Network delle città costiere: anche in sette comuni italiani si adotta la pratiche ‘anti-plastica’

Tre stati, Italia, Libano e Tunisia, uniti nel progetto "Common". Obiettivo comune è la riduzione del 'marine litter' in 5 aree pilota, pianificando l’uso e il monitoraggio delle risorse e utilizzando un approccio partecipativo

Dalle scuole plastic free agli impianti erogatori di acqua di qualità, dalla gestione sostenibile del turismo nelle aree protette ai presidi slow food: sono già 15 le buone pratiche raccolte dalla rete Common. Si tratta di un progetto di cooperazione finanziato da Eni Cbc Med che vede vede coinvolti Legambiente, l’Università di Siena, l’Istituto Nazionale di Scienze e Tecnologie del Mare di Tunisi, il Ciheam Bari, l’ong libanese Amwaj of the Environment, l’Università di Sousse e la riserva naturale di Tyre, in Libano, riunite intorno all’obiettivo comune della riduzione del marine litter in 5 aree pilota, pianificando l’uso e il monitoraggio delle risorse e utilizzando un approccio partecipativo, con l’ambizione di testare un modello potenzialmente trasferibile a tutto il bacino mediterraneo.

Il Network delle Città Costiere raccoglie 7 comuni italiani dove si sperimentano buone pratiche per la riduzione dei rifiuti di plastica

In Italia sono 7 i comuni che hanno già aderito, presentando le proprie schede, in particolare sulla riduzione della produzione dei rifiuti e sulla  gestione di questi durante le attività di pesca. Quattro sono toscani (Castiglione della Pescaia, Grosseto, Follonica, Scarlino) e 3 quelli pugliesi (Taranto, Porto Cesareo e Castro). Fanno parte del Network delle Città Costiere, una rete di buone pratiche già introdotte nel territorio italiano, che da oggi saranno a disposizione di chiunque voglia replicarle.

“Siamo molto soddisfatti del percorso intrapreso in Maremma, che si conferma territorio attento alle criticità ambientali legate al marin litter e alla gestione dei rifiuti e, per questo, aperto a percorsi virtuosi” spiega Valentina Mazzarelli coordinatrice del progetto per l’area pilota Maremma.

Sono 15 le buone pratiche raccolte dalla rete Common di cui fa parte anche l’Italia 

“In più di un anno e mezzo, Common ha creato non solo occasioni di confronto reciproco, ma soprattutto di ascolto rispetto alle diverse istanze presenti ai tavoli virtuali: quelle degli enti, dei pescatori, del settore turistico balneare. Da questi momenti sono altresì nate nuove progettualità che hanno dato importanti risultati che si aggiungono all’altrettanto importante lavoro di sensibilizzazione e informazione che il progetto ha rivolto alle scuole, con il contest We are all Med, e ai cittadini e turisti, con la campagna Beach Clean“.

Tutte le buone pratiche messe a disposizione dei territori saranno raccolte nella piattaforma www.commonproject.it, nella sezione “Coastal Cities Network”, che nelle prossime settimane vedrà la partecipazione dei comuni libanesi e tunisini, i due Stati coinvolti insieme all’Italia, nel progetto Common. Far parte della rete è semplicissimo, basta scrivere all’indirizzo e.scocchera@legambiente.it raccontando allo staff del progetto la buona pratica da condividere.