Strage di koala in Australia: dagli incendi alla desertificazione, c’è sempre la mano dell’uomo

A Capre Bridgewater, l'abbattimento di un’ampia porzione foresta per trasformarla in terreno agricolo ha portato alla morte di decine di esemplari

Quasi 200 gli animali rimasti vittime dell’operazione svoltasi pochi giorni fa a Capre Bridgewater, in una piantagione a circa 400 chilometri da Melbourne. Un proprietario terriero e la sua azienda hanno deciso di abbattere un’ampia porzione foresta per trasformarla in terreno agricolo, coinvolgendo così la fauna presente, tra cui molti koala. Gli esemplari direttamente uccisi dall’operazione sono stati 21, mentre altri 49 sono stati ritrovati dalle autorità in condizioni gravissime. La fame, la disidratazione e le lesioni riportate erano talmente gravi da costringere all’abbattimento.

Sono forse più di 200 i marsupiali che sono rimasti feriti e orfani. Un gesto gravissimo che ha portato alla decisione storica di emettere 250 diversi capi di accusa per l’imprenditore e l’azienda responsabili della strage. Secondo quanto riporta il New York Times, il caso dovrebbe andare a processo a febbraio. La pena per un’accusa di crudeltà sugli animali può arrivare fino a un massimo di 157mila dollari australiani (circa 100mila euro) per un’azienda, e 65mila e 500 o due anni di carcere per un privato cittadino.

Il koala, oltre ad essere un simbolo per l’intera nazione australiana, è una specie animale minacciata, il cui stato è classificato come “vulnerabile” dall’Unione internazionale per la conservazione della natura. Il suo habitat naturale, le foreste di eucalipto (alla base della dieta del marsupiale), è stato devastato dai cambiamenti climatici, dall’inquinamento, dagli enormi incendi divampati nel 2019 e dalla desertificazione. Tutti eventi direttamente o indirettamente ricollegabili all’azione dell’essere umano. La specie è inoltre suscettibile al contagio della clamidia, una malattia sessualmente trasmissibile che in molti casi porta alla morte o rischia di rendere gli esemplari sterili, impedendo il ripopolamento.

In alcune regioni del Paese, secondo gli scienziati, la presenza del koala selvatico è diminuita dell’80%. Andy Meddick, un legislatore dello Stato di Victoria, membro del partito Giustizia per gli animali, ha dichiarato al Nyt: “Sono sollevato che centinaia di capi di accusa siano stati sollevati contro il massacro di Koala di Cape Bridgewater”. Ha inoltre aggiunto: “Ho visitato il luogo di persona e ho visto le conseguenze. È stata una delle cose peggiori che abbia mai visto”.