Sanremo 2022 e la polemica su Ornella Muti e la cannabis: “Io non spaccio, sono una mamma”

L'attrice, ospite in prima serata della 72esima edizione del Festival, ha fondato sei mesi fa un'associazione per la produzione e coltivazione delle piantine. Polemiche in arrivo?

Sanremo così green non si era mai visto. Quest’anno, per la 72esima edizione del Festival, a co-condurre la prima serata insieme ad Amadeus ci sarà niente meno che Ornella Muti. L’attrice romana – ecco il motivo per cui il festival quest’anno sarà particolarmente “verde” – ha fondato sei mesi fa un’associazione per la produzione e coltivazione di cannabis da somministrare dietro prescrizione medica e a fine terapeutici. E già si respira aria di polemica. “La droga è morte, e sempre e comunque la combatterò. Onore ai ragazzi e alle ragazze che, a San Patrignano e in tutta Italia, lottano per la vita e per la libertà dalle dipendenze“, scrive il leader della Lega, Matteo Salvini, sui social, commentando le parole dell’attrice, stasera sul palco dell’Ariston con Amadeus, sulla cannabis.

“Monitorerò con attenzione la serata e sono pronto a fare un esposto per segnalare l’evidente violazione. Lo farei per i minori”, lo riferisce l’ex deputato Carlo Giovanardi, intervistato oggi da MOW (mowmag.com) che aveva diffuso la notizia dell’attività promossa sui social dall’attrice e da sua figlia Naike, lo scorso 17 gennaio. “Ripeto: ognuno è libero di avere le proprie convinzioni e di combattere le battaglie che meglio ritene opportune – sottolinea Giovanardi circa l’eventuale diretta Rai di stasera – . Ma non è opportuno affrontare un tema talmente delicato e divisivo in un contesto nazional-popolare come quello del Festival: davanti alla tv questa sera ci saranno milioni di famiglie”.

Ornella Muti con il mazzo di Cannabis, dono del Comitato Promotore Referendum

Ornella Muti con il mazzo di Cannabis, dono del Comitato Promotore Referendum

Le polemiche

Di posizione completamente opposta l deputato Riccardo Magi, tra i promotori del Referendum Cannabis: “Nel ringraziare ancora Ornella Muti per aver portato a Sanremo con stile e garbo il suo impegno civile è necessario rispondere a chi, come l’onorevole Mollicone, usa toni inquisitori che evocano censure a protezione del buon costume degli italiani – le sue parole – . Alla commissione di Vigilanza, di cui Mollicone è membro, chiediamo invece di vigilare perché vi sia un’informazione corretta e completa sul referendum e più in generale sul tema delle politiche sulle droghe, sui loro risultati in termini giudiziari, sociali, sanitari. Lo chiediamo con forza e con preoccupazione perché il servizio pubblico radiotelevisivo persino in occasione della recente Conferenza governativa sulle Droghe tenutasi a Genova nell’ottobre scorso, non ha minimamente informato i cittadini sui risultati usciti da quei lavori che hanno indicato la necessità di una riforma della normativa in direzione di profonde depenalizzazioni e decriminalizzazione”, conclude Magi.

Io non spaccio canne, sono una madre, sono una nonna, sono consapevole dei pericoli, ma credo che legalizzare le droghe leggere sia la cosa migliore – la replica di Ornella Muti – . Il referendum per la legalizzazione delle droghe leggere è una cosa complicata da gestire. Ma c’è tutto un giro pericoloso e si trovano cose ben più pesanti: meglio avere la possibilità di ottenere ricette. Il vino lo possiamo bere tutti e nessuno si preoccupa. I ragazzini vanno in coma etilico continuamente. Bisognerà capire legalizzando cosa succederà“.

 

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Un post condiviso da Ornella Muti Hemp Club (@ornellamutihempclub)

L’associazione si chiama Ornella Muti Hemp Center, e come riportato dal magazine MOW, è stata fondata a luglio 2021 dall’attrice stessa insieme alla figlia Naike Rivelli, e con sede a Nardò, in provincia di Lecce. L’obiettivo dell’associazione – così si legge sul loro sito – è quello di fornire tra l’altro supporto ai malati, aiutandoli nel reperire la cannabis prescritta, mettere in contatto i medici con i malati tramite il Cannabis Medical Center e creare eventi che promuovano la cannabis terapeutica.

Ornella Muti / Foto dal profilo Instagram ornellamutihempclub

La malattia della madre e l’idea dell’associazione

“Ci sono sei milioni di consumatori di cannabis che ogni anno sono costretti a rivolgersi alle mafie. Vogliamo dare voce a tutte quelle persone che i politici proibizionisti vorrebbero sbattere in galera. Da oggi ci siamo anche noi!”. Con questo messaggio, nel luglio del 2021, Ornella Muti e la figlia Naike annunciavano l’apertura della loro associazione. L’idea di fondare un regolare centro per la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico è nata in seguito alla scomparsa della madre dell’attrice, Ilse Renate Krause, a causa di un cancro. L’obiettivo era quello di cercare di aiutare altre persone con patologie simili e lenire i loro dolori tramite l’uso di cannabis terapeutica.

