Stati Uniti, la Corte d’appello di New Orleans ripristina la legge anti-aborto in Texas sospesa

Botta e risposta tra Texas e Governo federale: dopo la sospensione da parte di un giudice su ricorso dell'amministrazione Biden e il conseguente ricorso del procuratore generale Ken Paxton, la corte d'appello ha ripristinato la norma. Ora si attende la prossima mossa di Biden

Legge sull’aborto, ci risiamo. La Corte d’appello federale di New Orleans ha permesso al Texas di ripristinare la controversa norma che vieta la maggior parte delle interruzioni volontarie di gravidanza nello Stato. Entrata in vigore il 1 settembre (ne avevamo parlo QUI), questa legge vieta l’aborto una volta rilevato il battito cardiaco dell’embrione, quindi a circa sei settimane di gravidanza. Troppo presto, per gli oppositori, in quanto la maggior parte delle donne in quel lasso di tempo non ha ancora scoperto di essere incinta.

Il provvedimento, che aveva suscitato l’indignazione e le proteste di migliaia di donne in America, di tante star dello spettacolo (come Uma Thurman, leggi QUI) e dei politici democratici (tra cui l’amministrazione Biden, leggi QUI), era stata temporaneamente sospesa mercoledì da un giudice federale del Texas a seguito di un ricorso del governo. “Questa corte non permetterà che questa scioccante privazione di un diritto così importante continui un altro giorno”, aveva scritto Robert Pitman nella sua decisione. Gli aborti oltre le sei settimane, a seguito del blocco, erano immediatamente ripresi nelle cliniche statali.

Il procuratore generale del Texas Ken Paxton. Ph:Epa/Michael Reynolds

Una decisione che però aveva suscitato la rabbia dell’esecutivo texano, tanto che il procuratore generale, il repubblicano Ken Paxton, ha fatto appello alla Corte federale di New Orleans, una delle più conservatrici del Paese, che si è pronunciata in suo favore. “Grandi notizie stasera”, ha twittato Paxton non appena è stata rilasciata la decisione di ripristinare la legge. “Combatterò gli eccessi del governo federale in ogni momento”, ha aggiunto.

Nella lotta a suon di ricorsi tra Stato e Governo federale la prossima mossa di quest’ultimo potrebbe essere la contestazione della decisione della corte d’appello alla Corte suprema degli Stati Uniti. Quest’ultima, con la sentenza Roe vs Wade del 1973, aveva garantito il diritto delle donne ad abortire, precisando che la decisione  si applica fino a quando il feto non è vitale, cioè intorno alle 22 settimane di gravidanza. Ma negli ultimi anni altre leggi restrittive, paragonabili a quella entrata in vigore in Texas, sono state approvate da una dozzina di Stati conservatori e condannate in tribunale per aver violato tale giurisprudenza.