Spille con il volto di Mao Zeodong: due cinesi medaglia d’oro nel ciclismo sotto inchiesta per messaggio politico

L'effigie del Grande Timoniere rappresenterebbe una violazione dell'articolo 50 della Carta olimpica, che proibisce simboli politici sul podio. Recentemente il divieto si è ammorbidito in seguito allo sviluppo del movimento Black Lives Matters

Alla premiazione con le spille raffiguranti Mao Zeodong sulla tuta, il Cio chiede chiarimenti. Le atlete cinesi Bao Shanju e Zhong Tianshi, oro nel ciclismo su pista, sono finite sotto inchiesta da parte del Comitato olimpico internazionale.

L’effigie del Grande Timoniere è una potenziale violazione dell’articolo 50 della Carta olimpica, che vieta di mettere in mostra simboli politici, nonostante un recente allentamento della regola che permette agli atleti di inginocchiarsi sul terreno di gara, come simbolo della lotta al razzismo.

Bao Shanju (a destra) e Zhong Tianshi festeggiano la conquista del’oro nella velocità donne di ciclismo

Il portavoce del Cio, Mark Adams, citato dall’agenzia Reuters, ha confermato di avere contattato il Comitato Olimpico cinese per avere spiegazioni sul gesto. “Stiamo indagando sulla questione”, ha aggiunto. Non è esclusa una penalizzazione per violazione dell’articolo 50 della Carta olimpica, che vieta agli atleti gesti o simboli politici sul podio e durante le gare. A partire da questa edizione dei Giochi, il Cio ha concesso agli atleti la possibilità di veicolare messaggi politici ma solo in alcune circostanze e sedi: durante le interviste, sui social network e nelle cosiddette ‘zone miste‘, cioe’ le aree in cui gli atleti fanno dichiarazioni dopo le gare, ma non nelle zone dove si svolge la competizione ne’ durante le cerimonie di premiazione.

I nomi delle due cicliste cinesi si aggiungono a quello dell’atleta statunitense sotto indagine Raven Saunders (leggi l’articolo), medaglia d’argento al lancio del peso, che ha formato una “X” con i polsi incrociati sopra la testa, gesto da lei spiegato come un segnale di sostegno agli oppressi. Per il Comitato olimpico degli Stati Uniti il gesto della Saunders non è in violazione delle regole, ma solo “un’espressione pacifica per la giustizia sociale e razziale rispettosa degli avversari”.