Polemiche in arrivo a Sanremo?

Con la premessa che l’associazione pro cannabis di Ornella Muti è del tutto regolare, in molti sui social già sospettano che possano scatenarsi polemiche in vista della presenza di Ornella Muti alla 72esima edizione del Festival. Oltretutto, tanti ricordano che la sorella dell’attrice, Claudia Rivelli, era stata arrestata lo scorso settembre per detenzione di droga, in particolare tre flaconi con un litro di Gbl, meglio nota come droga dello stupro, ricevuta dall’Olanda. E nonostante lei si fosse difesa dichiarando che “Io la usavo per pulire l’argenteria e mio figlio per lavare la macchina”, la condanna era comunque arrivata.

Il post sulla cannabis light di Luca Bizzarri

Il tema della cannabis light è tornato da qualche giorno alla ribalta anche in seguito a un post di Luca Bizzarri su Facebook, in cui l’attore afferma di “autodenunciarsi”, pubblicando un suo selfie con in mano un vasetto di cannabis light. L’attore scrive nel post che “la Conferenza Stato-Regioni ha varato un decreto che potrebbe rendere illegale” la cannabis light. E dunque, sempre nel post, chiede allo Stato: “Che cosa devo fare? Costituirmi?”.

In effetti, il decreto interministeriale varato in data 12 gennaio dalla Conferenza Stato-Regioni paragona la cannabis light a una qualsiasi altra sostanza stupefacente. E quindi renderebbe illegale di fatto la produzione, il commercio e il consumo di cannabis light. Il testo, all’art.1 punto 4, fa sottostare infatti “la coltivazione delle piante di cannabis ai fini della produzione di foglie e infiorescenze o di sostanze attive a uso medicinale” al Testo Unico sugli stupefacenti, a prescindere quindi dal livello di Thc (il principio attivo della cannabis).

Referendum sulla cannabis, a che punto siamo?

Tuttavia, se da un lato il decreto interministeriale sembra porre un freno al commercio della cannabis light, dall’altro si continua ancora a parlare del referendum sulla cannabis legale. Dopo aver ottenuto il via libera dalla Cassazione che ha riconosciuto le oltre 600mila firme digitali, adesso c’è attesa per la decisione della Corte costituzionale. La Camera di consiglio è stata fissata il prossimo 15 febbraio.

Festival, la prima serata

Ornella Muti (66 anni) con Amadeus (59 anni), insieme sul palco dell'Ariston per la prima serata di Sanremo

Ornella Muti (66 anni) con Amadeus (59 anni), insieme sul palco dell’Ariston per la prima serata di Sanremo

Si alza il sipario questa sera sulla 72esima edizione del Festival di Sanremo: 12 big in gara, il ritorno dei Maneskin, la dance dei Meduza, la sorpresa Berrettini e naturalmente Fiorello.
Sul palco come co-conduttrice (e non come velina) Ornella Muti, “donna viscerale che dietro la bellezza ha una bellissima testa: apriremo con lei – dice ancora Coletta – per omaggiare il cinema, settore forse di più della tv penalizzato dalla pandemia”. L’importante è “la volontà di stare tutti insieme in questo rito collettivo che è Sanremo, in particolare la prima serata”, l’auspicio del direttore di Raiuno Stefano Coletta, a poche ore dal via della kermesse canora che si augura seguita da “un pubblico più largo possibile”.
Ornella Muti, torna sul  tema del suo sostengo l’uso terapeutico della cannabis: “Spingo l’aspetti terapeutico della cannabis, non spingo assolutamente l’aspetto ludico della canna: mi spiace della polemica, addirittura pensano che io giri per il backstage donando canne, è triste, mi rendo conto che il cambiamento è difficile”.  “Mi curo omeopaticamente ed è una mia scelta, che grazie a Dio non è vietata – aggiunge l’attrice – ma ci sono testi e persone più giuste di me per parlare di questi temi, dell’uso della cannabis per i bambini epilettici, le persone malate: non è che un bambino debba fumare una canna, la cannabis è una pianta che dà oli, estratti, è una scelta del paziente se usarla o no. Mia mamma ha avuto anni difficili prima di morire e non sono riuscita a dargliela, ho dovuto rimpinzarla di psicofarmaci che annebbiano la coscienza, l’ho persa senza poterle dire ciao perché non mi riconosceva più”. “Ognuno deve fare quello che si sente, io mi sento bene così, mi spiace che venga confuso, tutto qua”, conclude.