Liguria, a caccia con arco e frecce. Ambientalisti: "Esercizio di crudeltà"

Stagione più lunga e modalità venatorie ampliate. La proposta del consigliere regionale della Lega Alessio Piana fa discutere e l'organizzazione Gaia attacca: "Gli animali patiranno una sofferenza indicibile"

di DOMENICO GUARINO -
7 agosto 2023
caccia con l'arco

caccia con l'arco

Sherwood? No, Liguria! L'abilità di scagliare frecce alla Robin Hood tornerà ad essere una skill particolarmente ambita, ma non più dalle parti di Nottingham, bensì nelle placide valli affacciate sul bellissimo mare che turisti da ogni parte del mondo si contendono metro metro ogni estate. È il regolamento, bellezza! Per la precisione, si tratta di un emendamento al calendario venatorio, che da una parte estende la durata della stagione, consentendo di cacciare i cinghiali in tutto l'anno, dall’altra dà facoltà di farlo anche con “arco e frecce”.

La caccia con arco e frecce

Sembra una favola, di quelle un po' truculente a dire il vero, stile fratelli Grimm, e invece si tratta di pura cronaca dei nostri giorni. Una specie di ritorno al futuro, pardon, al passato, verso quei secoli in cui frecce, archi, balestre e compagnia cantante, rappresentavano un validissimo supporto per le attività umane, specie quelle più cruente.
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Cinghiale ucciso con una balestra

In un’epoca di intelligenze artificiali, possiamo dire insomma che l’homo liguris preferisce rispolverare usi e costumi diffusi in età che volgarmente si definiscono 'barbariche'. La proposta, che si allinea al Piano nazionale per il contenimento della fauna selvatica, è del consigliere regionale della Lega Alessio Piana e prevede inoltre l’estensione della stagione venatoria per caprioli e daini e l’introduzione del cervo e del muflone tra le specie catturabili.

La protesta degli animalisti

Immediata la reazione da parte delle associazioni animaliste del Paese, che hanno definito questa evidente liberalizzazione della caccia una "barbarie legalizzata". Sono state queste le parole dell’organizzazione Gaia-Animali e Ambiente e Animalisti Genovesi, che descrive il provvedimento della Giunta regionale ligure come "espressione della parte più retriva del mondo venatorio". Non sono le concessioni venatorie a preoccupare i rappresentanti delle organizzazioni quanto l'indicibile sofferenza che gli ungulati patiranno per queste modalità di cattura.
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L'associazione Gaia protesta contro le nuove regole, definendo la pratica una "Barbarie legalizzata"

Senza contare i pericoli per l'incolumità pubblica: quanti saranno, infatti, i provetti arcieri veramente in grado di maneggiare armi letali, che all’improvviso si abbandoneranno alla fascinazione dell’arciere, avventurandosi con il corredo di faretre e frecce lungo i sentieri e le stradine della Liguria? Secondo le associazioni Gaia Animali & Ambiente e Animalisti Genovesi la pratica è un "esercizio di crudeltà" in quanto l’animale colpito dalla freccia non muore sul colpo, ma attraverso una lenta e dolorosa agonia: il decesso arriva infatti per dissanguamento o perché colpito da altre frecce. Inoltre le associazioni sostengono che l’allungamento dei periodi di caccia ai daini e ai cinghiali sia rischioso perché molte persone frequentano le campagne durante tutto l’anno.

La campagna contro le nuove regole e la replica di Piana

Le associazioni hanno organizzato una campagna di mail bombing, cioè un invio massivo di mail alle caselle di posta della Regione Liguria, per protestare contro le nuove regole. "Non siamo più nella preistoria e almeno qualche base etica comune dovrebbe sussistere, come non infliggere a nessuno sofferenza non necessaria", si legge nella mail. "La delibera approvata non rispetta questa base: i cacciatori con quest'arma non sono tutti campioni olimpici ed è facile ipotizzare situazioni con animali trafitti da una freccia che vagano e agonizzano per giorni".
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È stata lanciata una campagna di mail bombing per protestare contro il Consiglio Regionale della Liguria

Il consigliere Alessio Piana ha risposto alle critiche sostenendo che la caccia è indispensabile per tenere sotto controllo la diffusione degli animali, in particolare dei cinghiali. Nei primi sette mesi del 2023 in Liguria sono stati abbattuti 1.744 cinghiali, di cui 300 soltanto nel territorio della città di Genova, quasi il doppio rispetto ai 900 dello scorso anno. "Chi, negli anni Venti del XXI secolo, rilancia per legge la caccia con arco e frecce, che produce inutili e gravi sofferenze per gli animali, merita l’appellativo di barbaro'” ha commentato l’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente, presieduto dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla, che si è rivolto alla Regione Liguria chiedendo di tornare sui propri passi.