Chiamamifaro, tra "MA MA MA" e la complessità del presente (anche discografico)

L'artista ventenne Angelica Gori: "La musica è ancora fatta da uomini. Vedo del movimento e credo che ci sarà sempre più spazio per le donne in questa industria complicata"

di MARGHERITA AMBROGETTI DAMIANI -
10 maggio 2023
Angelica Gori in arte Chiamimifaro (Instagram)

Angelica Gori in arte Chiamimifaro (Instagram)

Sulle piattaforme la trovate sotto il nome di Chiamamifaro. Ha vent’anni e lo sguardo maturo ma ancora privo di sovrastrutture che troppe giovani donne d’oggi hanno irrimediabilmente perso. Si chiama Angelica Gori, è bergamasca di nascita e ci ha abituati sin da “Pasta rossa”, il suo singolo di debutto, a successi in termini di numeri davvero notevoli. La sua è una musica capace di arrivare a tutti, senza chiedere il permesso.
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La cantautrice Angelica Gori (Instagram)

In Chiamamifaro non c’è complessità artificiale ma una profondità leggera e afferrabile. Dallo scorso 28 aprile è disponibile “MA MA MA”, il suo nuovo singolo per Columbia Records/Nigiri. Impreziosito dalla produzione di Marco Paganelli (Pinguini Tattici Nucleari, Gianni Morandi, Laura Pausini e molti altri) e CELO (Beatrice Quinta, Ernia), “MA MA MA” è un brano orecchiabile, coinvolgente, liberatorio. Angelica torna a parlare del quotidiano mettendone al centro l’incertezza, la precarietà, le contraddizioni. Una racconto esistenziale contemporaneo che descrive fedelmente lo stato d’animo di chi, nonostante tutto, prova a farcela.
 
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È la storia personale di un amore finito che ne contiene - e custodisce con cura - mille altre e la narrazione collettiva di un Paese in bilico tra passato e futuro. Chiamamifaro è però, prima di tutto, una (giovane) artista donna che si sta facendo largo con sicurezza in un mondo in cui, a contarli, gli uomini vincono a tavolino. Di cosa significhi davvero la combo giovane + donna, di quanto la sua musica sia graffiata dal contesto sociale in cui è inserita e di “MA MA MA” ne abbiamo parlato con l’artista in persona.
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Dallo scorso 28 aprile è disponibile “MA MA MA”, il nuovo singolo per Columbia Records/Nigiri (Instagram)

Giovane, donna, cantautrice

La sua è una delle voci più interessanti e sincere degli ultimi anni e, senza chiedere il permesso, è riuscita a farsi largo in un panorama musicale composito. Con i suoi pezzi racconta storie di vita quotidiana con parole semplici e profonde, leggere e acute, che dimostrano talento, passione e impegno. A che punto è del suo personalissimo cammino? "È difficile dirlo, la cosa positiva e negativa allo stesso tempo di essere così giovane è che ogni giorno mi sento un po’ una persona diversa. In questo nuovo percorso di scrittura che sto affrontando, ora che ho chiuso il mio primo album e che sto avvicinandomi al secondo, sto cercando di dare spazio a queste personalità. Sto utilizzando anche sound che non avevo ancora esplorato nel primo album. La cosa che mi tiene ancorata e che sicuramente sarà una costante è quella di scrivere di storie, sempre. Di cercare sempre di dare alle canzoni una sfumatura in più, un secondo piano di lettura. E mentre lascio che prenda forma questo secondo album so che farò sempre del mio meglio per scrivere delle belle canzoni, che possano parlare un po’ a tutti".
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L'ultimo singolo "MA MA MA" è un brano orecchiabile, coinvolgente, liberatorio (Instagram)

In un pezzo canta "Credevamo nel non chiedere mai". Ci crede ancora? "Sì. È qualcosa che fa sicuramente parte dell’essere giovane e che mi tengo stretta stretta finché posso. Quella sensazione che tutto sia possibile, pure cambiare il mondo se ci crediamo abbastanza. Nelle canzoni lo uso spesso, la trovo una cosa generazionale e molto cinematografica. A volte inserisco una piccola narrazione interna, molto spesso solo abbozzata - come nel caso di addio sul serio - lasciando a ognuno la possibilità di completarla a proprio piacimento. A questa narrazione cerco sempre di dare una sfumatura di disillusione e nostalgia. Sono sempre stata affascinata da film come 'C’eravamo tanto amati' o 'Il laureato': storie di persone normali che però sono il simbolo di intere generazioni, ognuna coi suoi sogni poi regolarmente falliti".
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I pezzi dell'artista raccontano storie di vita quotidiana con parole semplici e profonde, leggere e acute, che dimostrano talento, passione e impegno (Instagram)

Donne, giovani, musica

Il dibattito su generi e generazioni è un cantiere aperto h24. Molto nella società deve cambiare, a partire dal mondo del lavoro che fa fatica a stare al passo della società che cambia. Il settore della discografia è un luogo accogliente per donne (e) giovani? "Questo è un tema che mi appassiona, su cui mi ritrovo a riflettere molto spesso. Trovo che da donna sia tutto un po’ più complicato. La musica è ancora, e questo è un dato di fatto, fatta da uomini. E questo fa sì che per delle donne giovani e con poca esperienza come lo sono stata io iniziando, sia facile sentirsi di poca importanza, e sia molto difficile farsi valere e credere nelle proprie idee. Vedo però del grande movimento e delle grandi artiste che mi fanno sperare che da qui in avanti ci sarà sempre più spazio per le donne in questa industria complicata. E se io posso fare parte, anche nel mio piccolo, di questo cambiamento, ne vado molto fiera".
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In Chiamamifaro non c’è complessità artificiale ma una profondità leggera e afferrabile (Instagram)

Quanto di Angelica e quanto di Chiamamifaro ci sarà nella nuova musica? "Ci sarà tanta Angelica ovviamente, come in tutti i miei pezzi. 'MA MA MA', il mio nuovo singolo fa anche un po’ da apripista a un nuovo progetto, a un nuovo album e un po’ anche a una nuova me, a cui piacciono cose diverse. La cosa bella della musica è che non ti stanchi mai di farla, ci sono talmente tante strade e opzioni da sperimentare che non ci si annoia. E io spero di non annoiarmi mai".
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Chiamamifaro è il nome d'arte della ventenne bergamasca (Instagram)

Angelica Gori ha le idee chiare: i sogni, gli ideali, le passioni muovono il mondo e sarebbe cosa buona e giusta imparare a difenderli. Un esercizio difficile, se messo alla prova senza scudi né difese dalla complessità della società. Un’azione necessaria per far sopravvivere il buono che c’è e che ci permette di poter continuare a sperare in un futuro migliore. E che non si dica che non ci sono più i giovani di una volta.