Problemi di liquidità? Non chiedere prestiti, c’è l’app per farsi anticipare parte dello stipendio a metà mese

Evitare di cadere nelle rete dei prestiti a tasso elevato e risolvere ridotti e improvvisi bisogni di liquidità: l'app Consono ideata da Gemma Fiorentino crea una forma di soccorso fra aziende e lavoratori. Lo strumento indica giorno per giorno l'ammontare della retribuzione maturata ed eventualmente richiedibile al datore di lavoro. "Tutti vi fanno ricorso, a prescindere dal genere, ci rivolgiamo alle aziende sensibili all'agenza Onu 2030"

Una app che ti aiuta a capire la tua situazione finanziaria e, nei momenti di difficoltà, ti viene in soccorso aggiungendo liquidità al tuo budget. Il tutto senza passare da costose mediazioni finanziarie, ma contando sul proprio lavoro. Sembra una favola invece è quello che propone di fare Consono.

Il progetto nasce per permettere ai lavoratori di accedere ad una parte del proprio stipendio nel momento in cui si presentino esigenze finanziarie improvvise generate da crisi di liquidità, anche di entità poco rilevante, non gestibili attraverso i canali consueti (conto corrente risparmi etc.). L’obiettivo è evitare che l’imprevisto economico si traduca in indebitamento cronico.

“Consono nasce dal fatto che fin da piccola sono stata molto curiosa” ci dice Gemma Fiorentino, ceo e presidente di Consono. Dopo aver lavorato per grosse aziende multinazionali, mi è venuta voglia di sperimentare e avvicinarmi al mondo delle start up. Ho studiato il mercato estero delle realtà innovative, con l’idea di mettere la persona al centro. Quindi ho collaborato pro bono per capire e sperimentare questo ambiente, con una start up inglese che si occupava di welfare finanziario, perché non avevo mai sentito parlare di un concetto del genere in Italia”.

Gemma Fiorentino

Cos’è il welfare finanziario?

“In generale si tratta di un business nuovo he nasce 5 anni fa negli Stai Uniti, anche a causa dell’indole specifica di quella popolazione che mostra specifica propensione all’indebitamento. Tre anni fa nascono le prime esperienze del genere nel nostro continente, in Inghilterra. Poco prima della pandemia, avendo nel frattempo studiato il mercato italiano e capito che c’erano le condizioni per importare questa esperienza da noi, mi sono decisa. Con la pandemia la molla è scattata definitivamente. L’obiettivo è favorire un cambiamento culturale rispetto ad un tema così difficile da affrontare soprattutto in azienda, per mettere le persone al centro e portare un miglioramento qualitativo e positivo nella vita delle persone quando devono affrontare un problema così difficile. Quindi avvicinarci a loro, per affrontare questi temi in modo diversi e supportarli”.

Come funziona il sistema?

“Ci affianchiamo alle aziende: è l’azienda che decide di apportare un cambiamento culturale all’interno della propria realtà, e noi diamo loro gli strumenti digitali per evitare l’indebitamento delle persone, ma allo stesso tempo dare anche la formazione finanziaria necessaria ed adeguata ad evitare che incappino in problematiche o –  nel caso ci siano già coinvolti – fornire strumenti per capire come uscirne. L’obiettivo resta il benessere finanziario che è un percorso da fare insieme. Poi naturalmente bisogna calibrare una strategia anche in base alla politica aziendale ed al tipo di dipendenti che ci sono all’interno dell’azienda”.

Cosa succede quando l’azienda accetta di implementare Consono?

“Noi forniamo ha una web app, una piattaforma, un portale, che permette ai dipendenti dell’azienda di fare azioni attraverso un’applicazione mobile, tranquillamente fruibile dal proprio smartphone sia con Android che con Ios”.

Quali sono queste azioni?

“Abbiamo una road map di sviluppo dell’applicazione, ma al moneto siamo presenti sul mercato già con due azioni. Da una parte la formazione: quindi il dipendente può accedere attraverso l’app mobile a tutta una serie di contenuti, testuali e video, di formazione finanziaria. Anche queste tematiche vengono personalizzate in base all’azienda, ed in base alla richiesta, anche attraverso l’accoglimento di feedback e preferenze degli utilizzatori, attraverso le quali noi possiamo ulteriormente sviluppare contenuti sempre più specifici, così da soddisfare tutte le esigenze specifiche. L’altra azione è l’anticipo dello stipendio”.

Ovvero?

