Referendum eutanasia, Binetti al contrattacco: “L’Italia è pronta a 30mila morti all’anno?”

La senatrice dell'Udc, cattolica, fa proprio l'interrogativo del quotidiano Avvenire su quelle che definisce 'uccisioni su richiesta'. In meno di venti anni nei paesi in cui l'eutanasia viene praticata si è passati dall'1,28% al 4,5%-"Esaltazione dell'individualismo che strumentalizza tutto"

“La consegna di un milione e duecentomila firme raccolte dal Partito radicale per chiedere il referendum sull’eutanasia è stata paragonata da alcune testate giornalistiche ad un miracolo; uno strano miracolo se è vero quanto afferma Avvenire, che si domanda: ‘Siamo pronti a 30 mila morti l’anno per eutanasia?’, perché questo è il conteggio, per difetto”. Parole della senatrice Paola Binetti, Udc, una delle figure di cattolici militanti in politica che maggiormente si distinguono per difesa  del diritto alla vita in ogni loro manifestazione.

“In Italia sembra che stiano aumentando i casi di suicidio assistito, che interessano soprattutto la cosiddetta ‘eutanasia della vecchiaia’ – continua Binetti – periodo in cui di irreversibile non c’è una malattia ma solo l’età e una serie di condizioni ritenute ormai insopportabili – prosegue Binetti – Nei Paesi chehanno consentito la pratica dell’eutanasia nella duplice forma attiva e passiva sono decisamente in forte aumento i decessi provocati e i suicidi assistiti”.

Binetti ricorda che “In Olanda nel 2020 le segnalazioni di morti per eutanasia sono state 6.938, il più alto numero dal 2002 quando la legge è entrata in vigore, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Un trend analogo si osserva in Belgio e in tutti i Paesi Bassi, nel Canada, in Australia, ecc”. Binetti parla chiaramente di “uccisioni su richiesta“, annunciando che “nel 2003 erano state 1.815, pari all’1,28% dei decessi nella popolazione, mentre adesso sono il 4,5%. Trasferendo il calcolo al nostro paese, è come se in Italia nel 2020 fosse stata procurata la morte legalmente a circa 30.000 persone. Basterebbe questo numero per toccare con mano l’enormità del fenomeno”. Riguardo al lessico, Binetti argomenta che “c’è chi preferisce parlare di eutanasia e chi preferisce utilizzare uno dei suoi tanti sinonimi: morte volontaria assistita, morte medicalmente assistita, suicidio razionale, suicidio assistito, morte pianificata, morte su richiesta, morte procurata. Il punto è che si fa morire una persona sulla base di due condizioni: che sia lei a richiederlo e che dichiari di soffrire in modo intollerabile, sia fisicamente che psicologicamente – conclude la senatrice –  Il grave equivoco culturale, rilanciato e amplificato dalla nuova prospettiva del Referendum è che sempre più persone vedono l’eutanasia come una soluzione per una sofferenza insopportabile, una sofferenza senza speranza”.

Binetti annuncia la sua posizione in sede parlamentare. Prima denuncia che nell’approccio dei fautori del referendum c’è “esaltazione di quell’individualismo che ha perso il senso di appartenenza ad una famiglia, la propria famiglia, ad una società. E che strumentalizza tutto, compreso il Servizio sanitario nazionale, ai fini di una volontà che riesce ad esprimere solo  il rifiuto della vita”. Binetti dichiara opposizione “a questa legge e prima ancora a questa pratica di morte che vanifica ogni senso di fraternità e ogni senso di sinodalità, come ha ben ribadito Papa Francesco”.