Svolta storica in Cile: approvati i matrimoni tra persone dello stesso sesso. “L’amore è amore”

La Camera ha approvato la nuova legge, che consentirà alle coppie omosessuali anche di avere dei figli, con larga maggioranza, dopo un iter parlamentare durato circa 4 anni

Martedì 7 dicembre la Camera dei deputati del Cile ha approvato una legge riguardante il matrimonio egualitario, ossia quello fra persone dello stesso sesso, che contempla anche il diritto di avere figli.Una decisione definita ‘storica’ dai media locali ma che è apparsa sorprendente anche al di fuori, perché arriva da un Paese ultra cattolico. L’iter parlamentare, in effetti, è stato lungo e faticoso: iniziato nel 2017, due anni dopo l’approvazione di una norma simile a quella che in Italia regola le unioni civili, soltanto pochi giorni fa si è giunti all’approvazione della nuova normativa. Votata comunque a larga maggioranza. Sono stati infatti 82 i deputati favorevoli, 20 contrari e due astenuti sul testo che era già passato al Senato con 21 sì, 8 no e una astensione.

La legge deve ora essere firmata dal presidente della Repubblica Sebastián Piñera, che si è detto finalmente a favore della sua approvazione, dopo aver manifestato la sua contrarietà per anni. Una volta passata al vaglio della presidenza si passerà alla definizione delle procedure amministrative che introdurranno la novità e permetteranno alle coppie dello stesso sesso di sposarsi e avere, o adottare, figli.

È lo stesso Piñera a rispondere alle critiche dei partiti conservatori, affermando che il Paese vuole e deve “garantire a tutte le persone libertà e dignità”. Una grande apertura da parte sua, visto che la firma della legge sarà, probabilmente, uno degli ultimi atti della sua presidenza. In Cile il prossimo 19 dicembre si terrà infatti il ballottaggio delle elezioni presidenziali, tra Gabriel Boric, candidato della coalizione di sinistra, e José Antonio Kast, candidato di estrema destra. Quest’ultimo è tra i maggiori oppositori della nuova norma per le nozze omosessuali perché, secondo lui, “il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna”.

“Oggi è un giorno felice per il Cile, perché sappiamo già che l’amore è amore. Le persone sono uguali ed essendo uguali abbiamo gli stessi diritti”, ha detto il portavoce del governo Jaime Bellolio, mentre democristiana Ximena Rincón, presidente del Senato cileno, esprimendo il suo voto favorevole, ha dichiarato: “Stiamo arrivando al giorno in cui saremo migliori come Paese e come società”. Grande soddisfazione arriva dal Movimento per l’integrazione e la liberazione degli omosessuali (Movilh) che in un comunicato ha lodato la decisione, assicurando che “il Cile ha compiuto un passo storico e decisivo per l’avanzamento e il consolidamento dei diritti civili delle coppie e delle famiglie omosessuali che, senza distinzione, erano state discriminate e vulnerate fin dalle origini del nostro Paese”. Per festeggiare questo avvenimento senza precedenti il movimento Lgbtq ha convocato una manifestazione in Plaza Baquedano a Santiago del Cile. “Sono così emozionato. È una lotta ardua di molti anni – ha esultato la giudice Karen Atala, direttrice della Fundación Iguales –. Abbiamo ottenuto la conquista dei nostri diritti di essere cittadini di prima classe, degni e decorosi. Abbiamo iniziato con la legge antidiscriminazione, poi gli accordi di unione civile, poi la legge sull’identità trans e ora il matrimonio alla pari”.

In Sud America, tra i Paesi che già hanno legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso ci sono Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Uruguay e alcuni stati (14 su 32) del Messico. Nel mondo, invece, sono più di trenta, tra i quali Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Canada.