“Salvare le praterie della Lunigiana, scrigni della biodiversità tutelata dall’Unione europea”

Legambiente rilancia l'appello al Parco Nazionale Tosco-Emiliano e ai sindaci ad utilizzare finanziamenti per riparare ai danni creati dall'abbandono degli sfalci e della pastorizia

Forse il nome non vi dirà niente, ma i Prati di Logarghena (Filattiera) e i Prati di Camporaghena (Comano), sono splendide oasi verdi, con grandi fioriture di narcisi selvatici (giunchiglie) e orchidee spontanee. Stiamo parlando delle ultime praterie della Lunigiana, comprese nel Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.  Logarghena inoltre è Zona speciale di conservazione, tutelata dalla Rete natura 2000 dell’Unione Europea che difende la biodiversità più minacciata.
Fino a qualche anno fa questi habitat naturali erano molto estesi, oggi invece, a causa dell’abbandono della pratica del pascolo e dello sfalcio, si stanno via via assottigliando. Tanto da essere ridotte (quasi) al lumicino.
Un vero peccato perché, a parte la straordinaria bellezza paesaggistica e le fioriture -che già di per sé sarebbe motivo sufficiente per la loro conservazione- questo ambiente è importantissimo per l’elevata biodiversità che conserva con habitat, flora e fauna protetti perché minacciati.

 

Appello e petizione online

Proprio in occasione della recente Giornata europea dei parchi, celebrata il 24 maggio, Legambiente ha ribadito l’appello lanciato il precedente 16 maggio per salvare le ultime praterie della Lunigiana. Il primo parco nazionale europeo fu istituito il 24 maggio 1909 in Svezia. In Italia i primi parchi nazionali sorsero nel 1922 con il Gran Paradiso e il Parco d’Abruzzo; ed oggi e il sistema delle aree naturali protette è composto da 24 parchi nazionali, 133 parchi regionali, 147 riserve naturali statali, 30 aree marine protette, oltre trecentosessanta riserve regionali, e una vasta rete di siti protetti, la maggior parte dei quali rientranti nella rete Natura2000 della Ue.
Legambiente si è rivolta al presidente del Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, oltre che ai sindaci di Filattiera e Comano ed al presidente dell’Unione dei Comuni Montana Lunigiana, perché intervengano con urgenza per salvare le praterie della Lunigiana, e lo fa anche attraverso una petizione popolare online.

 

Habitat in pericolo

“Non è accettabile – commenta Matteo Tollini, responsabile Parchi e biodiversità di Legambiente Toscana – che a vent’anni dall’istituzione del Parco si possa verificare la perdita degli habitat (e specie fuanistiche e floristiche) più importanti della Lunigiana per la biodiversità. Il Parco e gli enti locali, sono tenuti ad attuare con urgenza tutte le azioni per fermare la perdita delle praterie di Logarghena e Camporaghena”.
“Non è solo un dovere per  legge – prosegue Tollini – ma un imperativo globale di grande attualità, infatti la conservazione della biodiversità è ritenuta strategica per combattere i cambiamenti climatici anche dal Next Generation Eu’, oltre che fondamentale per la sicurezza sanitaria”.

 

“Interventi mirati e cambio di mentalità”

Per salvare le praterie le azioni da fare non sono complicate. In parte si tratta di un cambio di mentalità, ma in questi tempi post covid, alla ricerca di nuovi modelli di sostenibilità, sarebbe anche opportuno rifletterci su e se del caso investire.
Quindi , secondo Legambiente “promuovere attività di sfalcio, decespugliamento, concimazione organica e pascolo delle praterie; ripristinare la creazione e il mantenimento di abbeveratoi e/o pozze di abbeverata, delle aree umide e mettere in atto un programma di controllo del cinghiale”. “Gli enti possono realizzare queste azioni direttamente, anche con finanziamenti pubblici dedicati, oppure finanziare allevatori e proprietari – continua l’associazione ambientalista – È in ballo la sopravvivenza di ambienti, che regalano scenari con stupende fioriture di narcisi e orchidee, ma soprattutto di fiori e animali minacciati o a rischio di estinzione che l’Unione europea ha individuato importanti o prioritari per la tutela della biodiversità nel continente. Ci aspettiamo che il Parco e gli enti locali mettano al primo posto dell’agenda  per non perdere del tutto le praterie di Logarghena e Camporaghena. I finanziamenti sono a disposizione (bilanci, Life, Psr, ecc): basta avere la volontà di usarli al più presto”.