Rihanna paladina della giustizia, la cantante dona 15 milioni per il clima

La donazione della cantante sarà devoluta alle comunità più povere e le fasce più deboli della popolazione che più di tutti hanno subito gli effetti dei cambiamenti climatici

Altro che solo cantante e modella. Rihanna è anche filantropa e difenditrice del clima e dell’ambiente. La showgirl e imprenditrice delle Barbados, 33 anni, ha infatti deciso di donare 15 milioni di dollari ai Paesi più colpiti dall’impatto del cambiamento climatico. La donazione, che sarà devoluta dalla sua Fondazione, la Clara Lionel Foundation, mira in particolare a sostenere le comunità più povere e le fasce più deboli della popolazione che più di tutti hanno subito gli effetti dei disastri climatici.

Rihanna, 33 anni (Foto tratta dal suo profilo Instagram)

“I disastri climatici, che stanno crescendo di frequenza e intensità, non hanno un impatto uguale su tutte le comunità”, sostiene Rihanna. Infatti, secondo la popstar originaria delle isole caraibiche delle Barbardos, “sulle comunità di colore e le nazioni isolane (a cui andranno i 15 milioni di dollari, ndr) il cambiamento climatico ha un impatto maggiore”.

La donazione di 15 milioni di dollari, a cui ha aderito anche il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey, sarà destinata in particolare a diciotto organizzazioni che lavorano negli Stati Uniti e in sette nazioni caraibiche per la giustizia climatica. E sarà quindi devoluta a donne, comunità Lgbt+ e leader di colore e indigeni, in quanto queste comunità, secondo Riri e secondo la sua Clara Lionel Foundation – fondazione creata nel 2012 in onore dei suoi nonni Clara e Lionel Braithwaite – , sono quelle più esposte agli effetti e ai rischi del cambiamento climatico. “I finanziatori devono costruire partnership con le organizzazioni di base, sforzandosi di comprendere ciò che è necessario per ottenere la giustizia climatica nelle proprie comunità”, ha spiegato Justine Lucas, direttrice esecutiva della Clara Lionel Foundation.

 

 

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Non è la prima volta, comunque, che Rihanna si trasforma in paladina della giustizia e compie opere di beneficenza. Anzi, il suo passato ne è costellato. Nel 2006, ad esempio, Riri istituì la fondazione Believe con lo scopo di aiutare i bambini malati di cancro. Quattro anni dopo la cantante incise “Redempion Song“, cover di Bob Marley, devolvendo i profitti alle associazioni che nel 2010 aiutavano gli abitanti di Haiti sopravvissuti al terremoto. E sempre con lo scopo di aiutare la popolazione dell’isola caraibica, incise nello stesso anno il brano “Stranded (Haiti Mon Amour)” insieme a Bono, cantante degli U2, e a Jay-Z. La canzone raccolse in poco tempo oltre cinquantasette milioni di dollari di profitti, poi devoluti in beneficenza. Tra le altre attività benefiche di Rihanna che vanno ricordate, nel 2014 la popstar decise di diventare ambassador dell’azienda di cosmetici MAC per un progetto di sostegno alla lotta contro l’Aids. Il risultato di questa attività fu il lancio di due cosmetici, il cui ricavato totale fu donato alla MAC AIDS Foundation per aiutare concretamente in tutto il mondo le persone affette da Hiv/Aids.

Bono Jay-Z e Rihanna hanno inciso una canzone per aiutare gli abitanti di Haiti colpiti dal terremoto del 2011

Non poteva poi mancare il suo aiuto nella lotta alla pandemia da Covid-19. E così nel marzo del 2020 Rihanna ha fatto una donazione da 5 milioni di dollari agli operatori sanitari della città di New York e un’altra donazione da 700mila dollari in ventilatori polmonari da destinare al suo Paese d’origine, le Barbados. Finita qui? Niente affatto. Perché nell’aprile del 2020, poi, Rihanna ha ulteriormente donato insieme al co-fondatore di Twitter Jack Dorsey oltre 4 milioni di dollari per fornire supporto a delle nuove associazioni nate in seguito ai vari lockdown che si occupano di difesa delle persone e dei bambini vittime di violenza domestica.

Rihanna, cantante o paladina della giustizia?

Rihanna ha donato 5 milioni agli operatori sanitari della città di New York