Svolta nella chiesa Luterana d’America: Megan Rohrer è il primo vescovo transgender della storia

Lo scorso weekend l'Elca ha nominato vescovi sinodali due persone apertamente Lgbtq: dopo Roher, sposato e con due figli, con un passato di attivista per la comunità, Brenda Boss è diventata la prima donna e prima lesbica vescovo del Sinodo della California sud-occidentale.

La compatibilità o meno tra fede cristiana e omosessualità o transessualità non è un tema nuovo, ma un argomento controverso su cui si discute spesso, da secoli praticamente. Molte persone sono convinte dell’incompatibilità tra queste. E se il cattolicesimo, nonostante qualche piccola apertura di Papa Francesco, continua nella strada dell’esclusione (se non di discriminazione) fortunatamente la dimensione della cristianità non è tutta uguale. Nella realtà protestante, come le chiese riformate o le luterane, ci si trova spesso davanti ad orientamenti più aperti verso questi temi, che sfociano anche in prese di posizioni ufficiali. Un esempio? La nomina, da parte della chiesa evangelica luterana d’America (ELCA) di due aperti e dichiarati sostenitori Lgbtq a vescovi sinodali.

Il nuovo vescovo sinodale Megan Rorher

Con circa 3,3 milioni di fedeli l’evangelica luterana è una delle chiese cristiane più grandi degli Stati Uniti. Al suo interno, qualche giorno fa, il reverendo Megan Rohrer è diventato il primo vescovo transgender nella storia, e d’ora in poi guiderà la San Francisco’s Grace Cathedral in California, uno dei 65 sinodi della chiesa, sovrintendendo a quasi 200 congregazioni di un’ampia zona. Il giorno successivo, invece, Brenda Bos è diventata la prima donna e prima lesbica vescovo del Sinodo della California sud-occidentale.

Il vescovo Rohrer, la cui elezione era avvenuta a maggio, ha dichiarato pubblicamente di essere un leader di fede transgender. Usa infatti il pronome di genere neutro “they” e in precedenza ha servito a San Francisco, anche al dipartimento di polizia della città, essendo attivista per la comunità di senzatetto e Lgbtiaq+ locale. È stato un sostenitore dei senzatetto, un cappellano dei primi soccorritori e un parroco. Diventato famoso per la sua apparizione nella quinta stagione di ‘Queer Eye’, nella quale ha offerto amore e una guida pastorale al pastore Noah Hepler, il soggetto principale dello show, Rohrer è stato ordinato straordinariamente prima del 2009 ed è stato “ricevuto” nell’Elca in seguito al cambiamento di politica nei confronti della comunità Lgbt.

Infatti, solo durante quell’anno la Chiesa evangelista luterana ha lasciato cadere il suo divieto riguardo alle relazioni tra persone dello stesso sesso all’interno del clero. Dal 2010 sono stati accolti sette pastori e pastore Lgbtiaq+: il primo vescovo apertamente gay e primo indigeno, Guy Erwin, è stato eletto nel 2013 per guidare il sinodo della California sud-occidentale (il vescovo Bos lo sta sostituendo).  “Sono entrato in questo ruolo perché una comunità diversa di luterani della California e del Nevada del nord ha devotamente e premurosamente votato per fare questa cosa storica”, ha commentato Rohrer, sposato e con due figli. Che alla sua comunità ha rivolto un messaggio d’amore: “Se me lo permetterete, e penso che lo farete, la mia speranza è di amarvi e oltre a questo, di amare ciò che voi amate”.

L’insediamento di Brenda Bos a vescovo

Il nuovo vescovo della California sud-occidentale Brenda Bos, invece, che usa i pronomi “her/him”, è entrata in seminario dopo una carriera nella produzione televisiva. Inizialmente è stata respinta proprio a causa della politica dell’Elca che vietava al clero di avere relazioni omosessuali. Dopo che la politica è stata abbandonata, si è laureata e ha ottenuto la sua prima chiamata. Il vescovo Bos è anche un’allieva del GLAAD Media Institute, e continua ad usare le competenze che ha imparato su come trovare il proprio pubblico di riferimento, la messaggistica e le interviste.

“I vescovi Rohrer e Bos sono stati eletti perché i loro sinodi riconoscono che i loro doni sono ciò che è necessario per guidare la chiesa a servire il popolo di Dio in modi nuovi e innovativi – ha detto Ross Murray, il direttore senior del GLAAD Media Institute – Stanno facendo la storia e porteranno sensibilità a coloro che si sono sentiti esclusi e traumatizzati dalla chiesa”.