Sofia Viscardi, 23 anni, youtuber mito degli adolescenti: “Con ‘Venti’ voglio aiutarli nell’età dei dubbi. E ad essere ‘educati’ sul web”

Un milione e mezzo di followers, centomila copie di 'Succede' il libro che diventerà film. "Da mia sorella di 15 anni capisco che gli adolescenti attuali sono già diversi da me, non nativa del web. La nonna m'insegna che i ragazzi sono gli stessi di sempre, cambia solo il modo di raccontarsi ". "Amo il confronto, per questo faccio parte di Luce!"

Sofia Viscardi, classe ’98, È diventata un mito tra le (e gli)  adolescenti. Forse perché, fresca dei suoi 23 anni parla lo stesso linguaggio e sa farlo bene, o forse anche perché è riuscita a trovare una via preferenziale per arrivare a loro, scegliendo gli argomenti giusti di cui parlare. Emozioni, paure, momenti di crisi come la scelta dell’università, il distacco dai genitori, le insicurezze e i primi amori. Insomma, quelli che affliggono ogni teenager. Sofia è diventata youtuber all’età di 15 anni, per caso. Ha iniziato a raccontare la sua vita, dalla scelta dei vestiti per uscire, alla scuola, alle amicizie e così via. E da allora non si è più fermata fino a raggiungere qualche anno fa un milione e mezzo di follower su Instagram, 500 mila su Twitter, una rubrica in tv, il primo posto ai Web Show Awards 2016 e più di 100 mila copie vendute del primo libro intitolato ‘Succede’ da cui è stato tratto un film.
Insieme a un team di ragazzi ha poi lanciato ‘Venti’, un nuovo format che è diventato un canale Youtube, intitolato ispirandosi proprio a quell’età difficile in cui non si è ancora adulti, ma nemmeno adolescenti. Uno spazio di confronto dove si parla di tutte le paure, gli sbagli, i desideri che si hanno in questo periodo della vita. Sofia Viscardi è entrata a far parte del comitato scientifico di Luce!

Avevi le idee chiare su cosa volevi fare da grande?
“In realtà no, ma come non l’avevo anni fa non l’ho neanche oggi, nel senso che non mi precludo nulla e penso a portare avanti i miei progetti attuali come ‘Venti’ sul quale io e gli altri abbiamo investito tanto. È chiaro che nella vita non si può mai sapere. Oggi abbiamo un canale Youtube attraverso il quale facciamo comunicazione dal basso, magari tra sei anni ci sarà qualche altro progetto”.

Come hai iniziato?
“Guardavo tanti video e ho visto che potevo farli. Youtube è una piattaforma alla portata di tutti e io sono una grande chiacchierona. Il primo video che ho fatto è stato con una mia amica, era un filmato dove ci presentavamo e raccontavamo cose della nostra vita”.

Il segreto del successo dei tuoi video?
“Guarda, in realtà non saprei dirtelo. Credo sia dovuto a tanti fattori insieme, come ad esempio il fatto che ho iniziato nel momento giusto e ho una dialettica che in questo caso funziona”.

Quali difficoltà hai incontrato in questo percorso?
“Quando ho iniziato ero inconsapevole di cosa significasse autorappresentarsi così tanto. Inizialmente raccontavo ogni singolo momento della mia giornata. Ho vissuto l’adolescenza con un milione di persone che sapevano sempre quello che facevo. Non è per forza una cosa negativa, ma solo dopo ho capito che era meglio non continuare a farlo così tanto. Questo anche perché magari uno tende a scegliere determinati lati di sé da poter mostrare agli altri, ma non sono solo quelli poi in realtà che ti caratterizzano”.

E il rapporto con te stessa?
“All’inizio stavo ora a riguardare i video, a editarli, ad analizzare il mio viso fino a che a un certo punto non lo sopportavo più. Finché con il tempo sono maturata, ho cominciato a capire chi ero e cosa mi piacesse fare”.

Parlami di Venti.
“Quando finii il liceo e avevo già un buon seguito su Youtube, dovevo decidere cosa fare nel mio futuro. Ed è stato allora che ho incontrato Irene Preziosi, un incontro fortunato prima di tutto dal punto di vista personale. Lei è riuscita ad essere per me quello che ‘Venti’ dovrebbe essere per chi lo segue: una sorta di guida in un’età, come i vent’anni, piena di momenti particolari e decisioni importanti. Ad un certo punto in un momento di condivisione molto intenso, ho pensato che sarebbe stato bello avere uno spazio di confronto in cui parlare, libero di pregiudizi, in cui chi ha 20 anni può trovare alcune delle risposte che cerca, declinate in modo congeniale per la sua età. E così lo abbiamo fatto”.

Sono cambiati – e quanto – gli adolescenti, rispetto a quando lo eri tu?
“Parlando per esperienza personale, avere una sorella di 15 anni mi ha fatto riflettere sul fatto che gli adolescenti di oggi abbiano strumenti in più rispetto a noi che non siamo propriamente nativi digitali, ma lo siamo diventati dopo. Abbiamo dovuto prima imparare a navigare in internet per poi utilizzarlo al meglio. Loro, da questo punto di vista sono stati più fortunati perché oggi tante informazioni sul web sono sicuramente più accessibili, rispetto a quando ho iniziato io”.

E il rapporto con i genitori? Quanto sono distanti dal mondo dei loro figli?
“Io credo che questo tema faccia parte della storia del mondo, nel senso che mio nonno mi diceva sempre che la società è la lotta dei figli contro i padri e dei padri con i loro padri e così via. A me è successa una cosa che mi ha fatto riflettere molto: ho scritto due romanzi e quando mia nonna ha letto il primo, ‘Succede’, mi ha detto queste parole che per me sono state una rivelazione. ‘È emozionante vedere che alla fine siete uguali a noi, provate le nostre stesse emozioni, soltanto che ve le comunicate in modo diverso’. Io invece ero convinta di aver scritto delle cose che loro non avrebbero capito. Per questo non credo che i problemi che possono esserci nella vita di un adolescente siano circoscritti al rapporto con i genitori”.

Cosa ti ha spinto a far parte del comitato scientifico di ‘Luce’?
“Io e il team di Venti apprezziamo iniziative come Luce! perché inclusione e diversità ci stanno a cuore e il confronto è il nostro mezzo preferito. Crediamo di poter dare un contributo importante e che possa tornarci indietro qualcosa di bello”.

Come hai affrontato i commenti negativi che ti sono arrivati in questi anni sui social?
“Sono fortunata perché ho una personalità ben corazzata, grazie alla mia famiglia che mi ha dato sempre tanta forza. Da una parte non ho mai vissuto in modo problematico la condizione di essere molto amata e molto criticata per via del mio carattere. Dall’altra parte è chiaro che non è bello ricevere commenti offensivi. Però non ho mai odiato chi mi ha offesa. Penso che impartire un’educazione digitale sia un ottimo punto di partenza ed è una cosa che vorremmo fare con Venti. Il web è una nuova realtà che stiamo abitando e allo stesso modo in cui per strada se urto qualcuno chiedo scusa, o magari non insulto una persona per come è vestita, così sui social devo comportarmi in modo educato. Sembra facile da capire, ma non è cos’è facile metterlo in pratica. In rete manca il contatto fisico e quindi c’è bisogno di insegnamenti da questo punto di vista soprattutto nelle scuole. L’educazione è anche l’arma migliore per combattere il bullismo online. A me piacerebbe aiutare chi è vittima di questi attacchi, ma anche chi ne è responsabile per fargli capire che sta sbagliando”.