Rifiutano di indossare un bikini “imbarazzante”: multata la nazionale norvegese di handball

Sono ormai 15 anni che la Norvegia porta avanti una vera e propria campagna affinché i pantaloncini siano considerati ufficialmente accettabili nella pallamano da spiaggia, al posto del classico bikini, permettendo alle atlete di scegliere quale indossare

Quando si parla di competizioni sportive l’abbigliamento dovrebbe essere l’ultima delle preoccupazioni degli/delle atlet*. Ma troppo spesso, soprattutto nell’ultimo periodo, sono proprio gli indumenti, più che i risultati, ad attirare l’attenzione mediatica. L’ultimo caso riguarda la nazionale femminile norvegese di beach handball, la pallamano in spiaggia, che è stata multata per essersi rifiutata di giocare in bikini (tenuta ufficiale) durante una partita del torneo Euro 2021.

Domenica scorsa, in Bulgaria, le ragazze norvegesi hanno disputato la finale per il bronzo contro la nazionale della Spagna. Tuttavia quando sono scese in campo le atlete non indossavano il classico bikini, ma dei pantaloncini elastici lunghi fino alla coscia, in aperta protesta contro il regolamento che impone loro lo slip. L’indumento sportivo imposto è stato definito “imbarazzante” dallo stesso presidente della federazione norvegese dello sport. Una protesta che non è sfuggita alla Commissione disciplinare dell’Associazione europea di pallamano, che in un comunicato ufficiale ha dichiarato:

“Nella partita per la medaglia di bronzo contro la Spagna di domenica, la squadra della Norvegia ha giocato con pantaloncini che non rispettano il Regolamento dell’Uniforme dell’Atleta, definito nelle Regole del Gioco dell’IHF Beach Handball. La Commissione Disciplinare ha deciso di comminare una sanzione di 150 euro a giocatore, per un totale di 1.500 euro“.

La squadra ‘ribelle’ ha quindi ricevuto una multa euro per “abbigliamento improprio”, ma la sanzione non ha placato gli animi delle atlete e della federazione norvegese. “Siamo anche molto orgogliose di aver fatto una dichiarazione nella finale di bronzo giocando in pantaloncini anziché in bikini! Siamo sopraffatte dall’attenzione e dal supporto di tutto il mondo! Grazie mille a tutte le persone che ci sostengono e aiutano a diffondere il messaggio! Speriamo davvero che questo comporti un cambiamento di questa regola senza senso!”, ha scritto infatti il Team sul proprio profilo Instagram.

E in effetti su di loro si è concentrata, una volta diffusa la notizia della multa, l’attenzione di tanti, sia in Norvegia che all’estero. E tantissimi sono stati i messaggi di supporto e solidarietà a queste ragazze, che rivendicano la libertà di indossare ciò che più le mette a loro agio nelle gare, piuttosto che sottostare a una regola imposta dall’alto. Già dal 2006, infatti, la Norvegia porta avanti una campagna affinché i pantaloncini siano ufficialmente accettati nel regolamento della pallamano da spiaggia e, come dichiarato dal presidente Kåre Geir Lio a NBC News, “presenterà una mozione per modificare le regole in un congresso straordinario dell’IHF (Federazione internazionale di Pallamano) a novembre”.

Una lotta che si lega strettamente anche alla questione di genere. Negli sport da spiaggia soprattutto a genere diverso corrisponde diverso trattamento: gli atleti maschi, infatti, possono giocare in canottiera e pantaloncini fino a 10 centimetri sopra il ginocchio, mentre le donne sono tenute a indossare top e slip bikini “con una vestibilità aderente e tagliati con un angolo verso la parte superiore della gamba” e una larghezza laterale massima di 10 centimetri. Che, per molte giocatrici, significa non sentirsi a proprio agio ma anzi in imbarazzo visti i continui movimenti che il gioco impone.

La Federazione Internazionale di Pallavolo ha aggiornato le proprie regole sulle divise già nel 2012 e  alle Olimpiadi di Tokyo 2020 le giocatrici di beach volley potranno scegliere di giocare in pantaloncini e magliette. Per questo tutti ci auguriamo che, vista anche l’attenzione che la squadra norvegese di handball è riuscita ad ottenere, anche per loro le regole cambino presto.