza la libertà di espressione e la libertà di stampa, sarà difficile promuovere con successo la fraternità tra le nazioni, il disarmo e un migliore ordine mondiale per avere successo nel nostro tempo”.

Nel 2020 il premio era andato al World Food Programme per gli sforzi compiuti nella lotta contro la fame nel mondo.