Corte di Strasburgo: “Il Vaticano non può essere processato per gli abusi sessuali commessi”

La Santa sede, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo, gode dell'immunità sovrana in quanto "ha caratteristiche paragonabili a quelle di uno Stato". Dal rapporto della Ciase, emergono numeri impressionanti: circa 3mila pedofili negli ultimi 70 anni di storia della Chiesa in Francia

La Corte europea dei Diritti dell’uomo ha stabilito che la Santa Sede non può essere chiamata in giudizio per i casi di abusi sessuali commessi dai sacerdoti. Il Vaticano, dunque, per il diritto internazionale è “immune” alle querele provenienti da vari Stati europei. Una sentenza che fa cadere le cause intentate da 24 persone per gli abusi sessuali subiti da sacerdoti e religiosi in Belgio e che arriva a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione del rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase) in Francia, che racconta di oltre 3mila pedofili tra preti e membri religiosi dal 1950 ad oggi.

Il Vaticano non può essere chiamato in giudizio da nessuna nazione perché, come spiegano i giudici, “ha caratteristiche paragonabili a quelle di uno Stato, per questo riteniamo legittimo che la giustizia belga abbia reputato la Santa Sede come un ente sovrano straniero, con gli stessi doveri ma anche diritti di uno Stato”. A ricorrere al parere della Cedu erano stati proprio i querelanti, di nazionalità belga, francese e olandese, dopo che i giudici locali avevano dichiarato di non avere giurisdizione sui casi di abusi sessuali perpetrati in Belgio.

Ma Strasburgo ha risposto dicendo chiaramente che la Santa Sede gode dell’immunità sovrana e che questa regola è senza eccezioni, anche nel caso in cui la mala giustizia da parte dei vescovi, e della Chiesa in generale rispetto a questi casi, sia palese. Riguardo le storie emerse dal rapporto della Commissione indipendente, Papa Francesco ha espresso la sua vergogna, incoraggiando i vescovi e i superiori religiosi a compiere tutti gli sforzi affinché drammi simili non si ripetano e, parlando ai vescovi francesi in visita a Roma, ha detto: “È la vostra croce”. Il lavoro della Ciase, che denuncia circa 3mila pedofili negli ultimi 70 anni di storia della Chiesa in Francia, è il risultato di due anni e mezzo di lavoro della Commissione presieduta da Jean-Marc Sauvé, un alto dirigente francese, già membro del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Ue che, presentando il rapporto, ha commentato lapidario: “La stima è al ribasso“.