Sanremo, Giusy Ferreri con “Miele” crea un atmosfera retrò: “In attesa del ritorno di un amore”

La cantante siciliana, alla sua quarta partecipazione al Festival, ha proposto un brano originale e dal sapore d'altri tempi. In alcuni parti dell'esibizione ha sorpreso il pubblico utilizzando anche un megafono vintage per trasformare la sua voce

Miele è una parentesi musicale romantica dal sapore retrò – dichiara Giusy Ferreri sul brano in gara al 72esimo Festival della Canzone, il suo quarto Sanremo –. Quando lo canto mi sembra di vivere uno spostamento spazio-temporale, come un magico e dolce viaggio nell’attesa del ritorno di un amore“.
Giusy Ferreri ha proposto, durante la prima e la terza serata di festival, martedi intorno alla mezzanotte e oggi per prima, l’esecuzione di Miele sul palco dell’Ariston, utilizzando in due momenti del brano un megafono vintage per trasformare la sua voce e allo stesso tempo per trasportare da subito gli ascoltatori nel mood retrò del brano. Accanto al direttore d’orchestra, inoltre, è stato posizionato un grammofono d’epoca, altro elemento che ha contribuito a far immergere lo spettatore nell’atmosfera d’altri tempi del brano, scritto da Takagi & Ketra, Federica Abbate e Davide Petrella.

La classifica provvisoria della prima serata, frutto del voto della sala stampa, le assegna il decimo posto

Giusy Ferreri a Sanremo con il brano “Miele”

“Devo ammettere che, quando arriva il momento della classifica talvolta risulta demolitorio. Non mi immaginavo solo decima, ma ci sta. Per quanto avessi pensato questo come un brano orecchiabile e originale, forse non è arrivato. Magari ci si aspettava qualcosa di diverso da me. Ma ho sempre amato spiazzare, arrivare sempre con qualcosa che non ci si aspettava. Così ho fatto anche nel 2011 con Il mare immenso, una ballata rock che era un controcanto alla mia fase pop retrò. Non so se è questione di fare meglio o peggio, sono scelte. Alcune portano bene. Altre penalizzano un po’. A me sembrava la scelta migliore arrivando da brani molto orecchiabili e solari come le hit estive. Miele poteva essere un aggancio giusto perché arriva, è orecchiabile, ma non è prettamente ruffiano, è un brano ricco di immediatezza e originalità”.

Rispetto alla canzone, quanto c’è di autobiografico nella frase la vita è una lama che sa di miele?

“Mi piace immaginare qualcosa che arrivi di molto forte: l’amore è un sentimento così forte che deve puntare al positivo, ma quando inizia a farci male è come una lama tagliente, che sa di miele. In realtà poi ho pensato che fosse un’immagine che rappresentava le persone che hanno sofferto il distacco in una relazione molto importante, soprattutto in un periodo così lungo di pandemia, in cui il lockdown ha separato anche tante coppie giovani che hanno subito una forte interruzione, poi magari si sono ritrovati”.

Come mai sul palco ha usato il megafono?

Il 18 febbraio uscirà l’album Cortometraggi, che contiene il brano presentato al Festival

“È stata una scelta artistica molto mirata. Il brano è stato concepito con sonorità che rimandano a un mondo retrò dove la voce sembra arrivare da un grammofono. Il megafono nautico è lo strumento migliore per riprodurre questo tipo di effetto vintage. Mi piaceva come cornice per riferirlo a ‘Cortometraggi’ il mio nuovo album che esce il 18 febbraio e ha un sapore cinematografico in cui il megafono sta alla perfezione. Nell’album c’è anche un brano in omaggio a Federico Fellini che ha scritto per me Diego Mancino e tanti altri brani ricchi di versatilità, come se fossero tantissimi piccoli film, come il bellissimo brano che mi ha donato Marco Masini, che si intitola Il diritto di essere felice oppure Cuore sparso, che ha la firma di Giovanni Caccamo. Hanno sempre da raccontare qualcosa di molto intenso e mai banale”.

Nella serata delle cover proporrà Io vivrò di Battisti?

“Avevo intenzione di omaggiare un brano italiano, ho scelto questo perché è molto intenso ed è un capolavoro della musica italiana, con una vena malinconica da quella di Miele. Sono due approcci vocali e due sonorità totalmente differenti. Io vivrò avrà un arrangiamento soft rock e accanto a me ci sarà Andy dei Bluvertigo alla sua piattaforma, che comprende mellotron, synth, sax, e creerà atmosfere molto ricercate. Con Andy siamo molto amici e abbiamo un buon feeling sul palco”.