Processo Walter De Benedetto: assolto l’uomo che coltiva cannabis a scopi terapeutici. “Finalmente. Ero fiducioso”

Il 49enne affetto da una grave artrite reumatoide, coltivava la cannabis non ai fini dello spaccio, ma solo per alleviare le sue sofferenze. La decisione del Tribunale di Arezzo destinata a fare storia

Assolto perché il fatto non sussiste. E finalmente Walter De Benedetto, 49 anni, può tirare un sospiro di sollievo. La decisione arriva dal Gip di Arezzo Fabio Lombardo al termine di una breve camera di consiglio aperta dopo che la stessa rappresentante dell’accusa, il Pm Laura Taddei, aveva chiesto la sua assoluzione. “Me lo sentivo, ero fiducioso nella magistratura, era anche una questione di sensibilità” ha commentato De Benedetto.

Non voleva mancare all’appuntamento più importante, ma le sue precarie condizioni di salute non gli hanno permesso di essere in aula oggi. L’uomo è affetto da una grave forma di artrite reumatoide, che lo costringe alla semi immobilità. E proprio per il modo in cui prova ad alleviare quel tremendo dolore, De Benedetto, è finito in tribunale. Imputato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente in concorso, rischiava fino a sei anni di carcere per aver coltivato cannabis in una mini-serra allestita in casa. Ma la coltivazione non era certo a scopo di spaccio: la cannabis gli serve per il suo effetto miorilassante e la quantità fornita dal Servizio Sanitario (un grammo al giorno) non gli è sufficiente a ottenere risultati. Assieme a De Benedetto era stato denunciato un amico che lo aiutava: già processato, è stato condannato a un anno e due mesi.

Walter, assistito dagli avvocati Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti, messi a disposizione dall’Associazione Luca Coscioni, ha potuto contare in questi mesi sul sostegno di molte persone. La stessa associazione e campagna Meglio Legale erano presenti questa mattina ad Arezzo per sostenere l’uomo nella sua battaglia. La loro petizione al Presidente della Repubblica, per chiedere la garanzia del diritto alla cura, ha raccolto oltre 20mila firme e visto il coinvolgimento di politici e volti noti, portando molte persone a denunciare le mancanze dello Stato nei confronti della loro sofferenza. Con loro in aula anche i parlamentari Caterina Licatini (M5S) e Riccardo Magi (+Europa), il segretario di Radicali Italiani Massimiliano Iervolino, esponenti di Volt e Giovani Democratici Toscana. In tutta Italia si sono tenute iniziative di solidarietà a sostegno della campagna #IoStoConWalter e poi manifestazioni silenziose nei tribunali di 18 città. Ma non solo. Si è mobilitato anche il mondo della musica, con il video di una canzone diventata virale sui social: “Matto”, scritta da Erriquez della Banda Bardò (scomparso a febbraio) e arrangiata dai Matti delle Giuncaie.

La sentenza di oggi, che assolve De Benedetto, soddisfa tutti. “I giudici hanno riconosciuto i termini del fatto e che non c’è alcuna volontà di spaccio” ha dichiarato l’avvocato Simonetti, che ha subito comunicato la decisione del giudice a De Benedetto. Una sentenza che, d’ora in poi, potrebbe costituire un precedente importante sul fronte dell’uso e del reperimento della cannabis terapeutica. Già a febbraio, in occasione dell’udienza preliminare a cui aveva partecipato, Walter aveva ribadito che la sua sofferenza, data dalla malattia gravissima, progressiva e invalidante, non gli permetteva di aspettare oltre: “Non ho più tempo per aspettare i tempi di una giustizia che ha sbagliato il suo obiettivo. Il dolore non aspetta. Mi assumo la mia responsabilità, mi sento a posto con la mia coscienza”.

Oggi la sua attesa è finalmente finita.