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Mondiali 2022, Koulibaly omaggia il campione del Senagal morto di Sla e le vittime di Ischia

di
Marianna Grazi
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La qualificazione agli ottavi di finale – che mancava da 20 anni – e un pensiero speciale, anzi due. Per la nazionale di calcio del Senegal quella di martedì 29 novembre è stata una giornata davvero particolare. Impegnata nello scontro con l’Ecuador per tornare a qualificarsi a una fase a eliminazione diretta di un Mondiale, la squadra, dopo un avvio di partita difficile, si è aggiudicata la vittoria per 2-1, passando il turno dei gironi del gruppo A insieme all’Olanda. La selezione di Aliou Cissé ha battuto i sudamericani, ma soprattutto è stata protagonista di un momento molto emozionante, per l’omaggio di tutti i giocatori e in particolare dell’ex calciatore del Napoli Kalidou Koulibaly, che indossava per l’occasione la fascia da capitano, a un ex importante della loro Nazionale.

L’omaggio alla leggenda del passato, Bouba Diop

Il Leone della Teranga è stato protagonista del guizzo decisivo per partita, quando la delegazione senegalese si è trovata nel massimo momento di difficoltà al pareggio degli avversari, con un tiro al volo di destro dopo un rimpallo che ha consegnato gli ottavi di finale alla selezione africana. In conferenza stampa il difensore del Chelsea ha dichiarato: “Sono davvero felice per il mio primo gol in Nazionale. È un momento emozionante, abbiamo lottato e siamo riusciti a vincere”. E l’emozione è cresciuta ancora di più quando il pubblico ha notato la scritta a pennarello sulla fascia da capitano che indossava. Koulibaly vi ha tracciato il numero 19: una cifra simbolica perché la stessa che aveva scritta sulla maglia il centrocampista del Senegal Pape Bouba Diop ai Mondiali Corea-Giappone 2002, quando gli africani passarono il girone grazie a tre suoi gol. “Questa vittoria e il premio di man of the match sono per la famiglia di Papa Bouba Diop – ha spiegato il difensore in conferenza stampa -. Volevamo commemorare il grande giocatore che era. È una leggenda del calcio senegalese, ha fatto sognare tutti noi”. Bouba Diop, un personaggio amatissimo nello Stato, è morto a novembre 2020 a causa della sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Per questo in un incontro decisivo come quello con l’Ecuador è stato significativo l’omaggio del campione di oggi a una leggenda del passato. Sugli spalti, già durante il match, era comparso anche uno striscione con scritto “Il vero leone non muore mai“, lo slogan scelto per ricordare il vecchio bomber, comparso prematuramente. “Ci abbiamo sempre creduto, questo ha fatto la differenza” ha aggiunto parlando dell’impresa compiuta dalla sua nazionale, che ha dovuto rinunciare già alla vigilia al bomber Sadio Mané, uno dei calciatori più rappresentativi infortunatosi prima della partenza per il Qatar. “Siamo un gruppo, siamo una squadra, siamo fratelli”.

Solidarietà alle vittime di Ischia

L’esultanza di Koulibaly con i compagni di nazionale. In conferenza stampa il campione ha ricordato le vittime del nubifragio a Ischia

Nel post partita, poi, il capitano del Senegal si è reso nuovamente protagonista in conferenza stampa di un momento commovente. Il calciatore ha speso alcune parole di supporto per l’isola di Ischia, recentemente teatro di una devastante alluvione, che ha portato a 8 morti: “Ho sentito quello che è successo. Mando un abbraccio a tutti gli ischitani di Napoli e vi mando tanta forza per questo momento molto difficile”. Il pensiero dell’ex giocatore Napoli è andato andato anche alla popolazione di Casamicciola, dopo la sciagura di domenica scorsa: “Ho saputo dei morti che ci sono stati. Ci tenevo a dire forza al popolo di Ischia e di Napoli, la mia seconda casa“.