San Giuseppe culla Gesù mentre Maria riposa: nella capannuccia un omaggio alla bigenitorialità

Nel presepe di strada a Villalta, frazione di Cesenatico, quest’anno la Natività pone al centro della Sacra famiglia la figura del padre

Chissà se avrebbe anche preso il congedo di paternità, il falegname Giuseppe. Di sicuro, nella Sacra Famiglia rappresentata a Villalta, frazione di Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena, qualcosa di molto diverso c’è. Nella grotta, al freddo e al gelo, il bue e l’asinello scaldano la Madonna che dorme sdraiata dopo il parto mentre il neo-papà Giuseppe, in piedi, culla amorevolmente Gesù appena nato. Nessuna provocazione. «Abbiamo voluto dare visibilità a quella bella immagine di una piena paternità di Giuseppe – spiegano dunque gli autori della Natività –, che culla suo figlio appena nato come qualunque padre, lasciando riposare Maria». Ed ecco il motivo, con buona pace dei puristi. Nel presepe di strada a Villalta quest’anno la Natività pone al centro della Sacra famiglia la figura di San Giuseppe.

Un omaggio alla bigenitorialità, con Giuseppe che tiene tra le braccia il bambin Gesù, per lasciare la Madonna distesa a riposare. La nuova interpretazione – dopo lo stop dello scorso anno causa Covid – è stata scelta dal comitato culturale “Il Mulino” di Villalta che è tornato a realizzare il “Presepe di strada“ nei giardinetti pubblici.
“L’idea ci è venuta a marzo – spiega Mauro Moschini, uno degli animatori del presepe – . Ad agosto ci siamo messi a realizzare due nuove statue. Quelle di San Giuseppe che al centro della scena tiene in braccio il bambino, e di Maria distesa a riposare su un pagliericcio. Abbiamo ritenuto così di celebrare San Giuseppe, alla cui immagine la Chiesa ha dedicato il 2021. È un riconoscimento alla paternità, all’atteggiamento di amore del babbo verso il figlio e alla sensibilità e al rispetto mostrato nei confronti della donna, della madre, in questo caso Maria”.

Altra particolarità di questo presepe, che ha fatto molto parlare, la richiamano Davide Ceccarelli (l’artista dei volti e delle mani in cera delle statue) e Daniele Benini (il costruttore delle strutture in ferro): è quella di far sì che il visitatore possa entrare nei sentieri e trovarsi coinvolto e circondato dalle 23 statue presepiali a grandezza naturale che lo compongono.
Soddisfatti i volontari che hanno realizzato la nuova versione del presepe – visitabile in via Cesenatico sino a domenica 16 gennaio – prendendo spunto da una lettera pastorale che il vescovo di Cesena, Douglas Regattieri, aveva di recente dedicato alla figura di San Giuseppe, nell’anno a lui dedicato. “Tutto suo padre, Gesù il figlio di Giuseppe” era il titolo della lettera, corredata appunto da un’immagine di San Giuseppe in piedi con Gesù in braccio.