Il primo bosco biosostenibile in Italia: in 20 anni neutralizzate 600 tonnellate di CO2

È stato 'piantato' a Montopoli, in Valdarno, grazie anche al contributo di Unicoop Firenze e dei soci che hanno partecipato al progetto "Abbraccia un albero". Si tratta di tremila nuove piante a coprire una superficie di 6 ettari

Pioppi neri e bianchi, aceri, frassini, tigli: tremila nuovi alberi su una superficie di 6 ettari e la neutralizzazione, nei prossimi 10 anni, di 170 tonnellate di CO2, oltre ad una mole consistente di altri inquinanti (polveri fini, ossido di azoto, ecc). In 20 anni il “risparmio” di CO2 sarà di 600 tonnellate, per arrivare addirittura a  1400 tonnellate 10 anni dopo. Sono i numeri del primo bosco biosostenibile e partecipato d’Italia, inaugurato nei giorni scorsi a Montopoli, in Valdarno, con un investimento totale di circa 2,2 milioni di euro, grazie al contributo di 250 mila euro di Unicoop Firenze e dei soci che hanno partecipato al progetto “Abbraccia un albero”.

Un bosco al posto di un ex allevamento industriale

ex allevamento diventa bosco biosostenibile

A Montopoli, Valdarno, un ex allevamento diventa il primo bosco biosostenibile d’Italia

Il bosco prende il posto di un ex allevamento industriale, in un area degradata, che è stata oggetto di un’imponente opera di bonifica con la demolizione e la rimozione delle strutture che la occupavano per oltre 17.000 tonnellate di materiali residui: 5.200 derivate da costruzione presenti nelle vasche, 8.215 tonnellate di cemento e/o calcestruzzo dalla demolizione delle strutture, 3.700 di asfalto provenienti dalla pavimentazione e 15 tonnellate di altri rifiuti eterogenei sciolti, fra cui anche frammenti in cemento-amianto (MCA). I detriti sono stati indirizzati verso percorsi di riciclo o riutilizzati in sito, quando possibile.
Le vecchie vasche di raccolta ospitano oggi piante acquatiche. Mentre l’anfiteatro naturale, delimitato dalla vegetazione arborea, sarà utilizzato come zona di incontro e per l’organizzazione di eventi.

Un modello virtuoso di oasi verde

“Il Bosco di Montopoli è la dimostrazione che lavorando insieme e dal basso è possibile contribuire in maniera fondamentale a problemi rilevanti come quello del riscaldamento globale e della crisi climatica” afferma Stefano Mancuso, direttore scientifico PNAT srl, la società che ha realizzato il progetto. Che poi aggiunge: “Attraverso l’opera comunitaria promossa da Unicoop Firenze, un luogo prima degradato, inquinato e coperto di cemento, è diventato in breve tempo un nuovo bosco che, negli anni, ci aspettiamo possa diventare una vera e propria oasi di verde, in un’area che di naturale, prima, non aveva nulla. Ci auguriamo che quanto fatto a Montopoli possa diventare un modello virtuoso da esportare e replicare in tutta Italia. Moltiplicando i benefici prodotti dagli alberi, si risolve la crisi climatica”.

Lungo il camminamento principale che attraversa l’area sono stati piantati 475 alberi, di specie facilmente inseribili all’interno del contesto climatico proprio dell’area: pioppo nero e bianco, salice, acero, frassino, farnia, albero di giuda, tiglio, liriodendro, noce, carpino. Inoltre, sono state messe a dimora circa 2500 altre piante, fra le quali orniello, ontano nero, salicone, ciliegio, corniolo, roverella, nocciolo, alloro. Sono stati installati anche nidi-casette per permettere l’alloggiamento di api selvatiche. Le osmie sono una varietà italiana di ape selvatica, che non produce miele e non è aggressiva, ma svolge l’opera fondamentale dell’impollinazione con un’efficacia di oltre il 90% di fecondazione dei fiori visitati, un indice più alto rispetto all’ape mellifera.