“Anzitutto, in Italia, rispetto ad altre realtà, non è possibile essere pagati settimanalmente o bisettimanalmente, in virtù delle regole contenute nei contratti di lavoro. E purtroppo quando una persona ha un problema finanziario, la liquidità è la prima cosa di cui ha bisogno, per cui, in mancanza di alternative percorribili, spesso purtroppo ricorre a finanziarie, alla cessione del quinto dello stipendio, che lo costringono ad indebitarsi, con tassi di interesse molto molto alti. Attraverso questa applicazione invece l’azienda permette al dipendente di accedere ad una percentuale dello stipendio già naturato prima di fine mese o dell’inizio de mese successivo, a seconda del giorno di paga”.

Ci faccia un esempio concreto dell’utilizzo della app.

“Prendiamo il caso di un lavoratore dipendente che usa l’automobile tutti i giorni per motivi professionali, per recarsi sul posto di lavoro, per gli spostamenti della famiglia, dei figli etc. Mettiamo che macchina si rompa e il meccanico chiede per ripararla 3000 euro. Se il lavoratore sul conto corrente ha 2500 euro e quindi gli mancano 500 euro, in condizioni normali dovrebbe fare un finanziamento, accollandosi i costi dell’operazione. Attraverso la nostra app può invece chiedere all’azienda di versargli la quota di stipendio già maturata e con quella pagare la differenza tra quanto chiesto e quanto disponibile. L’azienda naturalmente può decidere da parte sua, anche in base agli accordi che sono stati presi, di confermare la richiesta o negarla. Se accetta, nel giro di uno o due giorni, il tempo del bonifico, il dipendente o riceve i soldi sul conto corrente e può pagare. Poi ovviamente la cifra viene stornata all’atto del pagamento dello stipendio”.

Chi ne trae più beneficio?

“In questi mesi, prima di lanciarla nel nostro Paese, abbiamo fatto interviste a dipendenti, associazioni di categoria, responsabili del personale. E il quadro che emerge è preoccupante perché lo stato di indebitamento dei dipendenti sta crescendo in maniera esponenziale anche da noi. Al punto che gli stessi direttori del personale mi hanno confermato che anche la cessione del quinto dello stipendio, che ha dei costi altissimi, si stia sempre più diffondendo”.

Chi ha maggiori necessità di liquidità? 

“Il dipendente che ne trae più beneficio non ha genere, è indistintamente uomo o donna, non ci sono differenze da questo punto di vista. Sicuramente, in generale, le categorie con stipendi più bassi ne vedono un grande beneficio. Rispetto ad altre forme di benefit aziendali, come la palestra ad esempio, una cosa del genere può davvero essere d’aiuto in momenti di particolare difficoltà. Anche perché l’anticipo è calcolato sul maturato, quindi è un beneficio anche per l’azienda in quanto si calcola su quello che il dipendente ha già lavorato e dunque azienda non fa da banca. Ta l’altro è anche personalizzabile come dicevano; l‘azienda può decidere le percentuali d’anticipo, le volte che il lavoratore può richiederlo, il momento ecc. Tutto questo è gestito dall’azienda fino ad un massimo del 50% dello stipendio”.

Perché questo tetto?

“Per rimanere etici e sociali, in quanto un dipendente deve essere comunque messo nelle condizioni di ricevere a fine mese dei soldi per il lavoro svolto. Quello che vogliamo costruire, come dicevo, è un percorso verso il benessere finanziario. Non deve diventare uno strumento in più per accedere alle attività di spesa, ma uno strumento che aiuta il lavoratore in momenti di difficoltà. Tra l’altro tutte le ricerche oramai ci dicono che le persone che le persone possono trovarsi all’improvviso in difficoltà, anche tra categorie più benestanti, sono in realtà tantissime. Si pensi ai casi di separazione o divorzio, di malattia, a spese impreviste, un investimento andato male, se si perde il lavoro etc. In quel momento poter contare sull’anticipo dello stipendio può fare la differenza”.

A quali aziende vi rivolgete in particolare?

“La piattaforma è idonea per tutti i tipi di azienda. In particolare ci rivolgiamo soprattutto alle aziende in linea con gli obiettivi 2030 dell’agenda Onu ()17 punti dallla povertà zero all’uguaglianza di genere, all’acqua pulita, al ridurre le disuguaglienze, alla sostenibilità ecc ndr). Per noi questo è un aspetto molto importante: fa parte della ragione per cui abbiamo deciso di costituire questa società con questo scopo”.