Ulivi, una maxi operazione per salvare 100 giganti dalla Xylella

Ha preso il via una maxi operazione di innesto che sottrarrà alla morte il primo lotto di esemplari monumentali: "Un pezzo della storia di quel territorio e per la produzione di olio"

di DOMENICO GUARINO -
26 aprile 2023
Alberi millenari nella piana degli ulivi monumentali tra Fasano e Monopoli in Puglia

Alberi millenari nella piana degli ulivi monumentali tra Fasano e Monopoli in Puglia

Vi ricordate la Xylella? Il pericoloso batterio che attacca gli ulivi assurto agli onori delle cronache per le eradicazioni massicce di piante secolari in Puglia ? Bene: la notizia cattiva è che non se n’è mai andato via. Quella buona è che ha preso il via una maxi operazione di innesto che salverà i primi 100 ulivi monumentali. Se infatti sulla stampa la vicenda sembra essere scomparsa, la terribile malattia non accenna ad arrestare la sua avanzata, come testimoniano anche i dati del Piano di Monitoraggio della Regione Puglia. La novità è che è da poco è partito un progetto che, grazie ad una maxi operazione di innesto, si propone di salvare le piante della zona infetta di Brindisi, importanti non solo in quanto sono un pezzo della storia di quel territorio e per la produzione di olio, ma anche sotto il profilo della lotta al cambiamento climatico. L’esperimento viene effettuato nella zona di Carovigno, grazie alla promozione di Ikea Italia, Unaprol, Coldiretti, AzzeroCO2 nell’ambito della Campagna nazionale Mosaico Verde e a cui hanno partecipato Cnr e Legambiente Puglia. Ma va da sé che, qualora avesse successo, il modello potrebbe essere esportato anche in altre zone. Le piate da salvare appartengono alla categoria dei giganti millenari: si stima che alcune potrebbero addirittura avere un’età fino a 3.000 anni, con circonferenze che superano i 10 metri.
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biettivo, salvare gli ulivi secolari pugliesi e a dare respiro e forza agli agricoltori locali

Una ricchezza dal punto di vista storico e turistico sino ad oggi mantenuta in vita soprattutto grazie all’impegno di generazioni di agricoltori, anche a prezzo di sacrifici considerevoli. C’è da considerare infatti che la gestione di un ulivo monumentale è molto Il principio cui si ispira il progetto è quello della ‘convivenza’ e della ‘resilienza’. Se non esistono cure per salvare gli ulivi infetti da Xylella, unica strada infatti è quello dell’innesto con varietà resistenti per salvaguardare almeno gli ulivi millenari. La pratica di innesto e sovrainnesto, con varietà resistenti e tolleranti, a seguito di una potatura che elimini tutta la massa vegetale esposta all’inoculo, si è dimostrata una pratica veloce ed economica che consiste nell’unire due organismi vegetali viventi per mezzo di una saldatura biologica, di cui la nuova parte aerea fruttifera ne modifica così la varietà. La speranza è che questa strada porti i suoi frutti e riesca a salvare gli ulivi secolari pugliesi e a dare respiro e forza agli agricoltori locali.

La richiesta del Coordinamento di Agrinsieme

Un commissario straordinario ad acta in grado di governare gli attuali strumenti finanziari e tutte le azioni necessarie messe in campo, al fine di accelerare l’uscita dall’emergenza e gestire in maniera programmatica il ripristino del patrimonio olivicolo perso e la gestione di quello indenne. E’ la richiesta avanzata con forza dal Coordinamento di Agrinsieme durante l’audizione indetta dalla commissione Agricoltura della Camera dei deputati in merito all’indagine conoscitiva avviata dalla stessa Commissione sull’emergenza Xylella fastidiosa in Puglia.
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Una croce di colore rosso tracciata su alcuni ulivi infettati dalla 'Xylella fastidiosa' (Ansa)

‘’Riteniamo tale provvedimento - ha affermato Luca Lazzàro, di Confagricoltura, intervenuto a nome di Agrinsieme - non più procrastinabile. Il commissario straordinario dovrà essere immediatamente operativo e, seguendo il modello della Zone Economiche Speciali, dovrà essere accompagnato da un’adeguata struttura sul territorio pugliese e da strumenti di natura fiscale e contributiva che possano agevolare la ripresa dell’occupazione nell’area". "Si ricorda infatti - prosegue - la perdita di circa 30.000 posti di lavoro a causa dell’avanzata del batterio. Con adeguati strumenti utili alla rigenerazione produttiva in Puglia, coadiuvati da procedimenti autorizzativi e burocratici snelli e veloci, si potrebbe dare nuovo slancio all’area colpita’’.

L'iter necessario

"Tali iter - ha precisato il Coordinamento - dovranno inoltre servire a incidere sulla gestione della sputacchina, che va necessariamente contrastata pulendo i cigli stradali e le aree pubbliche e intervenendo per garantire la pulizia dei terreni in stato di abbandono. Un primo passo è stato fatto con la misura contenuta nel Milleproproghe, relativa agli interventi a favore del comparto olivicolo colpito dalla Xylella fastidiosa per l’annualità 2023" Con una proposta che aveva come obiettivo anche una ricomposizione fondiaria e una rigenerazione dei territori interessati dall’evento patogeno. "In tema di ricerca e innovazione - ha concluso Agrinsieme - è necessario che il Commissario straordinario abbia tra i propri compiti quello di coordinare la ricerca scientifica, da attuarsi anche sul patogeno, facendo sì che tutte le università e gli enti di ricerca lavorino all’unisono a progetti che abbiano ricadute pratiche in termini di rallentamento del contagio".